è l’ora di finirla con la falsificazione della verità storica

Martedì due giugno riceviamo in redazione copia del numero 100/VII dell’organo del Nuovo PSI, E’ Ora – Bisogni e Meriti, che come di consueto è formato da un unico articolo a firma Vincenzo Papadia.

Il titolo fa riferimento alla ricorrenza che si festeggia nella data odierna, «E’ nata la Repubblica Italiana», mentre l’occhiello precisa: “Qualsiasi figlio del popolo può diventare Presidente della Repubblica”.

Fin qui niente da dire, il corpo dell’articolo è quasi interamente condivisibile; come spesso accade, però, il finale dello stesso tradisce tutto il risentimento che questa gente ha verso chi ha maggiormente contribuito a ciò.

L’estensore dell’articolo, evidentemente in preda a visioni, dichiara che dopo la stagione delle riforme, che egli considera essersi conclusa nel 1993, «un diluvio portò via tutto. Non ci fu la barca di Noè per salvare il pentapartito che aveva fatto grande l’Italia».

E’ una questione di punti di vista, per quanto sia da considerare errata tale visione delle vicende di quegli anni, visti i danni provocati dalle politiche di quel periodo: in ogni caso, è l’affermazione seguente ad essere inaccettabile.

Occorre una forte dose di coraggio per asserire che da Mani Pulite «ci guadagnarono i magistrati comunisti e i comunisti anche se per poco tempo, il popolo italiano aveva capito che essi erano moneta falsa, ma ormai il pateracchio era fatto».

Il livore anticomunista di questo personaggio lo porta a dire cose senza senso: nel 1993, piaccia o meno a lui e agli altri servi del Delinquente di Arcore della stessa sua risma, il Partito Comunista Italiano non esisteva più.

Partito Democratico e Pci: una distanza solo apparente | Il ...

Solo per ricordare le date. Il primo simbolo non c’entra nulla con gli altri tre

Il Partito Democratico della Sinistra non era nemmeno lontanamente paragonabile a quello che fu, prima della degenerazione togliattiana, il partito della classe operaia: continuare a sostenere falsità non aiuta certo il ristabilimento della verità storica.

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arcelor mittal taranto: tra cassaintegrazione permanente e polveri inquinanti in città (da taranto contro)

SlaiCobas per il Sindacato di Classe: 29 settembre - SLAI COBAS sc ...

Prosegue la cig per tutti i lavoratori dell’ArcelorMittal – ma qui c’è abuso

ArcelorMittal, ancora in maniera unilaterale, ha rinnovato la cassintegrazione pe 8100 lavoratori.
E ancora una volta la motivazione è per Covid-19.
Questo è un vero e proprio abuso, e se ci fosse un normale funzionamento dello Stato non gli dovrebbe essere autorizzata.
AM usa strumentalmente gli ammortizzatori sociale previsti per Covid, per una riduzione degli operai e una cassaintegrazione già ampiamente programmata prima e indipendentemente dall’emergenza pandemia, al solo scopo di beneficiare pro domo sua anch’essa di questa cig, e agganciare subito dopo il periodo di settimane per covid, la cassa integrazione ordinaria già prevista – in questo modo il periodo complessivo si allunga per i lavoratori!
E’ veramente scandaloso che venga concessa una cig per Covid a una grande azienda come AM che per tutto il periodo del lockdown ha continuato a produrre, facendo lavorare a rischio 5mila lavoratori. Quando doveva mettere gli operai in sicurezza a casa non l’ha fatto, invece ora, in cui non c’è il lockdown, li mette fuori dalla fabbrica.
La crisi di sovrapproduzione, i problemi del mercato dell’acciaio vi erano da molto prima dell’emergenza coronavirus, questa l’ha solo intensificata; non può invece AM far passare questa cig addebitando le difficoltà tutte al Covid e scaricandola subito e come sempre sulle spalle degli operai. Così AM non perde niente.
Sono sempre gli operai a pagare la crisi dei padroni
Questa cassaintegrazione copre per i lavoratori una miseria del salario perso – solo il 58% – non ce la fanno a vivere!

