i pagliacci piemontesi in camicia verde annullano la visita alle pendici del monviso

L’edizione telematica cuneese della Stampa di mercoledì ventuno settembre riporta – a firma Andrea Garassino – ua corrispondenza da Crissolo dal titolo: “Lega Nord, niente ritrovo alle sorgenti del Po”; il catenaccio, dal canto suo, precisa: “la segretaria provinciale ha annullato l’evento che era stato annunciato per sabato 24 settembre”.

Nel corpo dell’articolo si dà voce al segretario provinciale, Giorgio Bergesio, che afferma: “l’indicazione della segreteria federale è stata quella di non organizzare gli eventi sul Monviso e a Cittadella, visto che quest’anno è stata cambiata la data di Pontida che si è tenuta nel secondo fine settimana di settembre, quando noi salivamo alle sorgenti del Po”.

Che cosa penso di questi pagliacci in camicia verde credo che sia sufficientemente noto; quello che mi domando qui è quante volte all’anno pensano sia doveroso andare alle sorgenti dell’Eridano per rendere omaggio a quello che chiamano ‘il sacro fiume’: già venerdì ventisei agosto si sono recati al pian del Re i sedicenti ‘giovani padani’.

Non penso che i responsabili piemontesi della co… – pardon, della formazione politica – guidata dal Tombini di Ghisa non conoscessero in anticipo la data della riunione nazionale in quel di Pontida: avrebbero potuto accompagnare i loro ‘teneri virgulti’ nell’occasione sopra citata, invece di lamentarsi a posteriori.

Il sospetto è che il vero motivo dell’annullamento della gita alle pendici del Monviso sia da rintracciare in tutt’altra motivazione: il rischio concreto che la manifestazione potesse rivelarsi un vero e proprio fallimento, dal punto di vista delle presenze; altrimenti non si vede perché non avrebbe dovuto avere luogo, non interferendo in alcun modo con l’adunata lombarda.

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informazione e sostegno alla ribellione popolare in usa contro i serial killers della polizia imperialista yanqui (da red block)

Charlotte, Carolina del Nord, “Black lives matter”:  “No justice, no peace’

Affrontements à Charlotte

Nuovo omicidio dei serial killers della polizia USA, nuova rivolta a Charlotte. C’è bisogno di un nuovo Black Panther Party!

Dopo Terence Crutcher in Oklahoma lunedì scorso, l’assassinio di Keith Lamont Scott ieri è l’ennesimo di un afroamericano da parte della polizia. Freddato per l’intolleranza e il delirio razzista che è tratto unificante della sequela di uccisioni dei copsai danni di persone di colore negli stati federali dell’ America, questa volta l’omicidio è avvenuto a Charlotte, nella Carolina del Nord.

… secondo le testimonianze di coloro che stavano assistendo alla scena nei paraggi, solo per il poliziotto sarebbe stato armato,e stava leggendo alla fermata del bus mentre attendeva il figlio di ritorno da scuola). I principali media locali e internazionali filo-statunitensi hanno sentenziato che fosse armato, il che ha scatenato l’amaro sarcasmo di molte persone nei social che hanno detournato la fuorviante distorsione in “era armato.. di libro”.

La notte è diventata subito caldissima a Charlotte, con centinaia di afroamericani in rivolta che hanno bloccato le strade e sanzionato diverse pattuglie della polizia, la cui risposta ha portato a scontri, con lanci di lacrimogeni da parte delle guardie. Epicentro della rivolta le strade del quartiere della vittima. Le forze dell’ ordine ferite sarebbero una dozzina, mentre la principale autostrada della città è stata bloccata.

 https://youtu.be/HbX-tE7Py6I

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napoli: studenti in piazza verso il corteo del 7 ottobre (da red block)

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nicoletta dosio va liberata subito. massima solidarietà (da proletari comunisti)

La Redazione si unisce alla solidarietà alla compagna Nicoletta Dosio, colpevole solamente di essersi ribellata ad un provvedimento ingiusto (P.T.)

