solidarietà alle masse nepalesi colpite da un grande terremoto che tocca anche india e bangladesh (da proletari comunisti)

In Nepal, 2.000 morti. A Kathmandu si scava con le mani per salvare vite umane -

   I soccorritori cercano le persone rimaste sotto le macerie della torre di Darahara, a Kathmandu, in Nepal. - Prakash Mathema , Afp

I soccorritori cercano le persone rimaste sotto le macerie della torre di Darahara, a Kathmandu, in Nepal.

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memoria storica (da proletari comunisti)

La memoria storica è parte decisiva del patrimonio ideologico e politico dei comunisti, essa non comprende solo la storia dei comunisti ma anche quella dell’intero movimento operaio e di una parte rilevante del movimento progressista

da Pillole comuniste – 2
27-1-2014

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nel corso della manifestazione per il 25 aprile a torino, striscione e volantino per i rivoluzionari prigionieri politici (da proletari comunisti)

Rassemblement contre 41bis à Turin.

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genova: 25 aprile antifascista

Sabato venticinque aprile, a Genova come in tutta Italia, si tiene la commemorazione del l’anniversario della Liberazione dal fascismo italiano e tedesco; qui la data è particolarmente sentita: il comandante tedesco, generale Gunther Meinhold, si arrese direttamente ai partigiani, agli ordini di Remo Scappini, che non attesero l’arrivo delle armate alleate, come invece accadde altrove.

Come dappertutto si tiene il corteo istituzionale, che si chiude con le solite inconcludenti chiacchiere delle autorità istituzionali – che non hanno il coraggio di attuare la Costituzione borghese, mettendo fuorilegge tutte le latrine nate dalle ceneri del disciolto Partito Nazionale Fascista – ma una parte della città decide di dar vita ad una celebrazione alternativa.

Su invito del Centro sociale autogestito Pinelli – sito in Fossato Cicala 22, nel quartiere di San Gottardo, in val Bisagno – la parte sana della città si organizza per dar vita ad un corteo alternativo, che dia il senso reale dell’antifascismo militante, e non quello di maniera professato dai partiti istituzionali.

Così, alle ore undici, è convovato il concentramento – presso largo Paolo Boccardo, nelle vicinanze del capolinea del bus numero quarantotto, nel quartiere di Molassana – per dare vita ad una manifestazione che raggiunga la sede del su detto luogo aggregativo intitolato alla memoria del ferroviere anarchico ‘suicidato’ in Questura, a Milano, il 15 dicembre 1969.

I convenuti sono circa centocinquanta; tra questi  si possono notare i militanti del centro occupato – con bandiere Antifa e anarchiche – supportati dai ragazzi del Movimento di Lotta per la Casa, e da una delegazione dell’unica formazione politica presente, peraltro composta dai massimi livelli locali: il Partito Comunista in Italia.

Ad aprire il serpentone si trova l’immancabile camion del sound system, che per tutto il percorso diffonde le note di musica militante; queste sono spesso inframezzate da comizi volanti che ricordano come questa sia l’unica iniziativa odierna non istituzionale, e che la stessa sia deputata a ricordare tutte le resistenze di ieri e di oggi, comprese quelle del Kurdistan e dell’Ucraina.

A proposito di quest’ultima, va segnalato come, ad un certo momento del percorso, si abbia un collegamento con Giacomo – del collettivo City Strike-Noi saremo tutto – che attualmente si trova in Donbass, il quale spiega ai convenuti cosa sta accadendo nella zona delle Repubbliche Popolari dove si combatte il regime fascista di Kiev.

L’arrivo alla sede del Pinelli avviene intorno alle ore 14:00, senza alcun incidente: d’altronde la presenza della polizia è molto discreta, essendo limitata ad un controllo del corteo tramite pochi agenti in borghese.

La giornata continua con un pranzo popolare, e con l’esposizione di due mostre fotografiche inerenti l’argomento resistente: “I partigiani in val Bisagno” e “Popolazioni resistenti in Ucraina”; si concluderà in serata con un concerto del gruppo musicale “Nun te reggae chiu”, che propone versioni riarrangiate dei brani più famosi del cantante Rino Gaetano.