Il Ministero/l’Inps non può autorizzare la cig per Covid – lo Slai cobas sc ha diffidato a darla.

Vi deve essere una integrazione alla Cig perchè copra il 100% del salario.

Su la tempesta di polveri in città

(Da Corriere di Taranto)Ex Ilva, Procura apre inchiesta su nube di minerale

E’ giunta in serata la notizia secondo la quale la Procura di Taranto ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti e senza ipotesi di reato, per gli eventi di sabato, quando durante una tromba d’aria proveniente da nord ha invaso l’area dello stabilimento siderurgico ex Ilva, in particolare quella dei parchi minerali primari e secondari, sollevando nubi di minerale che hanno invaso la superstrada che corre accanto al perimetro della fabbrica in quel punto e il rione Tamburi.
I magistrati della sezione Ambiente, guidati dal procuratore aggiunto e procuratore capo facente funzioni Maurizio Carbone, hanno affidato le indagini ai carabinieri del Noe per svolgere gli accertamenti del caso e comprendere cause ed eventuali danni e responsabilità rispetto a quanto accaduto sabato scorso.

Condividiamo una parte delle dichiarazioni fatte da Marescotti, sulla tempesta di polveri che la città e il quartiere Tamburi hanno vissuto nella giornata di sabato, quando dice: “Sembrava impossibile che potesse accadere una volta coperti i parchi minerali, ma è accaduto. Questo dimostra che la copertura dei parchi minerali non è ancora risolutiva… chiediamo di darci una risposta avviando un’indagine conoscitiva sulle ragioni di quanto è successo”.
Primo, ci chiediamo noi, ma è davvero avvenuta la copertura dei parchi minerali? Da tempo non se ne parla più. L’opera su cui sono impegnati governo e azienda è davvero conclusa? Sio stanno rispettando i tempi? Così come è valida la denuncia che dice che fuori dai parchi ci sono tante polveri.
La verità è che siamo di fronte ad un blocco della copertura dei parchi, finora realizzata solo in due su sette.
Aggiunge Marescotti: “I tempi della messa a norma sono diventati flessibili al punto di non essere più credibili… Non avete erogato neppure una sanzione così come per gli scarichi in mare, altiforni e cokeria che dovevano essere messi a norma entro la fine di giugno 2020”.
Siamo alle solite dei piani di padroni e governo per quanto riguarda la vicenda Ilva. fanno piani che essi stessi non rispettano, sia in materia ambientale, sia in materia di tutela di posti di lavoro – vedi la vicenda in corso di cassintegrazione Covid per tutti i lavoratori.
Ma noi siamo che su questo non ci si lamenti, né ci si limiti alla denuncia, ne nella ricerca dell’alibi che il problema è chiudere l’Ilva.
Operai e masse popolari in particolare dei Tamburi devono rivendicare c on la lotta la tutela reale di lavoro e salute. La cultura del lamento, della ricerca degli scoop mediatici non hanno portato nessun risultato concreto, ne agli operai ne alle masse popolari dei quartieri, ma diventano solo autopromozioni e sostegno alla politica dell’attuale Sindaco e Regione, con Emiliano impegnato in una campagna elettorale permanente e Melucci nello spingere verso attività economiche di altra natura.
Lo Slai cobas per il sindacato di classe per ora “predica nel deserto”, ma certo questo non ci ferma nell’indicare una strada alternativa a padroni, governo, inquinatori, alle attuali Istituzioni locali, all’attuale stato del movimento, o meglio del falso movimento, in fabbrica e in città.
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riceviamo da “pci genova” e volentieri pubblichiamo

Senza vergogna!

