alessandria: chi è causa del suo mal…

Un antico e nobile adagio recita: chi è causa del suo mal pianga se stesso; se un partito ha nelle sue file il sindaco più odiato di Italia – da due anni, ormai, si piazza alla posizione numero cento otto, l’ultima, nella classifica dei primi cittadini più amati del Paese – non può pretendere di continuare impunemente ad imporlo alla popolazione.

Se poi questo personaggio è anche il presidente della Provincia, la reiterazione della sua presentazione come candidato diventa una specie di suicidio: oltre al capoluogo, la formazione politica che lo propone rischia di subire un tracollo in tutti i Comuni limitrofi interessati alla tornata elettorale.

Il riferimento è ad Alessandria, dove il Partito Democristiano ha riproposto la primo cittadino uscente, Maria Rita Rossa, sostenuta – al primo turno – oltre che dai renzisti, anche da alcune liste civiche; a questi si è aggiunta, al ballottaggio, la candidata montiana Oria Trifoglio.

Costei, voluta espressamente dall’ex ministro Renato Balduzzi, raccoglieva in una delle tre liste civiche che la appoggiavano – Partecipazione Democratica – anche i resti della “sinistra” cittadina, compresa quella Rifondazione che a parole si disinteressava della contesa, per poi mettere i suoi uomini nella stessa lista.

Ebbene, questo crocchio di personaggi assai poco presentabili è crollato miseramente al secondo turno, raccogliendo appena 14.937 voti, pari al 44,32 per cento del totale di quelli validi, ossia il 20,00 per cento degli elettori.

Per parte sua, il nuovo sindaco, quel Gianfranco Cuttica di Revigliasco sostenuto da tutta la destra unita, raccoglie 18.762 preferenze, pari al 55,68 per cento dei totale di quelle valide, ossia il 25.12 per cento degli iscritti alle liste elettorali, che sono 74.681.

Stanti questi risultati, la percentuale di coloro che nemmeno si sono avvicinati ai seggi è del 53,64 per cento, a cui si devono aggiugere 229 schede bianche, 692 nulle, e 9 contestate e non assegnate, che portano ad un ulteriore incremento degli astenuti: un ottino risultato su tutti i fronti.

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i seguaci della via elettorale nel nostro paese sono opportunisti, e funzionali al dominio del capitale, stato, e governo dei padroni (da proletari comunisti)

Proletari comunisti – PCm Italia non sostiene nessuna amministrazione comunale in nessuna parte del paese: le ritiene tutte, a diverso titolo e sotto diverse forme, per programmi e composizione, anelli del dominio di governo stato e capitale, e tutte in nessuna maniera in grado di prendere provvedimenti a favore dei proletari e delle masse; considera tutte le forze che le sostengono appartenenti al campo della collaborazione di classe, del riformismo e dell’opportunismo.

Proletari comunisti – PCm Italia considera le forze che si definiscono ‘comuniste’ – come tra le altre, il nuovo PCI-CARC – forze del neorevisionismo, e seguaci dell’ultima ora della via elettorale al socialismo.
Il partito comunista si costruisce nel nostro paese oggi fuori e contro queste forze.

proletari comunisti – PCm Italia
giugno 2017

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brasile. rovesciare temer e tutta la sua banda. movimento studentesco popolare rivoluzionario (da a nova democracia)

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elezioni amministrative: si afferma in termini clamorosi l’astensionismo di massa. renzi, gentiloni, pd, sempre più in crisi e minoritari. perdono terreno i fasciopopulisti di grillo (da proletari comunisti)

La lotta, e non il voto, è l’arma dei proletari e delle masse!

Unica soluzione: Rivoluzione!

Costruire:
il partito della rivoluzione
il fronte unito delle masse popolari 
la forza combattente

proletari comunisti – PCm Italia
giugno 2017

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ventimiglia. solidali con la rivolta dei migranti che in 400 cercano di varcare il confine contro i governi imperialisti italo-francesi (da proletari comunisti)

Ventimiglia, 400 migranti provano a varcare il confine con la Francia

Dopo alcuni giorni di tensione a Ventimiglia, questa notte circa 400 migranti hanno provato a oltrepassare il confine per dirigersi in Francia. Le forze dell’ordine hanno tentato di bloccare la marcia lanciando lacrimogeni e raggiungendo i migranti con volanti e mezzi antisommossa. Dopo l’arrivo dei rinforzi della polizia, centinaia di persone hanno provato a dirigersi verso il fiume Roja all’altezza della frazione Torri per aggirare il blocco stradale ma anche qui sono stati fermati.

