un altro libro: ma basta!

La sera di martedì ventisei aprile si tiene a Genova, al Teatro degli Zingari sito presso le omonime mura, la presentazione del libro – scritto dal Pastore Valdese, con Elena Mazzoni e Monica Di Sisto – “Ttip. L’accordo di libero scambio transatlantico. Quando lo conosci lo eviti” (edizioni Derive e Approdi, Euro 13,00).

Si tratta della seconda volta in poco tempo che il nativo di Pomaretto (To) cala in città per autocelebrare un suo lavoro più o meno sullo stesso argomento: precedentemente aveva discusso del suo “La truffa del debito pubblico. Dall’austerità al Ttip”.

Questa volta, a differenza che in precedenza, alla presidenza è invitato anche Marco Bertorello: costui attualmente è membro di Attac Italia, ma la sua storia politica lo ha sempre visto membro della cricca trotzkista legata alla figura del guru Livio Maitan, il così detto Segretariato Unificato della Quarta Internazionale.

Non è un caso che questo ‘signore’, quando si lamenta (giustamente, sia ben chiaro) del fatto che “in molti Paesi la democrazia è subalterna alla politica economica”, faccia riferimento all’estremo oriente – Viet Nam e Cina, ovviamente – come se nel resto del mondo invece non fosse così.

Dopo aver ascoltato gli interventi dei vari oratori, chi scrive non riesce a comprendere l’utilità – se non quella economica per chi lo ha scritto – di presentare un libro del genere; ma, a voler essere maliziosi, forse un suo perché ce l’ha: può essere che la dirigenza rifondarola abbia deciso di tentare di recuperare almeno parte di coloro che negli anni hanno abbandonato il progetto politico per andare a fare altro.

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vuoi lavorare in fiat? iscriviti alla cisl… la cisl, un sindacato al servizio del padrone e corrotto: questo sindacato va attaccato in ogni luogo e in ogni modo (da slai cobas sc)

In Vm assunti i raccomandati del sindacato

Trafugata mail di Rizzo (Fim-Cisl): “Ora fategli fare la tessera”

Cento. Assunzioni di lavoratori interinali alla Vm di Cento e alcuni addirittura trasformati con contratto a tutele crescenti grazie alle raccomandazioni di una sindacalista.
È quel che emerge da una e-mail trafugata dall’account di Sandra Rizzo, segretaria della Fim-Cisl di Ferrara ed entrata in possesso del quotidiano La Repubblica. Secondo l’articolo, a firma di Paolo Griseri, la missiva inviata nel pomeriggio del 23 settembre 2015 contiene nomi e cognomi dei raccomandati e l’invio ai colleghi sindacalisti affinché facciano
proselitismo tra loro facendo sottoscrivere la tessera della Fim, “Altrimenti – è una parte del testo riportata da Repubblica – non ha alcun senso che noi ci spendiamo per delle persone che poi non vengono con noi. A questi dovete proprio rompere i coglioni”.
L’e-mail contiene due elenchi, il primo è degli interinali “che sono nostri iscritti in quanto ho la loro tessera nel mio cassetto”, il secondo è quello delle “persone che ho messo dentro sempre come interinali ma di cui manca ancora la tessera e che dovete organizzarvi per andargliela a fare”. E questo elenco rivela la vera cifra dello ‘scandalo’, con le motivazioni delle raccomandazioni: “Conoscenza di C. della Cisl di Copparo”, “mia conoscenza”, “nipote di C. della Cisl di Rovigo”, “amica del delegato A.”. Poi una terza lista, quella degli interinali “trasformati con contratto a tutele crescenti per i quali io mi sono spesa affinché si iscrivessero”.
Le indicazioni per i colleghi la Rizzo le dà immediatamente: “Vi giro l’elenco delle persone interinali che lavorano in azienda e che ho fatto entrare io. Secondo me dovreste organizzarvi per individuare dove lavorano (anche con l’aiuto di G.) e poi farvi conoscere”. “G.”, secondo La Repubblica è il numero due dell’ufficio del personale della Vm che e insieme ad “A” – che secondo il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari è il numero uno – è sarebbe colui che ha fatto entrare in azienda i lavoratori segnalati dalla segretaria della Fim.
Ma non è finita. Perché la Rizzo spiega anche che “ora dovrò verificare con A. (che sarebbe il responsabile del personale citato più sopra, ndr) una lista di persone che ho in elenco ma non so se al momento sono dentro o meno”.
Estense.com ha provato a sentire la segretaria ferrarese della Fim-Cisl per chiedere spiegazioni, ma ci è stato risposto che al momento non è possibile e che comunque una risposta dovrebbe arrivare nel pomeriggio (che potete trovare qui). Stessa cosa dal segretario generale Paolo Baiamonte che afferma di non aver ancora letto l’articolo e che “di quella partita non so niente, anche se so della vicenda della mail, ma mi sembra normale”. Anche lui promette dichiarazioni più circostanziate nel pomeriggio di oggi (giovedì) che puntualmente arriva: “Il sindacato è un’associazione che fa l’interesse dei suoi iscritti – osserva il segretario generale – e questi comprendono anche il posto di lavoro. Non c’è nulla di scandaloso”.
Attendiamo una risposta anche dalla direzione della Vm Motori.
Rimane però la risposta della Rizzo a Repubblica, dove non c’è alcuna smentita e in cui afferma di aver già denunciato la persona che avrebbe trafugato la mail. “Non ho nulla da rimproverarmi – dice Rizzo a Repubblica -. Ho cercato di tutelare dei nostri iscritti, alcuni erano stati licenziati da altre aziende”, aggiungendo che “tutti i sindacati fanno così. Segnalano i nomi all’agenzia incaricata dall’azienda di assumere. E qualcuno di quelli che ho segnalato a settembre, oggi è già stato anche licenziato”.