Il Partito Comunista Italiano reputa INDECENTE la decisione da parte del ministro De Micheli (del PD e ribadiamo del PD) di ridare in mano ai Benetton la gestione del nuovo ponte.

Il PD ancora una volta si dimostra fiancheggiatore dei poteri forti  di questo paese.

Siamo davanti alla solita politica serva delle “grandi famiglie” italiane, e come Partito Comunista Italiano non ci stupisce che il Partito Democratico si genufletta di fronte ad esse.

La ministra De Micheli  conferma che il ponte Morandi va al concessionario Aspi controllato dalla famiglia Benetton la cui fondazione, ricordiamolo, ha finanziato la campagna elettorale del presidente Toti, quindi una sorta di tacita alleanza in nome del denaro e a discapito della sicurezza e persino della giustizia.

Dopo tante belle parole sulla revoca delle concessioni e sulla statalizzazione di autostrade ecco la doccia fredda.

Si lascia la concessione a chi non ha mai fatto manutenzione e ha causato la morte di 43 persone. Fateci il favore, cari ex “compagni “, non ditevi più di sinistra perché la sinistra per noi è un’altra cosa, e voi  l’avete abbandonata ormai da molto, moltissimo tempo.

Partito Comunista Italiano federazione di Genova

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giustizia per mohamed! (da la cause du peuple)

Ce lundi 6 juillet, date à laquelle, en 2009, Mohamed a été assassiné par la police du Chambon-Feugerolles, une marche en hommage à ce dernier était organisée par la famille Benmouna à Firminy, en banlieue de Saint-Étienne.

Suite à une prise de parole de la mère de Mohamed devant « le grand H » (surnom du quartier où vivaient Mohamed et sa famille lors des faits), qui rappelait une fois de plus sa volonté de ne pas lâcher le combat pour obtenir justice et vérité pour Mohamed, la destination de la manifestation nous fut indiquée. La marche partait du quartier de Firminy-vert pour arriver au commissariat de la ville voisine, où Mohamed a injustement été assassiné par la police française le 06.07.2009.
La cellule des Jeunes Révolutionnaires de Saint-Étienne avait déjà pris contact avec la famille depuis plusieurs semaines et avait pu créer tracts et affiches pour diffuser l’information et soutenir l’initiative de la famille. De plus, une banderole a été réalisée, qui a justement été utilisée lors de la marche.

Lors de la manifestation, une centaine de personnes déterminées ont parcouru les 6km séparant les deux villes. Cette marche hautement symbolique se déroula donc dans le calme à la demande de la famille, mais résonna néanmoins de slogans revendicateurs appelant à la fin de l’institution raciste qu’est aujourd’hui la police et à la mise en place d’une réelle justice.
Une fois arrivés devant le commissariat du Chambon-Feugerolles, un dernier discours de remerciement et un appel à ne pas lâcher le combat fut livré par la mère de Mohamed avant un lâcher de ballons recouverts de slogans sur les marches du commissariat.
Notons également qu’une fois de plus, la police nationale ne sut pas faire preuve d’un minimum de dignité et de respect. D’abord par la présence de la BAC en civil, avec leur brassards police a la main à moins de 100m du commissariat, qui se permirent de rigoler et discuter entre eux pendant la minute de silence pour Mohamed, mais aussi par le décrochage quasi immédiat de la banderole, accrochée aux grilles du commissariat (alors même que ce commissariat n’est plus en fonction depuis plusieurs années).

Le fait que la police fasse de la provocation lors d’une manifestation calme et pacifiste illustre parfaitement à quel point l’institution policière est une institution raciste, toujours présente pour réprimer toute velléité de révolte, présente quotidiennement dans les quartiers prolétariens, en banlieue des grandes villes, pour humilier au quotidien les gens qui y vivent.

La manifestation s’est finalement dispersée tranquillement sous les coups de 20h, dans une atmosphère de tristesse mais également de combativité et de détermination.