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NOTIFICATI ARRESTI DOMICILIARI A NICOLETTA DOSIO
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riceviamo da associazione isolese ambientalista e volentieri pubblichiamo

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riceviamo dallo slai cobas sc di palermo e volentieri pubblichiamo

Iniziativa di piazza contro il Movimento 5 Stelle

Sabato 24 settembre ’16 Piazza Verdi (Teatro Massimo) ore 16

Lo Slai Cobas per il sindacato di classe di Palermo organizza per sabato 24 settembre in Piazza Verdi (Teatro Massimo) alle ore 16 una iniziativa pubblica contro il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo che terrà la propria “festa” nazionale nei giorni 24 e 25 settembre in città.

Le lavoratrici e i lavoratori aderenti alla nostra Organizzazione Sindacale hanno tenuto ieri una assemblea nella quale si è discusso in generale della posizione del M5S nella politica attuale, partendo da un fatto molto concreto, cioè dall’intervento in particolare sulla vertenza specifica degli assistenti igienico-personale, una posizione, espressa anche negli ultimi giorni all’Assemblea Regionale, che di fatto vuole licenziare circa 2.000 lavoratori in tutta l’Isola.

In questi anni il M5S ha avuto modo di farsi conoscere sia attraverso le posizioni espresse dai suoi leader, Grillo e Casaleggio, che dai fatti laddove sono al governo, cioè diversi comuni d’Italia tra cui alcuni in Sicilia: queste parole e fatti mettono in luce l’atteggiamento antioperaio e popolare, che è la vera natura profonda del partito che si definisce movimento; razzista, sessista, che copre le proprie posizioni antidemocratiche con frasi ingannevole del tipo “uno vale uno” “scelgono i cittadini”, e quelle che fanno facile “audience” come “onestà” “trasparenza” “legalità” ecc. ecc.

Tutte falsità che saranno denunciate, insieme alle “pratiche politiche” tutte di tipo elettorale, dalla piazza.

E naturalmente ci sarà anche la denuncia del divieto imposto dalla questura di manifestare nei pressi della “festa”, un divieto che riteniamo inaccettabile!

Slai cobas per il sindacato di classe

via G. Del Duca, 4 – Palermo

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un episodio di razzismo camuffato?

Omegna è una città del Verbano Cusio Ossola, la provincia più settentrionale del Piemonte, che confina con la Confederazione Elvetica: nota ai più per essere stata sede di alcune delle più importanti fabbriche di caffettiere, è retta da un’amministrazione che fa capo al Partito (sedicente) Democratico.

Il primo cittadino è la ‘signora’ Maria Adelaide Mellano, un medico di cinquantacinque anni eletto primo cittadino – oltre che grazie ai sedicenti democratici – anche con il contributo di varie formzioni minori quali: Rifondazione Comunista-Comunisti Italiani, Italia dei Valori, e la lista civica Noi Ci Siamo.

Questa dottoressa è balzata agli onori della cronaca intorno alla metà di settembre quando ha respinto a gran voce un progetto presentato dal presidente dell’Università Islamica d’Italia – Giampiero Khaled Paladini – che concerneva l’avvio di corsi di laurea del suo magistero nella ex sede della Bialetti.

“Non ci sarà nessuna università islamica a Omegna”, ha tuonato la presidente della Giunta comunale – ripresa dall’edizione telematica verbanese della Stampa di domenica diciotto settembre, precisamente dalla penna di Vincenzo Amato – perché “l’edificio non ha la compatibilità urbanistica in quanto è destinato a ospitare attività produttive”.

La scusa ufficiale appare debole, basterebbe approvare una variante al Piano Regolatore Generale ed il gioco sarebbe fatto: così la Mellano tenta di giustificarsi affermando che al Comune “non è arrivato nessun progetto per trasformare l’edificio”, e comunque il signor Paladini “non ha nessun titolo per equiparare i suoi corsi a una università”.

Non essendo a conoscenza di quale titolo di studio possegga il signor Paladini, non so quanta ragione possa avere, la sindaco, a fare un’affermazione del genere: la speranza è che la sua non sia un apresa di posizione soltanto ideologica, secondo la quale l’unica religione che possa possedere degli atenei è quella cristiana cattolica apostolica romana.

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