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convegno su amianto a roma il 29 aprile (da medicina democratica alessandria)

Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto

INCONTRO-CONVEGNO: Senato della Repubblica

Sala Santa Maria in Aquiro

Piazza Capranica 72, ROMA

29 aprile 2015 ore 09÷13

Vogliamo cogliere l’occasione della giornata mondiale delle vittime dell’amianto che si celebra il 28 aprile per riprendere e ribadire le nostre posizioni e le nostre richieste per risolvere il problema amianto in tutta la sua dimensione.

La prima esigenza è quella di verificare l’andamento del progetto di legge 1645 (amianto e lavoro) per vedere se c’è uno sbocco alle nostre proposte in atto da oltre 10 anni.

La seconda esigenza – al pari della prima- è per constatare che il PNA resta ancora da approvare e quindi vanno studiate le azioni da parte nostra per smuovere gli ostacoli che si frappongono.

 La terza è quella di verificare se quanto stabilito dalla recente di stabilità riguardo al fondo delle vittime dell’amianto – e ci riferiamo a quelle non professionali – sia già operativo. Similmente un risarcimento è dovuto alle vittime dell’amianto degli stabilimenti ETERNIT che, a causa della sentenza della Cassazione del 19/11/2014, nulla hanno ricevuto.

 La quarta riguarda l’andamento dei processi sull’amianto, piuttosto contradditorio, a verifica della linea da tenere di fronte a quei processi in cui i responsabili dell’esposizione vengono assolti. E’ da segnalare l’assoluzione dei responsabili ex ENEL di Turbigo in primo grado, ma anche la mancata pubblicazione delle motivazioni del processo contro FINCANTIERI DI Monfalcone (tribunale di Gorizia) a 16 mesi dalla sentenza (di condanna) di primo grado. In positivo va sottolineata la sentenza di Cassazione – definitiva-  contro i responsabili dell’esposizione all’amianto dei lavoratori della FINCANTIERI di Palermo (Cass. N. 11128/2015).

Infine la quinta esigenza ancora una volta è quella di constatare come l’INAIL continui a respingere in gran parte le richieste di riconoscimento di malattie professionale e quindi, se condiviso, di procedere ad esposti alle Procure della Repubblica per omissioni di atti d’ufficio e per conflitto di interesse.

 

 

AMIANTO:  X GIORNATA MONDIALE DELLE VITTIME DELL’AMIANTO

 

Introducono:

il senatore Felice Casson (v.Presidente della Commissione Giustizia).

Fulvio Aurora (Coordinamento Nazionale Amianto)

 

Saluto: V.Ministro dell’Interno,Filippo Bubbico 

 

Intervengono esperti giuristi:

– Edoardo Bortolotto

– Stefano Palmisano (avvocato – foro di Brindisi),  

esperti tecnici e medici:
– Marco Giangrasso (ISPRA – Roma),
– Federica Paglietti (Dir. Unità Operativa Territoriale della Ricerca INAIL),
– Letizia Serrone (Oncology specialist),  

fra le Associazioni:

– Armando Vanotto (Aiea Piemonte),

– Sandra Alliotta (Aiea Piemonte)
– Mario Murgia (Aiea Val Basento),  

– Rocco Regina (Aiea Val Basento),  

– Giovanni Taddeo (Aiea Val Basento),

– Marchio Giuseppe (Aiea Val Basento),  

– Rocco Recchia (Aiea Val Basento),

– Sabina Contu (Aiea Sardegna),  

Elisabeth Cosandey (Aiea Milano)

– Dario Vittone (Aiea Milano)

– Valentino Gritta (Aiea Turbigo)

– Antonio Pizzinato (Copal Lombardia)

– Salvatore Nania (Comitato Amianto Sicilia)

– Giorgio Zampetti (Legambiente)

– Lino Canta (Aiea Caserta)

– Umberto Ciarone (Aiea Caserta)

– Giovanni Lippolis (Aiea Caserta)

– Maura Crudeli (Aiea Lazio)

– Silvana Zambonini (Aiea Lazio)