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riceviamo da zeitun.info e volentieri pubblichiamo

Per i giornalisti palestinesi, gli attacchi violenti delle forze israeliane fanno parte del lavoro

Juman Abu Arafeh  4 luglio 2020 Middle East Eye Gli abusi nei confronti dei giornalisti, che comprendono aggressioni e arresti, sono aumentati negli ultimi mesi specialmente nella Gerusalemme occupata.

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Ex presidenti e personalità latinoamericane chiedono sanzioni contro l’apartheid israeliano

4 luglio 2020 – Monitor de Oriente Oggi più di 320 personalità pubbliche, accademici, ex-presidenti e parlamentari di tutta l’America latina hanno presentato una dichiarazione congiunta contro i piani israeliani di annessione di grandi estensioni…

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“Silicon Wadi”: al momento l’ultimo progetto israeliano per prendere il controllo della Città Vecchia di Gerusalemme

Aseel Jundi – Wadi Al-Joz, Gerusalemme est occupata venerdì 3 luglio 2020 – Middle East Eye Numerose attività economiche palestinesi a Gerusalemme est hanno ricevuto avvisi di espulsione in quanto Israele prevede di installare il…

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Tribunale israeliano aggiudica ai coloni proprietà della chiesa a Gerusalemme

Tamara Nassar 3 luglio 2020 – Electronic Intifada Il mese scorso un tribunale israeliano ha respinto una petizione presentata dalla chiesa greca ortodossa per annullare la vendita di proprietà immobiliari a Gerusalemme a un’organizzazione estremista…

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Rapporto OCHA del periodo 16 – 29 giugno

Il 18 giugno è morto un bambino di otto mesi: necessitava di un intervento al cuore, da effettuare presso un ospedale israeliano, ma non è potuto uscire da Gaza.

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cariche poliziesche a difesa dei fascisti a schio (da soccorso rosso proletario)

Cariche al corteo antifascista ieri a Schio (Vicenza)

Come sempre la polizia difende la feccia fascista e attacca gli antifa. Lo tengano a mente i “democratici” che dicono di “rispettare il lavoro delle forze dell’ordine ma…”
Il corteo, lanciato da Schio è Antifascista, ha provato a bloccare la sfilata di estrema destra, ma è stato caricato dalla polizia. Per l’ennesima volta alle compagini razziste, xenofobe e fasciste di questo paese viene concessa agibilità, mentre chi si oppone viene caricato. La manifestazione dopo le cariche si è poi diretta sotto il comune di Schio per chiedere conto al sindaco di quanto è successo e le immediate dimissioni del consigliere Alex Cioni, promotore del raduno, e dell’assessore Donazzan, presente alla commemorazione e che da sempre legittima ogni parata fascista.
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siamo alla vigilia del governissimo

Pagina 132 del Televideo Rai di mercoledì due luglio riporta le ultime dichiarazioni del padre-padrone del progetto Italia Viva, quell’ ex Presidente del Consiglio dei Ministri che risponde al nome di Matteo Renzi.

Italia Viva non decolla e Renzi apre la caccia in Forza Italia ...

Il politicante toscano pontifica su alcuni degli avvenimenti delle ultime ore:  in particolare la vittoria da lui ottenuta con lo stralcio dell’ennesimo condono dal Decreto Legge sulla semplificazione.

Se questa è indubbiamente una buona notizia, della quale comunque non siamo affatto certi occorra ringraziare chi se ne è intestato i meriti, è la seconda dichiarazione dell’ex segretario del Partito Democratico a risultare indecente.

Secondo costui, «senza il Mes, i soldi qualcuno li vuole trovare con la patrimoniale, ma dovranno passare sul nostro cadavere»; ecco così vanificata la “buona azione” di cui sopra: l’ex “senatore semplice” torna a strizzare l’occhio alla destra.

