amianto nelle rocce del terzo valico dei giovi? ma va, che strano!

E’ sempre brutto dire: avevo ragione; leggendo, però, la notizia che Il Lavoro/pagine genovesi di Repubblica fornisce – a pagina quattro dell’edizione di sabato primo agosto, a firma Stefano Origone – il primo pensero non può che essere quello.

Secondo quanto scrive il quotidiano estremista renziano – non certo, quindi, un covo di ‘pericolosi bolscevichi’, ma piuttosto di veri ultrà delle ferrovie ad alta velocità/alta capacità – gli operai che lavorano alla ‘finestra Polcevera’ del Terzo Valico ferroviario dei Giovi avrebbero trovato amianto nelle rocce; la logica conseguenza è stata che la Azienda Sanitaria Locale ha bloccato immediatamente il cantiere per metterlo in sicurezza.

Chi scrive – che segue la vicenda da molti anni, ormai – si sarebbe stupito che, nelle rocce in questione, non si fosse trovato alcunché: geologi indipendenti hanno segnalato da lungo tempo che nella zona interessata dagli scavi si sarebbe potuto trovare materiale amiantifero in proporzioni che sarebbero potute arrivare anche al cinquanta per cento.

Ora è proprio il Consorzio Collegamenti Integrati Veloci (Cociv), a segnalare la presenza di materiale mortifero nelle terre di smarino; ci si deve chiedere se finalmente cambierà qualcosa: a sentire il sindaco di Campomorone – il paese nel cui territorio insiste il detto cantiere di Cravasco – Paola Guidi, non ci sarebbero pericoli perché “nell’aria non sono state riscontrate fibre”.

E’ chiaro, però, che la movimentazione del terreno rischia di immettere quantità rilevanti di asbesto nell’aria, con conseguenze ben immaginabili per la popolazione; per difendere la salute pubblica occorre una cosa soltanto: farla finita con questa folle opera inutile e devastante.

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valerio verbano vive e i fasci pagheranno anche questa! (da proletari comunisti)

Roma, distrutta la targa per Valerio Verbano

Roma, distrutta la targa per Valerio Verbano

Di nuovo, la furia dell’estrema destra si è accanita contro la targa di marmo di una via dedicata a Valerio Verbano al Parco delle Valli, nella capitale. Staccata dal suo supporto, gettata a terra e distrutta. Era già avvenuto nell’agosto del 2013, quando la targa a lui intitolata all’interno del parco adiacente a Via Conca d’Oro era stata anche in quel caso distrutta.
Valerio Verbano, giovane militante dell’Autonomia Operaia, fu assassinato all’età di soli 18 anni da un commando neofascista il 22 febbraio del 1980 nella sua casa in via Monte Bianco, sotto gli occhi dei genitori precedentemente legati da tre uomini armati e incappucciati.
Valerio venne assassinato perché stava realizzando una inchiesta militante sugli ambienti dell’estremismo di destra romano e sui legami con la politica. Nonostante fosse fin da subito evidente la matrice neofascista dell’omicidio e nonostante la lunga battaglia dei genitori e soprattutto della madre Carla per la punizione dei colpevoli, nessuno degli assassini è stato finora individuato e quindi punito.
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trident juncture 2015. il tridente della guerra parte da napoli. zanotelli lancia una manifestazione nazionale a napoli. il nemico è la nato, l’imperialismo, l’imperialismo italiano e percorrere le vie del tradizionale pacifismo, non ci permette d fermare la macchina della guerra! (da proletari comunisti)

Trident Juncture 2015. Il tridente della guerra parte da Napoli
Siamo di nuovo sul piede di guerra anche in Europa sia sul fronte Ucraina, come nel Mediterraneo. …
… ora si apre anche il Fronte Sud:il Mediterraneo. Il 22 giugno la UE ha dato il via libera (senza il benestare dell’ONU!) alla prima fase della missione navale EuNavForMed con cinque navi militari, due sottomarini, due droni e tre elicotteri e un “migliaio” di soldati per tentare di bloccare la partenza dei migranti dalla Libia. L’uso dei droni militari (a Sigonella operano da anni i droni Global Hawk) si intensificherà con questa missione UE “contro i trafficanti di esseri umani”, grimaldello di un’operazione sotto regia NATO per un intervento militare in Libia. Sia i governi di Tobruk come di Tripoli hanno risposto che reagiranno contro questo attacco.
E’ in questo pesante scenario di guerra che si terrà in Europa dal 28 settembre al 6 novembre la più grande esercitazione militare dalla caduta del muro di Berlino che coinvolgerà 35.000 soldati NATO, 200 aerei,50 navi da guerra .Questa gigantesca esercitazione “Trident Juncture 2015”, sarà pilotata dalla nuova base NATO di Lago Patria a Napoli. …..
E l’Italia gioca un ruolo cruciale per la NATO : siamo un paese chiave nello scacchiere militare dell’Alleanza Atlantica. A Napoli è stato da poco inaugurata una sede NATO a Lago Patria con 1.500 militari. A Sigonella (Catania) entrerà in funzione il sistema Ags definito da M. Dinucci “il più sofisticato sistema di spionaggio elettronico, non in difesa del territorio dell’Alleanza, ma per il potenziamento della sua capacità offensiva fuori area, soprattutto in quella medio-orientale.” Per di più nel 2016 Sigonella diventerà la capitale mondiale dei droni. E per pilotare i droni, entrerà in funzione nella vicina Niscemi, il sistema MUOS di telecomunicazioni satellitari di nuova generazione. Niscemi diventerà così la quarta capitale mondiale delle comunicazioni militari.
Non possiamo accettare una tale militarizzazione del nostro territorio, né tantomeno possiamo tollerare, a livello morale, la guerra con i droni. “Questa guerra con i droni porta gli USA in una pericolosa china morale”- scrive Jim Rice, direttore della rivista ecumenica USA Sojourners.
C’è solo un nome per tali uccisioni con i droni, sono veri e propri omicidi, non giustificati né moralmente né legalmente.
E sempre in questo contesto, il governo italiano ha “accettato” sul nostro territorio anche AFRICOM , il supremo comando americano per l’Africa con due basi: una a Vicenza per le forze aeree e l’altra a Napoli per le forze navali. Non possiamo accettare che il nostro paese ospiti qello che nessun paese africano ha accettato di ospitare. Non è questa la politica estera che l’Italia deve intrattenere con un continente crocifisso come l’Africa.

