venerdì 27 febbraio, genova: presentazione del libro “la revoluciòn bonita”

Sono le ore 18:30 di venerdì ventisette febbraio quando – presso la sala Enzo Montecucco del Circolo dell’Autorità Portuale di Genova, sito in via Albertazzi 3 – si presenta il libro di Angelo Zaccaria “La revoluciòn bonita. Viaggio a tappe nel Venezuela di Chavez” (Edizioni Colibrì, Euro 14,00).
Il curatore del libro parte dalla storia del Paese sudamericano dal 1989 in avanti, per poi spiegare bene quale sia la natura della così detta rivoluzione chavista: un’evoluzione della lotta politica che ha portato Hugo Rafael Chavez Frias al potere tramite il meccanismo borghese delle elezioni.
In particolare, lo scrittore si sofferma su quelli che sono i problemi del chavismo; arrivati al potere utilizzando il sistema elettivo borghese, non si è più interessati a distruggere lo stesso: ci si limita a riformarlo, nell’ottica della formazione del così detto socialismo del ventunesimo secolo.
Da qui nascono le indubbie difficoltà in cui si dibatte Nicolas Maduro, il successore di Chavez al governo del Venezuela, alle prese con lo scontento di buona parte della popolazione.
Sembra quasi inutile sottolineare come, con questo modo di approcciare il problema del mantenimento del potere, non si possa procedere a lungo sulla strada tracciata; senza l’abbattimento violento delle basi della società borghese, non si va da nessuna parte: la Comune di Parigi, in questo senso, dovrebbe insegnare molto.

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fca sata, la nuova fabbrica modello marchionne-jobs act (da proletari comunisti)

Giorno di gloria per i padroni, per Marchionne alla Fiat Sata. Accordi sui 20 turni firmati in mezza giornata da sindacati che dire che sono “di comodo” è dire poco. Diritti e condizioni dei lavoratori cancellati e ricondotti alla situazione precedente i “21 giorni” se non peggio. Porta aperte ai nuovi assunti, i cui numeri sono sparati a casaccio, assunti col jobs act, vale a dire: assunti in prova e in precarietà eterna, sempre a rischio licenziamenti.
Si ritorna alla fabbrica lager, alla ‘fabbrica modello’ ma con una fusione organica tra fascismo padronale, fascismo sindacale, moderno fascismo del governo Renzi.
La “fabbrica modello”, “prato verde” dell’epoca del suo insediamento durò 10 anni e poi esplose la più grande lotta operaia di una fabbrica automobilistica dei paesi imperialisti degli ultimi decenni.
Il nuovo piano Marchionne della nuova Fiat-Sata è destinato a fare la stessa fine, non come destino ineluttabile ma come percorso inevitabile dell’autonomia operaia e della guerra di classe.

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la magistratura sequestra cava del terzo valico a tortona (da notavterzovalico)