E’ giunto il momento che questo “signorino” venga obbligato a schierarsi apertamente con i suoi naturali alleati: quei sedicenti “moderati” di destra – rappresentati da Forza Italia e Alternativa Popolare – ai quali dovrebbero aggiungersi, viste le battaglie che da sempre portano avanti, anche Azione, di Carlo Calenda, e Più Europa, di Emma Bonino.

D’altronde, l’Enrico Bottini dello sceneggiato Cuore – come giustamente riporta il Fatto Quotidiano, citandone un intervento sull’emittente tellevisiva La7, nella sua edizione di martedì sette luglio – continua a sostenere di essere favorevole ad un «governo larghissimo con B. e pezzi intelligenti della Lega come Zaia».

Il vero problema, però, è che le decisioni del Governo sembrano andare tutte invariabilmente verso una forzatura che porti tutte le forze politiche fin qui citate ad allearsi ed a provocare un cambio dell’esecutivo.

Come scrive Andrea Colombo – sull’edizione di mercoledì otto luglio del quotidiano il manifesto – il presidente del Consiglio dei ministri continua a fare «proprie le istanze di Italia viva, dell’ala governista del Movimento 5 Stelle e di Confindustria, ma anche di Forza Italia e della Lega».

Siccome il Partito Democratico – ma anche Forza Italia, che subisce una continua emorragia di eletti e iscritti verso Fratelli d’Italia – ha una paura blu di andare alle elezioni, esso farà di tutto per evitare tale avvenimento: ecco quindi che sta per compiersi una delle operazioni politiche più schifose delle storia repubblicana.

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succede alla tenaris-dalmine (da slai cobas sc)

Alla Tenaris Dalmine nelle assemblee in fabbrica i confederali sono andati in difficoltà con un intervento di un operaio dello slai cobas s.c. (clicca per ascoltare).
Figuriamoci se iniziamo a lottare sul serio….

Avanti non lasciamo mano libera alla trattativa per gli esuberi

Il sindacato deve avere una linea rispetto alla crisi per contrastare la ristrutturazione dell’azienda

Gli operai devono avere delle indicazioni di lotta:
  • nessun posto di lavoro deve essere  perso,
  • riduzione dell’orario a parità di salario,
  • la crisi la paghino i padroni

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lunga vita al 50° anniversario del nuovo esercito popolare (da pc maoïste france)

Long live the 50th anniversary of the New People’s Army!

On March 29, 2019, the New People’s Army of the Philippines celebrates its 50th birthday. This anniversary is an opportunity to return to the heroic path of the Communist Party of the Philippines (CPP) and the New People’s Army (NPA). A story of exemplary revolutionary struggle at the service of the masses against the three mountains that crush the Filipino people: imperialism, bureaucratic capitalism and feudalism. This People’s War led by the CPP and the People’s Army, the NPA, is an inspiration for people all over the world aspiring to liberation.

The NPA: 50 years of People’s War under the leadership of the Communist Party of the Philippines

The struggle of the Filipino people is old: from 1895, it started a war of independence against Spanish colonialism with the national bourgeoisie. American imperialism, which was developing throughout Latin America and Asia-Pacific, threw its claws on the Philippines at that time, entering the war against the first Republic of the Philippines in 1899. Among the most important martyrs of this period, let us note the immortal name of Andres Bonifacio who inspired and continues to inspire generations of revolutionaries.

US imperialism forced the occupation of the Philippine archipelago by a fierce war, killing between 12,000 and 20,000 independence fighters, and more than 200,000 Filipino civilians. After 3 years, the Yankee occupier imposed a new regime and colonization under “protectorate” of the Philippines. In the south, the campaign of “pacification” of the Yankee imperialism in Mindanao against the Moro people lasted until 1910 because the Moros resisted fiercely.