I migranti hanno deciso di muoversi dopo l’annuciata ordinanza del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano che prevedeva la pulizia straordinaria delle sponde del fiume Roja. Era la stessa ordinanza a parlare di “accampamenti improvvisati” e grandi moli di “rifiuti” non smaltiti. Una pulizia straordinaria che in realtà richiedeva l’ennesimo sgombero dei migranti che da tempo vivono sotto un ponte accanto al fiume.

ordinanza ventimiglia

ordinanza ventimiglia 2

Questa mattina infatti mentre erano ancora in corso i tentativi da parte dei migranti di raggiungere la Francia è avvenuto lo sgombero ordinato dal Sindaco. Come si vede nel video diffuso dalla Rete No Borders – Genova, i rifiuti di cui parlava l’ordinanza, altro non erano che i pochi beni dei migranti, principalmente vestiti e sacchi a pelo.

La maggior parte dei migranti vengono dal Darfur dove c’è attualemente la guerra civile e chiedono di andare in Francia. Si appellano all’Europa sostenendo che il blocco delle frontiere da parte della Francia e degli altri paesi europei vuol dire calpestare i loro diritti. In queste ore sono fermi nel gretto del fiume e non hanno intenzione di spostarsi finchè non riusiciranno ad oltrepassare il confine.

 

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amburgo smash g20. unisciti al campo anti-imperialista! (da red block)

L’impérialisme ne passera pas – NO PASARAN
En juillet 2017, les pires ennemis de l’humanité, les dirigeants impérialistes et leurs hommes de mains, se réuniront à l’occasion du sommet du G20 à Hambourg, en Allemagne. Ce qu’ils appellent “sommet” est le regroupement de ces pays qui à eux seuls, détiennent entre leur mains 80% du commerce mondial. Ces impérialistes qui tiennent le marché mondial se retrouvent à cette réunion pour partager, et améliorer leurs méthodes d’exploitation.
La participation des dirigeants de 20 pays et affiliés à cette réunion ne doit pas tromper. Le G20 est une réunion permettant aux pays impérialistes, tel que les Etats-Unis, l’Angleterre, l’Allemagne, la France et la Russie, de réunir autour d’eux les pays dits «en voie de développement», dans le but de leur imposer leur domination économique et d’organiser toujours mieux l’exploitation de leurs peuples opprimés.
La présentation de cette réunion sera bien évidement tournée de manière hypocrite de sorte à déguiser cet objectif principal. Comme à chaque sommet, des points importants comme la lutte contre la pauvreté, le chômage, la protection de l’environnement, la mondialisation, etc… seront amenés à l’ordre du jour. Ainsi les responsables même du pillage des richesses dans le monde, de l’approfondissement des inégalités entre les exploiteurs et les exploités, du système qui rend les riches toujours plus riches et les pauvres toujours plus pauvres, qui dévastent une grande partie du monde, à commencer par le Moyen-Orient, par la guerre et les conflits, se prétendent être la solution à tous ces problèmes.
Cependant, nous les jeunes, nous ne croyons pas que nos vies et notre avenir résident dans les solutions mensongères que ce système nous propose! Ce ne seront pas eux qui trouverons la solution à la faim, la pauvreté, le pillage, la guerre, dont ils sont les responsables!
Ces barbares unis dans le G20, qui font du Moyen-Orient un lac de sang, imposent, à nos jeunes générations en Europe, une éducation militariste pour nous habituer à leurs méfaits. Tous les systèmes d’éducations sont au service de l’exploitation impérialiste, et condamnent tous les jeunes qui s’y opposent à un monde sans futur et à la précarité.
Le G20 est une réunion de planification impérialiste. Une planification qui se fait en sacrifiant les vies des peuples du monde. Les décisions prises lors de ce sommet ne feront qu’intensifier l’exploitation de la classe ouvrière et des masses laborieuses. La réunion du G20 est chargée de planifier les interdictions et les embargos dont seront victimes les différentes nations, langues, croyances, cultures qui essaient de vivre librement.
Jeunes! Combattons la barbarie des membres du G20! Même 100 ans après, la lumière de la révolution d’octobre continue d’éclairer notre chemin! L’enseignement de cette réalité historique nous prouve qu’un monde libre est possible en dehors des intérêts impérialistes. Sachant cela, nous, jeunesse populaire, nous devons empêcher toutes les agressions et les réunions de planification des impérialistes.
Remplissons les rues d’Hambourg face aux impérialistes! Luttons ensemble dans les rangs de la Nouvelle Jeunesse Démocratique – YDG, unis derrière le slogan «Vive la fraternité des peuples dans un monde sans classes et sans exploitations!»