Cosa c’è nelle cave? Tortona come la Terra dei Fuochi?
CASTELLO ARMELLINO SOTTO SEQUESTRO: TROVATI ANCHE QUI RIFIUTI TOSSICI!
ALTRE CAVE TRA SALE, CASTELNUOVO E TORTONA USATE PER SMALTIRE SOSTANZE NOCIVE…IL TORTONESE È CONTROLLATO DAI CLAN DELLA ‘NDRANGHETA?
E’ notizia ufficiale di oggi (lunedì ventitre febbraio, n.d.r.) che la Cava di Castello Armellino, tra Sale e Tortona, destinata fino a poco tempo fa al deposito di smarino e schiumogeni per i lavori del Terzo Valico e da poco improvvisamente esclusa dal piano cave, senza spiegazione alcuna da parte del Cociv (fatto che ci ha insospettito parecchio) è SOTTO SEQUESTRO. La Procura di Alessandria ha agito su richiesta dell’ARPA (Non è chiaro se sia stata allertata, forse il Comune?) che, dopo alcuni sondaggi, ha potuto verificare come nell’area, alla profondità di 4-5 metri, si trovino amianto, tubi in metallo, inerti e diversi bidoni contenenti materiali non ancora identificati. Indagini ed accertamenti sono in corso. Indagini che noi chiediamo da tempo, sospettando proprio una situazione simile.
Nell’ultima conferenza dei servizi inerente alle modifiche del piano presso la Regione Piemonte, avevamo appreso che Cociv aveva rinunciato alla cava di Castello Armellino (pare perché su terreno esondabile). Alla luce di quanto pubblicato sul sito dell’Arpa probabilmente il Comune era già a conoscenza delle “vere” motivazioni dell’esclusione della cava: perché non ha ritenuto opportuno spiegarle ai suoi cittadini?
Ora è evidente che in quell’area sono stati smaltiti rifiuti tossici e ciò è quello che accade in molte zone del tortonese: Casa della Legalità di Genova che, con un pezzo pubblicato il 14 febbraio scorso, svela molto bene la geografia dei traffici dei rifiuti tossici a Tortona e dintorni e ci fa capire come tutta la nostra zona rischi di esser preda degli appetiti dei clan della ‘ndrangheta.
Noi lo andiamo dicendo da tempo, più volte abbiamo posto l’attenzione sul triangolo Viscarda-Armellino-Aliprandina, e poco importa che le altre due non siano incluse nella versione attuale (perlomeno, nell’ultima) del piano cave del Terzo Valico.
Della Montemerla, dei Gaglianò e di Ruberto (lo stesso signore citato più volte nell’articolo della Casa della Legalità e da noi menzionato ai tempi dell’inchiesta “Le mani della ‘ndrangheta sul Terzo Valico” abbiamo già parlato più volte.
Come si può pensare di lasciare il nostro territorio in simili mani? Chi ci garantisce che vi siano controlli continui ed efficaci?
Dobbiamo respirare amianto e le esalazioni dei rifiuti tossici per arricchire i clan? Cosa c’è nelle falde e nell’acqua che beviamo e che viene usata per irrigare i campi su cui si coltiva, in TUTTO il tortonese?
Crediamo che sia ora di un intervento a 360°, da parte del Comune di Tortona (e non solo su Castello Armellino). Chiediamo che vengano svolti sondaggi e controlli sul suolo di tutte le cave del tortonese e vengano resi immediatamente pubblici i risultati. Siamo convinti che Tortona sia a rischio di diventare una nuova Terra dei Fuochi.
Ricordiamo che la nostra è una delle zone più inquinate d’Europa e ad alto tasso di mortalità per tumori. Non pensiamo sia un caso.
È ora di dire basta alle mafie e di tutelare la salute dei cittadini: il comune di Tortona batta un colpo ora, (noi lo andiamo dicendo da tempo), meglio tardi che mai.
Ricordiamo che in Comune giacciono sempre le più di 1800 firme di cittadini tortonesi che chiedevano proprio questo. Non vi è mai stata nessuna discussione pubblica in merito, né consigli comunali aperti o altro. Parlarne con la città è così pericoloso?
Ne va della salute nostra, della nostra terra e dei nostri figli: questo è il motivo per cui la lotta no TAV è nata e per cui continuerà.
Le grandi Opere come il Terzo Valico, oltre ad essere inutili e dannose, sono un’occasione d’oro per le infiltrazioni mafiose. E sappiamo che QUI CI SONO.
Nel frattempo, noi ci siamo portati avanti e abbiamo documentato con le nostre foto quanto si sia scavato (e, quindi, depositato) a Castello Armellino NEI MESI SCORSI, nonchè ad Aliprandina e a Viscarda. Un traffico di camion incredibile, e i nomi delle ditte sono sotto gli occhi di tutti.
A questo link è disponibile l’elenco delle ditte in odore di mafia o corruzione che lavorano al Terzo Valico. Ditte che non operano solo nel tortonese ma i cui camion girano anche per Tortona.
Al link della casa della legalità è invece disponibile l’elenco di chi gravitava (già da tempo) o gravita attorno alle cave del tortonese, ditte che vi lavoravano e clan ‘ndranghetisti di controllo.
Si può continuare a far finta di nulla?

Comitato No Tav Terzo Valico Tortona

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grecia: la lotta continua, o, meglio, che la lotta cominci! (da proletari comunisti)

Ieri ad Atene c’è stata una prima manifestazione contro il governo di Tsipras dopo l’accordo con le “Istituzioni”. Un accordo che è stato approvato con una maggioranza schiacciante dal parlamento… tedesco, ancor prima che il simulacro del nuovo parlamento greco lo avesse realmente esaminato e approvato.
Chi comanda, quindi, ad Atene?