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uscito in formato opuscolo la formazione rivoluzionaria delle donne. 1° parte (da mfpr)

L’opuscolo raccoglie i testi usciti on line da gennaio ad aprile 2016.
Un importante risultato della battaglia, non facile, dell’importanza della teoria per la pratica rivoluzionaria delle donne che il Movimento femminista proletario rivoluzionario sta portando avanti.

Per richiederlo: mfpr.naz@gmail.com

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un canto dedicato ai martiri della rivoluzione indiana (da proletari comunisti)

Too Many Martyrs by Phil Ochs dedicated to Comrade Kishenji and Comrade Azad – by Democracy and Class Struggle

In the state of Mississippi many years ago
A boy of 14 years got a taste of southern law
He saw his friend a hanging and his color was his crime
And the blood upon his jacket put a brand upon his mind

Too many martyrs and too many dead
Too many lies too many empty words were said
Too many times for too many angry men
Oh let it never be again

His name was Medgar Evers and he walked his road alone
Like Emmett Till and thousands more whose names we’ll never know
They tried to burn his home and they beat him to the ground
But deep inside they both knew what it took to bring him down

Too many martyrs and too many dead
Too many lies too many empty words were said
Too many times for too many angry men
Oh let it never be again

The killer waited by his home hidden by the night
As Evers stepped out from his car into the rifle sight
he slowly squeezed the trigger, the bullet left his side
It struck the heart of every man when Evers fell and died.

Too many martyrs and too many dead
Too many lies too many empty words were said
Too many times for too many angry men
Oh let it never be again

And they laid him in his grave while the bugle sounded clear
laid him in his grave when the victory was near
While we waited for the future for freedom through the land
The country gained a killer and the country lost a man

Too many martyrs and too many dead
Too many lies too many empty words were said
Too many times for too many angry men
Oh let it never be again

MARTYRS OF THE INDIAN REVOLUTION 
IN 21st CENTURY

Comrade Azad
Comrade Kishenji
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campagna internazionale per la libertà del compagno francese antoine (da pc maoiste france)

Chers camarades,

Nous appelons tous les progressistes, syndicalistes, révolutionnaires à signer cette déclaration unitaire pour dénoncer la mise en détention d’un Camarade militant de la CARA et de la CGT de Vichy, arrêté à Clermont-Ferrand. Pour signer envoyer un message à cara.antifa@gmail.com ou sur la page FB «Liberté pour Antoine et arrêt des poursuites».