It was under American occupation that the Communist Party of the Philippines was born in 1930. It was very quickly made illegal. During the Second World War, the Philippines was occupied by Japanese imperialism which dominated the archipelago from 1942. Succeeding American imperialism, Japanese imperialism imposed itself with immense brutality such as with the march of death of Bataan that caused more than 20 000 deaths in April 1942. Hukbalahap (“People’s Army Against the Japanese”) guerilla warfare was created by the Communist Party to lead the resistance against Japan, especially on the island of Luzon with Mount Arrayat as its base. For the first time, the national liberation struggle is being waged directly under the leadership of the communists and no longer under the leadership of the bourgeois political forces.

During the US offensive in the Pacific in 1945, US imperialism regained control of the Philippines. The US military first concluded an alliance with the Hukbalahap before betraying them and liquidating them. The Communist Party of the Philippines, led by opportunists on the right, then entered a period of legalism and decided to focus its strategy on participation in Parliament. This strategy is a failure and the Party, which has only few candidates elected to Parliament, is quickly banned from the latter. He then reactivated the armed struggle with the left opportunist hope of a quick victory in a period of two years. For US imperialism, the Philippines is the most important gateway to Asia, so the “independence” they give in 1946 to the archipelago is only formal. They install their comprador puppets in palaces and militarily support the fight against the communists until 1954 when the People’s Liberation Army undergoes very heavy reverses.

Following the military defeat, the leadership of the Communist Party of the Philippines sinks even more in the revisionist way, aligning itself behind the positions of the Communist Party of Soviet Union which will push this party in a criminal pacifism. Faced with this drift of the Communist Party and facing an increasingly worrying national situation dominated by American imperialism, in November 30, 1964, the anniversary of the death of Andres Bonifacio, was founded Kabataang Makabayan, the Patriotic Youth. This anti-imperialist movement was primarily present in the universities. It will establish a fair and accurate analysis and critique of the history of the Communist Party of the Philippines from its founding in 1930 until its virtual disappearance in the 1960s. Inspired by the Great Proletarian Cultural Revolution in China, it is in the struggle against revisionism that the First Great Rectification Movement took place. These young communists inspired by the revolution in China will thus reconstitute the Communist Party of the Philippines December 26, 1968, date of the 75th anniversary of the birth of Mao Zedong.

A few months after its reconstitution, the Communist Party of the Philippines founded the New People’s Army (NPA) on March 29, 1969, rallying veterans of the Hukbalahap and young communists by giving an authentically communist leadership to the revolution. When the NPA was formed it had only 60 fighters armed with 9 assault rifles and 26 single shot guns and pistols. In the Philippines is then born the Protracted People’s War, led by the Communist Party leading the New People’s Army (NPA) and the National Democratic Front (NDF) for the revolution of new democracy against imperialism, the comprador bourgeoisie, and towards socialism.

Since 1969, the NPA is the People’s Army, politically led by the Communist Party of the Philippines. “Without an army like the NPA, the people have nothing,” Amado Guerrero wrote, paraphrasing Mao Zedong. This People’s Army will grow considerably during the dictatorship of Ferdinand Marcos who declared martial law in 1972. Under his brutal dictatorship backed by US imperialism, the NPA will experience major leaps that will make it the people’s army as we know it today.

The NPA: invincible because in service of the people!

The armed struggle of the New People’s Army in the protracted People’s War is invincible, because it is right and the NPA proves every day that it is in service of the people, and that the masses are defending it with all their might.

According to the basic rules of the NPA, it is the main organization of the Communist Party of the Philippines, constantly and deeply linked to the masses. Above all, it carries out the political work of building and organizing the New Power of the Popular masses based mainly on the alliance between workers and peasants. Its three tasks are to lead the protracted People’s War, to mobilize and defend the masses, and to promote their national and democratic interests.

This shows the role of the NPA in the revolution: by mobilizing the masses and by creating and supporting revolutionary militias and popular self-defense units, it gradually moves the masses from disorganized and disarmed to organized and armed. By organizing the masses for the local People’s Government and defending the popular tribunals, organs composed by the masses themselves, it guarantees the construction and extension of the New Power. Putting the political work with the masses, the propaganda and the defense of the masses and their interests first, the NPA is in service of the people, and a force authentically supported by the masses can accomplish everything.

