il governo riduce i prezzi solo ai padroni (da proletari comunisti)

E’ giusto e necessario che gli operai lottino per aumenti del salario

A fronte dell’aumento dei prezzi e delle bollette, la risposta del governo, con l’ultimo decreto è sostanzialmente di mettere soldi che le società energetiche responsabili di questi aumenti non mettono e che il governo non tocca (dal comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 21 gennaio: “per l’intervento sugli extra profitti delle società energetiche…” per ora solo la richiesta che “versino una differenza calcolata tenendo conto di prezzi equi ante-crisi… ha una durata limitata. A partire dal 1° febbraio 2022 e fino al 31 dicembre 2022, ma riguarda solo e guarda caso impianti fotovoltaici… impianti alimentati da fonte idroelettrica, geotermoelettrica ed eolica… ” – cosa che ha fatto gridare allo scandalo alcune realtà ambientaliste),

ma, in più questi soldi vengono dati pure alle imprese (: “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici… per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico… Il decreto interviene anche per far fronte al caro bollette… con un ulteriore 1,7 miliardi… Questo intervento odierno è maggiormente mirato a sostenere il mondo delle imprese… La norma garantisce anche alle imprese energivore una parziale compensazione degli extra costi per l’eccezionale innalzamento dei costi dell’energia. Il beneficio è quantificato in misura pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica…“.

Quindi tutto ai padroni, spiccioli ai proletari, alle masse popolari.

In questa situazione chiedere interventi sulle bollette, sui prezzi al governo è normale, ma è molto meglio e più giusto e utile lottare per l’aumento del salario! Perchè i lavoratori si riprendano quanto è già stato attaccato, ridotto.

Per i grandi capitalisti, come per i padroni medi e piccoli, il salario viene ad essere sempre più una sorta di concessione, un “costo ingiusto” che devono sborsare dalle “loro tasche”, come se il salario non lo produca/ricostruisca lo stesso operaio con una parte del suo tempo di lavoro (l’altra parte, quella più grande, quella in cui l’operaio lavora gratis per il profitto del padrone si è ampliata sempre di più, a maggior ragione in questo lungo periodo di crisi, con il moderno allungamento della giornata lavorativa o l’aumento della produttività).

La lotta per aumenti salariali è di fatto una lotta di recupero di un salario che il capitale con i suoi interventi ha già abbassato. Quindi se il l’operaio non facesse questa lotta non è solo non avrebbe un aumento del salario ma vedrebbe il suo salario ulteriormente diminuito.

Nel chiedere questo aumento, scrive Marx “gli operai adempiono solamente un dovere verso sé stessi e verso la loro razza”

Non si tratta di una lotta semplicemente economica ma a che fare con i rapporti di forza tra classe operaia e capitalista. La lotta è tra il capitale che “cerca costantemente di ridurre i salari al loro limite fisico minimo e di estendere la giornata di lavoro al suo limite fisico massimo” e l’operaio che “esercita una pressione in senso opposto. La cosa si riduce alla questione dei rapporti di forza delle parti in lotta”.

E per concludere ci rivolgiamo sempre a Marx che dice: “Se la classe operaia cedesse per viltà al suo conflitto quotidiano con il capitale, si priverebbe essa stessa della capacità di intraprendere un qualsiasi movimento più grande”.

PS. Invitiamo gli operai, tutti i lavoratori, lavoratrici a leggere il testo di Marx “Salario prezzi e profitto”, come il Quaderno di Formazione Operaia su questo importante testo, che confuta le stupidaggini di coloro che dicono che non si deve lottare per aumenti salariali perchè la conseguenza sarebbe un ulteriore aumento dei prezzi, nascondendo che invece l’aumento salariale incide solo sui profitti dei padroni.

Richiedete il Quaderno di Formazione operaia a: pcro.red@gmail.com

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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