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che tonfo, in liguria, per il partito democristiano!

Questa volta ci siamo: il Partito Democristiano perde tutte le sue roccaforti liguri, e non ha più scuse; ora, per evitare che i disastri elettorali arrivino a cascata, e ne pregudichino ogni possibilità di ritornare a governare, la dirigenza dovrà abbassare le orecchie e addivenire a più miti consigli.

A Genova, dove si sono recati alle urne in 209.595, pari al 42,67 per cento degli aventi diritto, il nuovo primo cittadino è espressione della destra radicale unita: Direzione Italia, Forza Italia,  Fratelli d’Italia-An, Lega Nord, Nuovo Psi, hanno conquistato la città Medaglia d’Oro della Resistenza.

Hanno ottenuto 112.398 voti validi, su un totale di 203.455 (1.503 schede bianche, 4.626 nulle, 11 contestate): significa che – tenuto conto che gli iscritti alle liste elettorali erano in totale 491.167 – il “signor” Marco Bucci è espressione del 22,88 per cento dell’elettorato attivo cittadino.

Il suo avversario, Giovanni Antonio Crivello detto Gianni – sostenuto dal Partito Democristiano e dal Movimento Democratico e Progressista, quest’ultimo camuffato in una lista civica A Sinistra, che comprendeva anche alcuni giovani della ex Rete a Sinistra – è giunto non molto lontano: ha incassato 91.057 preferenze, pari al 18,54 per cento.

Il problema, per i servi renzisti, è che la distribuzione delle preferenze li penalizza assai: dieci anni fa l’Ulivo otteneva il 34,60 per cento, oggi i partiti che lo componevano – che sono essenzialmente quelli confluiti l’anno successivo nel Partito Democristiano – sono ridimensionati ad un misero 19,88 per cento, riducendosi del 42,54 per cento.

Ma se a Genova agli zerbini del Presuntuoso Toscano è andata male, peggio è finita alla Spezia, nell’altro capoluogo ligure dove si è rinnovato il Consiglio comunale; qui proprio non c’è stata partita: la cricca del ministro della giustizia, Andrea Orlando, e dell’ex assessore regionale alla Protezione civile, Raffaella Paita, ha subito un vero tracollo.

Qui sono andati alle urne in 35.306, pari al 46,50 per cento degli aventi diritto; anche qui il nuovo borgomastro è espressione della stessa co… – pardon, accozzaglia – che ha conquistato Genova, anche se declinata in modo diverso nella composizione: era presente una lista unica Fratelli d’Italia-An/Forza Italia.

Il candidato dell’area vincente ha ottenuto 20.636 voti, pari al 59,98 per cento dei suffragi validi; gli iscritti alle liste elettorali erano 75.918, mentre i votanti 34.407 (258 schede bianche, 637 nulle, 4 contestate): pertanto il sindaco è espressione del 27,18 per cento del totale dei cittadini spezzini.

Il suo antagonista, Paolo Manfredini – sostenuto da Partito Democristiano, Italia dei Valori, e diverse liste civiche – ha ottenuto 13.771 preferenze, pari al 18,13 per cento dei voti validi; una pesante débâcle appena smorzata dalla constatazione della frammentazione di tutto ciò che sta alla sua sinistra.

Infatti, qui gli ex centrosinistri si sono presentati in ordine totalmente sparso: due hanno dato vita ad altrettante liste civiche, mentre il candidato di Rifondazione – Massimo Lombardi – si è presentato con il simbolo Spezia Bene Comune (ottenendo il seggio), ed il Partito Comunista Italiano (che schierava il vicesindaco uscente, Cristiano Ruggia) ha sfiorato il “titulo” mancandolo per sole circa settanta preferenze.

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