– Brunello Bellaveglia (Aiea Lazio)

Fra i sindacalisti:

–       Claudio Iannilli CGIL

–       Giuseppe D’Ercole

–       Marco Lupi UIL

–       Massimo Balzarini CGIL Lombardia

–       Ferdinando Di Lauro CGIL Lombardia

 

Fra i professionisti:

– Andrea Rosario Di Giura avvocato – foro di Matera,  

– Arcangela Vitolla   avvocato – foro di Matera,  

Claudia Pischedda  avvocato – foro di Cagliari e Roma,  

– Elena Paba,  giornalista-  radio1 RAI,  

– Mariella Recchia  giornalista –

– Fabrizio Protti  dirigente d’azienda Inertam Milano            

 

Fra i parlamentari e consiglieri regionali:

– Vito Petrocelli, Segretario della 10ª Commissione permanente (Industria, commercio, turismo) Membro della Commissione parlamentare per il controllo sull’attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale —,   

-Maurizio Romani, v. Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato

-Cristiana Avenali, Consigliere Regione Lazio, promotrice della proposta di legge regionale 93/2013

Per il coordinamento: Fulvio Aurora
COORDINAMENTO NAZIONALE AMIANTO
c/o Associazione Italiana Esposti Amianto (AIEA)
via dei Carracci 2  20149 – Milano
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guerra e moderno fascismo contro i migranti (da proletari comunisti)

Più il governo, lo Stato italiano, gli Stati europei tirano fuori le “soluzioni”, più appare chiaro che hanno tutte il sapore di guerra per salvaguardare gli interessi dei propri paesi imperialisti e di moderno fascismo/razzismo contro i popoli.
La distruzione dei barconi, l’uso dei Droni, tra le principali decisione della riunione Ue, sono un vero e proprio atto di guerra.
Essa non solo non intaccherà per nulla la presenza e il ruolo criminale delle bande di scafisti – che hanno i loro “amici” in giacca e cravatta, basi in Italia e si ricicleranno a seconda della situazione – ma attaccherà la popolazione, i migranti provenienti anche da altri paesi.
I morti invece che nelle acque internazionali, questo intervento li farà direttamente in Libia, siano pescatori, abitanti libici, siano migranti; o per mano degli scafisti (per nascondere “l’oggetto del reato”) o per mano delle armi “legittime” degli Stati imperialisti, con le cannonate sui barconi e i Droni che dall’alto non distingueranno certo una imbarcazione per trasportare migranti, da una imbarcazione di pescatori libici.
Quanti altri casi “marò” avremo ora? In cui dopo anni i pescatori assassinati e i loro familiari non hanno ancora giustizia mentre agli assassini lo Stato italiano riserva “tappeti d’oro”?
“Bombarderemo, senza provocare “disatri collaterali”?… Ma ci fate o ci siete? Appena mercoledì (?) è venuto alla luce il “danno collaterale” dell’uccisione da un drone del cooperante Lo Porto…!

Questa azione militare vuole reprimere in maniera fascista e razzista nel senso pieno della parola la stessa possibilità di uomini, donne, bambini di circolare, attaccando un diritto umano sacrosanto ed elementare.
E in realtà sono le proposte razziste e fasciste dei Salvini, delle Santachè, che da un lato nei mass media si respingono, dall’altro in questo modo verrebbero attuate. Salvini e Renzi hanno la stessa faccia di assassini!

C’è anche poi un aspetto di pura “stupidità” nell’idea del bombardamento dei barconi e della lotta agli scafisti. Potranno affossare tutti i barconi che vogliono, ma non potranno mai affossare il bi/sogno di uomini, giovani, donne, bambini di scappare dalla guerra e dalla miseria. “Ho rischiato di morire – dice uno dei migranti salvatosi dall’ultimo naufragio – ma quel viaggio lo rifarei di nuovo perchè nel mio paese morire di fame o di guerra non è diverso”…
Gli scafisti sfruttano barbaramente la necessità di scappare dei migranti, ma per le ragioni della loro fuga gli Stati imperialisti devono guardare le loro facce di assassini allo specchio della storia! Sono le vostre guerre imperialiste che alimentano le guerre locali, che portano distruzione, miseria, divisioni tra le popolazioni, lotte intestine; sono i vostri capitalisti che vanno a razziare, sfruttare, realizzare superprofitti d’oro sulla miseria e l’affamamento dei popoli; sono i regimi “amici” da voi aiutati e sostenuti; sono i vostri “eserciti umanitari” che arrivano da “padroni” in una terra non loro e che hanno dato egregia prova di razzismo, di torture (come in Somalia…); è tutto questo che crea e creerà sempre le migrazioni, fino a che i popoli armati non rovesceranno i regimi e lotteranno contro l’imperialismo.