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genny ‘o peggiore

Genny il Peggiore; l’ex presidente dei deputati di Sinistra Ecologia e Libertà, ogni giorno che passa, si dimostra sempre più per quello che è: un parassita della società che, pur di continuare a vivere sulle spalle degli italiani onesti, ha abbandonato Nichi s-Vendola per abbracciare il credo renziano.
Questo personaggio è rimasto folgorato sulla strada romana di via Sant’Andrea delle Fratte 16 grazie alla promessa di essere scelto per correre alla presidenza della Regione Campania.
Ora lo schifoso essere in questione ha paura: in cuor suo teme di finire nella lunghissima lista degli ex ‘sinistri’ che – avendo tradito la causa per conservare la poltrona – si trova successivamente sul viale dell’oblio, a causa del fatto che i suoi ex avversari ricordano le sue posizioni precedenti, e non gliele perdonano.
Per questo il ‘signorino’ afferma che “la base ha scelto me: solo così si può cambiare”; ma la così detta base non ha scelto proprio nessuno: non fosse altro perché le elezioni primarie saranno domenica primo marzo.
Lui lo sa bene, tanto che il giovedì precedente si ritira dalla corsa; chi scrive si augura che il politicante in questione possa presto subire un tracollo di dimensioni enormi in termini di consensi personali, finendo in quel gruppo di emarginati della politica di cui fanno parte – tra gli altri – gli ex Comunisti Unitari.

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la nostra lotta non si ferma! no alla discarica di sezzadio (da notavterzovalico)

La sentenza del Tar del Piemonte dello scorso 19 febbraio non solo annulla il diniego all’autorizzazione per la costruzione di una discarica nell’area di Cascina Borio a Sezzadio, ma cancella in un sol colpo, con un dispositivo sbrigativo e discutibile, una lotta civile durata quasi tre anni.
È una sentenza che i Comitati di Base disconoscono e stigmatizzano nei tempi, nel metodo e nel merito, ritenendola inaccettabile anche e soprattutto perché assume connotati chiaramente politici.
Non si era mai vista, in vicende giudiziarie di questo tenore, un’ingerenza così spudorata e palese da parte di una carica pubblica come il Presidente della Provincia. Quella stessa Provincia che, presente in aula per difendere il diniego che aveva espresso tramite la conferenza dei servizi, ha sconfessato la propria linea con una lettera scritta dal suo attuale Presidente, Rita Rossa.
È evidente come siamo di fronte a un atto prettamente politico, di cui la Presidente Rossa è chiamata ora ad assumersi la piena responsabilità, e lo stesso vale per i ripetuti giudizi positivi espressi a sostegno dell’azienda ricorrente, una ditta privata, che con il suo progetto privato mette a rischio una risorsa pubblica di primaria importanza come è l’acqua.
Di fronte a questo atto politico, riteniamo sia legittimo domandarsi se tutta l’area politica che sostiene il Presidente Rita Rossa, a cominciare dal suo partito, il PD, condivida davvero questa linea. Se così fosse, infatti, è evidente che sarebbe l’intero Partito Democratico a dover condividere la responsabilità politica di questo gesto, che va contro il buon senso, ma soprattutto contro la volontà, più volte chiaramente manifestata, degli elettori di una intera Valle.
I Comitati di Base esprimono il più completo sdegno verso questa aggressione alla Valle Bormida, ai suoi cittadini e al territorio e fanno ora appello a tutti i residenti della Valle per mobilitarli a difendere la loro acqua.
Abbiamo perso una battaglia, ma non è detta l’ultima parola. Siamo pronti a resistere contro una logica politica distorta che dimostra con le sue azioni di voler barattare il diritto alla salute con il profitto di pochi.
La nostra lotta non si ferma. Diciamo ancora, con forza, NO alla discarica di Sezzadio.

I Comitati di Base Valle Bormida

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proletari comunisti non aderisce alle manifestazioni del 28 febbraio a milano e roma

A Milano la USB indice una manifestazione contro il jobs-act che appare autopropagandistica e del tutto inadatta a fronteggiare l’azione di padroni e governo che richiede non nuove processioni del sabato, ma la costruzione dal basso di un nuovo sciopero generale che abbia le caratteristiche di una rivolta sociale che blocchi progressivamente fabbriche posti di lavoro strade e città.
Le manifestazioni USB sono nel solco da ‘piccola CGIL’, dentro un programma, linea e pratica da ‘nuova socialdemocrazia di sinistra’.
A Roma, una giusta e speriamo combattiva manifestazione antifascista e antirazzista viene condotta con la parola d’ordine ‘Mai con Salvini’, quando oggi il fascismo e il razzismo trova come sponda essenziale il governo Renzi, il moderno fascismo, lo Stato di polizia; ‘Mai con Salvini’ è invece di chiaro sapore elettorale e espressione di un fronte inadatto oggi a rappresentare l’antagonismo sociale e politico necessario.

Proletari comunisti – PCm Italia
26-2-2015

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