The NPA follows the 3 Grand Rules of Discipline and the 8 Points of Attention of President Mao to maintain a revolutionary line and exemplarity towards the masses. With its strict discipline and openness to people of all sex, gender and sexual orientation, the NPA guarantees a truly popular army, which does not take advantage of the oppressions of semi-colonial semi-feudal society. Under the leadership of the Communist Party, the NPA is the main organization of the masses for their liberation, unlike the mercenary paramilitary groups that sell themselves to the government and foreign firms.

For example, the NPA plays an important role in ensuring the health and well-being of the masses in areas where the reactionary government leaves poor peasants and farm workers without any protection. It provides general and political education for a growing number of Filipinos in its mass base. When the reactionary government attacks the NPA, it targets schools, care camps, and all that makes the NPA a People’s Army. By attacking the NPA, the government of the old state attacks the masses directly.

Traduzione: Guerra Popolare fino alla vittoria totale! Unisciti al NPA!

The NPA: an example for the peoples of the world!

Faced with all the obstacles and difficulties, the NPA has not failed for 50 years. US imperialism used ferocious fascist dictatorships, like that of Marcos in the 70s and 80s, and the People’s War came out stronger. Against revisionism within the revolutionary movement and liquidationism, the armed struggle of the NPA emerged victorious from the Second Great Rectification Movement of the 1990s within the Communist Party of the Philippines.

Recently again, the NPA has shown us its incredible ability to inflict deadly blows on the enemy. In December 2018, in Agusan del Sur on the island of Mindanao, an entire detachment of CAFGUs (Citizen Armed Force Geographical Unit, a paramilitary unit of the government) and a Special Forces battalion were put out of action ,with 24 large caliber rifles seized from the enemies of the people taken prisoner without the NPA having to fire a single shot. In February 2019, the NPA supported the struggle of several thousand Mindoro residents against a hydroelectric project that would force many displacements and devastate the environment. Peacefully gathering the workers and informing them of the reasons for their action against the capitalist company behind the project, the NPA soldiers disposed of 44 heavy construction vehicles. A week before, in Mindanao, the NPA had stormed and successfully invaded the patrol base of the 1st Special Forces battalion, known to defend the multinationals from attacks by the NPA. On March 27, 2019, in the Eastern Visayas, two brothers escaped the police who wanted to torture and execute them and voluntarily surrendered weapons and ordnance to the nearest NPA unit by agreeing to submit to the revolutionary justice.

President Mao wrote that it is the masses who make history. In the Philippines, this truth is embodied in the heroism of the Party-led fighting masses, who are fighting against all forms of exploitation and oppression in a semi-colonial semi-colonial society dominated by imperialism. It is this heroism of the popular masses that we honor when we celebrate the New People’s Army, because it is in the depths of their pulpit that the masses lead the fight for revolution in the highest form of class struggle: the People’s War. These are the fighters of the NPA. It is the women of the people who are liberating themselves in the revolution, like the martyr Maria Lorena Barros, while the current President Duterte wants to “shoot them in the vagina”. These are all the martyrs of the revolution in the Philippines, fallen for the just cause of communism, the struggle to victory, and the great international workers movement. Their memory is our memory, their struggle is ours. Those who have given their lives for the cause of the people have not given it in vain, because all over the world the Marxist-Leninist-Maoist parties and organizations are working to raise the red flag. And one thing is certain: we will win because the future belongs to communism.

The CPP and the NPA show each day in practice the strategy of Protracted People’s War, the universal strategy of the proletariat for the seizure of power. The NPA is a productive army, an army that sets up the democratic principles of popular government, an army in service of the masses, and shows us what is universally essential in the People’s War: the New Power.