Si pensa poi di dare aiuti ai paesi africani – non certo per combattere la fame, la miseria – ma… per controllare le loro frontiere e impedire che fuggano i migranti. Quindi un aiuto perchè i governi dei regimi oppressori, reazionari, abbiano più mezzi per rafforzare la loro repressione verso i loro popoli.
Anche altre proposte come quella di centri e Uffici gestiti dai governi europei in Libia e negli altri paesi di partenza dei migranti per gestire in loco i permessi di asilo, sono una tragica soluzione. Essa prevede una stretta cooperazione con le stesse dittature, gli stessi regimi reazionari di Libia, Tunisia, Egitto, Sudan, ecc. – sostenuti dai paesi imperialisti europei e/o Usa – da cui i migranti fuggono, per sottrarsi alla guerra, alla feroce repressione, alle torture, all’affamamento.
Sarebbe come consegnare direttamente alla feroce repressione dei loro aguzzini liste di uomini, donne, bambini.

E che lo scopo dell’Italia e dei paesi europei, sia contro i migranti, per impedire con la forza il loro arrivo, è chiaro anche dall’altra soluzione che ha deciso l’Europa. Non certo quella, come da molte parti viene chiesto, di ritornare a “Mare nostrum” che, facendolo male e sempre nell’ottica di frenare il flusso di migranti, cosa che aveva insieme ai soccorsi prodotto comunque morti, aveva comunque come compito istituzionale il soccorso, di garantire la salvaguardia della vita dei migranti anche nelle acque vicine ai paesi di partenza; bensì quella di investire più soldi, si parla di raddoppio, più mezzi nell’operazione Triton, operazione istituzionalmente di respingimento e quindi di morte, avendo come compito solo e soltanto il controllo delle nostre frontiere.

Ma questa guerra contro i migranti è anche l’occasione cercata da tempo per giustificare, ora con la scusa della lotta ai trafficanti di esseri umani, la frenesia del governo, dei suoi ministri (la Pinotti non vede l’ora di firmare ordini di guerra) per l’intervento bellico in Libia, per salvaguardare i profitti delle multinazionali, in primis l’ENI, per allargare le sue mani nella zona, per imporre un governo amico degli interessi imperialistici dell’Italia.

Manlio Dinucci scrive su Il Manifesto: “Lo scorso feb­braio a Roma il segre­ta­rio gene­rale della Nato, Jens Stol­ten­berg, ha avver­tito che «il dete­rio­rarsi della situa­zione in Libia potrebbe deter­mi­nare nuove minacce alla sicu­rezza euro­pea» e che «la Nato deve essere pronta a difen­dere ogni alleato da tali minacce»… La mis­sione Pesd (politica europea di sicurezza e difesa) costi­tui­sce dun­que il gri­mal­dello di un’altra ope­ra­zione sotto regia Nato, che viene pre­pa­rata stru­men­ta­liz­zando l’ecatombe di pro­fu­ghi nel Medi­ter­ra­neo per creare una opi­nione pub­blica favo­re­vole a un inter­vento mili­tare diretto in Libia… Con lo scopo di costi­tuire una testa di ponte in Libia, occu­pando le zone costiere più impor­tanti non solo per le risorse ener­ge­ti­che, ma per la loro posi­zione geo­gra­fica all’intersezione tra Medi­ter­ra­neo, Africa e Medio Oriente”.
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serve lo sciopero generale dal basso per la caduta del governo renzi (da slai cobas sc)

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