Face à la répression, unité ouvrière et populaire!

La CARA – https://www.facebook.com/libertepourantoine/

Un Camarade en prison,
développons la solidarité révolutionnaire!

Antoine, un Camarade brancardier de Vichy, militant de la CARA et à la CGT, a été placé en détention provisoire après avoir refusé la comparution immédiate. Il avait participé à l’occupation du Conseil Municipal de Clermont-Ferrand vendredi 29 avril dernier. Lors de cette action, à l’appel de Bianchi, maire PS, les flics avaient évacué la salle à coups de matraques, de gazeuses et de taser. Marc Fernandez, chef de toute la police du Puy de Dôme, dirigeait ses troupes. En première ligne dans la répression, il s’est pris une enceinte en pleine tête dans la cohue. Les flics se jettent alors sur Antoine et l’arrêtent.

Au procès qui a eu lieu lundi 2 mai, le Camarade a refusé la comparution immédiate. Mais le procès est politique. La justice veut faire des exemples de celles et ceux qui refusent de baisser la tête. Quel que soit sa situation ou les arguments de l’avocat, il est puni pour son engagement révolutionnaire. Il est placé en détention provisoire jusqu’à son procès le 26 mai prochain.

Les violences policières de vendredi dernier et la répression qui s’accumule à Clermont (3 procès à venir, les 10 et 23 mai et le 7 juin) et ailleurs montre bien que la justice n’est pas aveugle comme veut bien nous faire croire le mythe républicain mais qu’elle touche principalement les couches les plus pauvres de la population et les révolutionnaires. Cette répression s’inscrit dans la continuité de la répression qui frappe le mouvement contre la Loi «Travail», contre les  syndicalistes en lutte (Goodyear, Airfrance…) et le mouvement Nuit Debout. C’est ça la justice de classe : «file bien droit, tête baissée, et si tu la ramènes, tu sais ce qu’il t’attend».

Nous, signataires, affirmons que nous ne nous laisserons pas intimider. Ils peuvent bien essayer de «faire des exemples», ce n’est pas ça qui fera tomber notre détermination, bien au contraire! Nous exigeons la remise en liberté d’Antoine et l’abandon des poursuites judiciaires.

Liberté pour Antoine! Arrêt des poursuites!

Premiers signataires: Cellule Antifasciste Révolutionnaire d’Auvergne, Parti Communiste maoïste, CRI Rouge (pour la défense des prisonniers politiques révolutionnaires)

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viva la compagna chiang ching! viva la grande rivoluzione culturale proletaria! pcm italia

https://serviraopovo.files.wordpress.com/2016/04/chiang1.jpg?w=467&h=610

Camarada Chiang Ching

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mai abbassare il livello di “vigilanza democratica”

Il Manifesto di domenica ventiquattro aprile ospita – a pagina sei – un lungo articolo, di tale Lorenzo Paggi, dal titolo: “La memoria di Gramsci può andare in naftalina”.

L’estensore del pezzo passa tutto il tempo a sua disposizione per dimostrare che sarebbe un errore se la ‘sinistra’ italiana accettasse con entusiasmo il regalo del Governo – preseduto dal Presuntuoso Toscano – che ha dichiarato la casa di Ghilarza, dove visse il più importante esponente comunista marxista-leninista italiano, monumento nazionale.

In sintesi il Paggi sostiene che non ha senso considerare questo atto in quanto tale, sorvolando sul fatto che è stato promulgato da un esecutivo illegale che da due anni sta lavorando per ridurre tutto ciò che sa, anche vagamente, di sinistra alla completa inutilità.

Chi scrive pensa, invece, che occorra essere felici per questa strenna, senza per questo perdere di vista il fatto che, qualunque atto verrà licenziato, dal Governo pro tempore, da qui al referendum confermativo delle deforme costituzionali, lo sarà con la volontà dichiarata di allargare il più possibile il consenso, utilizzando tutti i mezzi a disposizione, dal becero populismo alle falsità più clamorose, pur di vincere il plebiscito da esso voluto.

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