To express our solidarity with the People’s Wars, we must popularize their struggles internationally, beyond their borders, and build real international solidarity against the massacres of imperialism and the reactionary governments of the old bourgeois state. Lenin teaches us that proletarian internationalism demands fighting against our own imperialism, an accomplice and actor in the struggle against the peoples of the world and against the Communists.

Our solidarity with the People’s War in the Philippines demands that we learn from it and all the People’s Wars for our own liberation. We must today build the 3 instruments of the revolution in the French state. The People’s War is to be subjected to the concrete conditions of the French State, which is an imperialist country whose reality is very different from semi-colonial semi-colonial Philippines. The People’s Wars are for us shining examples of the road to revolution and our demands as communists can not be accomplished without drawing all possible lessons from these immense struggles.

The Communist Party of the Philippines and the NPA are now hard-pressed to lead the popular masses of their country to free themselves from imperialist yoke and capitalist barbarism by the just way of the People’s War. Comrades, you carry the red flag high in the eyes of the Philippines and the world, you fight the capitalist domination of imperialism in the most concrete way. Digmang Bayan hanggang his tagumpay! People’s War until the total victory!

Long live the 50th anniversary of the New People’s Army!

Digmang Bayan hanggang his tagumpay!

Victory to the People’s War in the Philippines and the People’s Wars led by the Communist Parties around the world!

Long live the ideology of the proletariat, Marxism-Leninism-Maoism!

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lavoratrici asili comunali. lavoro quest’estate, e 3 ore da settembre (da taranto contro)

SlaiCobas per il Sindacato di Classe: 29 settembre - SLAI COBAS sc ...

Le lavoratrici aderenti allo Slai Cobas sc dei servizi degli asili comunali negli incontri avvenuti in questi giorni con il Comune e la Ditta Servizi Integrati hanno posto con urgenza i problemi gravi del salario e dell’aumento dell’orario a partire da settembre.
In concreto.
Le lavoratrici chiedono di lavorare anche in questi mesi estivi di luglio e agosto. Questo da un lato è un modo per recuperare il salario perso a causa della sospensione dell’attività lavorativa per il lockdown. Il pagamento della FIS sta avvenendo con forti ritardi e in maniera parziale. Solo in questi giorni dietro nostro intervento presso l’Inps sta arrivando il pagamento della Fis per marzo e aprile, ma senza gli assegni familiari e non sappiamo quando avverrà la liquidazione per maggio e prima settimana di giugno. Le lavoratrici, con figli, al 99% monoreddito, non ce la fanno a stare senza salario in questi due mesi. Dall’altro lato, questi lavori straordinari (di sanificazione, pulizia approfondita) a luglio e agosto quest’anno sono assolutamente necessari per garantire la salute dei bambini e del personale alla riapertura degli asili a settembre.
Le lavoratrici hanno ribadito la loro ferma richiesta che l’aumento dell’orario di lavoro a tre ore al giorno, parta da settembre – indipendentemente se ancora è in corso l’appalto in essere o se si avvia il nuovo appalto. Gli enormi ritardi dell’amministrazione comunale nella procedura della gara d’appalto e nell’assegnazione del nuovo appalto non devono ricadere sui lavoratori.
In mancanza di questo aumento d’orario il servizio non inizierà a settembre!
D’altra parte – come ha confermato lo stesso Comune – i soldi ci sarebbero già.
Nel merito della gara d’appalto, infine, ribadiamo che non vogliamo che venga assegnato il servizio a Ditte che hanno fatto offerte al massimo ribasso (99 – 95%), dato che poi inevitabilmente queste Ditte cercherebbero di recuperarlo sulla pelle dei lavoratori.
SU TUTTO QUESTO VOGLIAMO RISPOSTE SUBITO.
IN MANCANZA VI SARANNO NUOVE INIZIATIVE
Lavoratrici Slai Cobas sc
Asili comunali – Taranto
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