E allora mobilitiamoci tutti, credenti e non, uniamoci al di là di ideologie o credi, contro questa gigantesca esercitazione militare NATO “Trident Juncture 2015” che si terrà in autunno.
Lo chiedo da Napoli, il centro comando di questa operazione, insieme al comitato napoletano “Pace e Disarmo”.
Perché non pensare a una manifestazione nazionale a Napoli o altrove, promossa da tutte le realtà del movimento per la pace, dalla Rete della pace come dal Tavolo della Pace, dai No Muos come dai No NATO? Tutti insieme perché vinca la vita!

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si sviluppa in tutta l’india la settimana dei martiri indetta dal pci (maoista) (da proletari comunisti)

Azioni armate, manifestazioni, assemblee
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Martyr’s week

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ricevo da altra liguria e volentieri pubblico

Un sindaco sempre più debole, provvedimenti sempre più distanti dal programma elettorale

Mentre il PD genovese continua a perdere pezzi, il sindaco Doria continua a promuovere provvedimenti che vanno verso la privatizzazione delle Aziende Partecipate (AMT e AMIU) e la cementificazione del territorio (gronda, terzo valico, Galliera, Bosco Pelato….), negando la partecipazione di utenti, lavoratori e cittadini nelle scelte, allontanandosi così sempre più dalle promesse fatte durante la campagna elettorale.

Il Consiglio Comunale, intanto, sembra impegnato più che altro a difendere il fortino, ingoiando provvedimenti che dovrebbero essere indigeribili per chiunque si dichiari, a parole, difensore dei beni comuni e favorevole a fermare il consumo di territorio.

Lo scenario, tutto legato a strategie politiche di sopravvivenza, sembra così rendere difficile qualsiasi prospettiva politica futura di costruzione di una vera alternativa che sappia tirare Genova fuori dal pantano.

Altra Liguria, ribadisce il proprio interesse a costruire un fronte unitario, antineoliberista ed alternativo a centro sinistra e centrodestra, che basi la propria strategia politica sulla difesa dei beni comuni e del territorio e sulla partecipazione reale delle persone, e rinnova il proprio supporto al Consigliere Antonio Bruno che continua a portare avanti con coerenza e determinazione le proprie idee, che sono anche dei molti genovesi che anelano al cambiamento.

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costruire il partito di quadri: serve la necessaria autocritica per farlo (da proletari comunisti)

Costruire il Partito significa dare il massimo di attenzione all’ideologia e all’organizzazione all’internoalla politica e alla linea di massa all’esterno.

da Pillole comuniste – 2
17-10 -2013

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Dediti alla causa del proletariato, fusi con le masse, rossi ed esperti, semplici nell’agire e nell’esporre il proprio pensiero, sofisticati nella capacità di cogliere le sfumature.
Questi sono i quadri comunisti.

da Pillole comuniste – 2
27-10-2013

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mercoledì 29 luglio, genova: tavola rotonda sul ciclo dei rifiuti

Mercoledì ventinove luglio – a partire dalle ore 17:15, presso il Circolo dell’Autorità Portuale di via Albertazzi 3, a Genova – si tiene, alla presenza di circa cinquanta persone, una tavola rotonda sul tema: “Risorse, energie, privatizzazione dell’Amiu”.

L’introduzione è affidata ad Enzo Favoino, del Movimento Rifuti Zero; costui, con l’aiuto di una lunga serie di diapositive piene di dati e percentuali, espone il concetto della Strategia rifiuti zero: dal riciclaggio alla raccolta differenziata, fino ad arrivare ad estendere il progetto a tutto il territorio europeo.

Siccome generalmente la veridicità di una affermazione è inversamente proporzionale agli sforzi fatti per renderla verosimile, mi viene da pensare male: il successivo intervento – quello del dottor Marco Castagna, presidente dell’Azienda Multiservizi Igiene Urbana (Amiu) – si incarica di rafforzare il mio convincimento.

Questi inizia il suo monologo sostenendo che il progetto appena presentato è esattamente uguale a quello partorito dalla sua azienda nel settembre 2014; “ecco, ci siamo”, penso: è noto che le amministrazioni locali borghesi hanno, come unico interesse, quello di contenere i costi e massimizzare i profitti da trarre dalle aziende partecipate.

In qualche modo – anche se velatamente – è lo stesso dirigente a dichiararlo, quando ricorda che quella da lui diretta “è comunque sempre un’azienda”: e come tale, aggiungo io, il suo primo pensiero non può essere certamente la riduzione dei costi per i cittadini, e neppure la ecosostenibilità dei progetti messi in campo.

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