notizie arcane

In Italia abbiamo, per nostra fortuna, due tipi di operatori dell’informazione: gli zerbini dei partiti e dei governi, e quelli indipendenti; questi ultimi sono pochi, e sovente attenzionati dagli organi investigativi per la propria attività di controinformazione, ma fortunatamente esistono.

Sì, perché se la divulgazione delle notizie fosse lasciata esclusivamente nelle mani di taluni personaggi – di ‘sinistra’, centro, o destra, poco importa – staremmo freschi: ognuno tira legittimamente l’acqua al proprio mulino, ci mancherebbe, ma quando ci si imbatte in certi titoli si rimane quanto meno perplessi.

E’ il caso di venerdì ventisette marzo, quando La Repubblica – la voce del renzismo più oltranzista – pubblica, a pagina quattordici, a firma Roberto Mania, un articolo sotto il titolo: “Boom dei contratti stabili in due mesi salgono del 38% un quarto delle assunzioni”.

Scritto così, senza punteggiatura o altro che possa aiutare il povero lettore a comprendere, il messaggio è piuttosto arcano: le assunzioni a tempo indeterminato sono da considerarsi aumentate del trentotto per cento del totale, o del venticinque per cento dello stesso – ossia del 9,5 per cento – come specificato subito dopo aver sparato la ‘notiziona’?

A chi scrive non pare affatto una questione di lana caprina: è piuttosto un problema di correttezza nello svolgimento delle proprie mansioni, e nello spargimento delle veline governative.

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di fronte alla repressione, euskal herria non cammina sola! massima solidarietà agli organismi che appoggiano i prigionieri politici baschi (da proletari comunisti)

Comunicato di solidarietà degli EHL (comitati di solidarietà con il popolo basco) in risposta alla retata contro militanti a favore dei diritti dei prigionieri.

Mercoledì 25 marzo, la Guardia Civil ha arrestato Nagore López de Luzuriaga, Izaskun Abaigar, Fernando Arburua y Oihana Barrios nel corso dell’ennesima operazione contro l’appoggio ai prigionieri. Questi militanti sono rappresentanti di Etxerat (organismo dei parenti e amici dei prigionieri) e di Jaiki Hadi (appoggio sanitario ai prigionieri), impegnati incessantemente a favore dei prigionieri politici baschi.
Ancora una volta lo Stato spagnolo, per mezzo delle sue forze di occupazione, ha puntato la mira sul lavoro che realizzano le persone attive per i diritti collettivi dei prigionieri politici baschi, e così cerca di ostacolare ogni espressione di solidarietà che esiste nei Paesi baschi a favore dei prigionieri.

Da sempre lo Stato ha cercato di dilaniare il collettivo dei prigionieri, dall’esterno come dal suo interno. In quest’occasione procede contro i famigliari e gli attivisti nel settore sanitario, dando vita ad un circolo repressivo che cerca di impedire ai prigionieri di raggiungere i loro obiettivi arrestando le realtà a loro più vicini. Eppure, anche così, non si rende conto che, dopo anni di “condanne aggiunte” sofferte dai famigliari, questi si ritrovano più uniti che mai, così come il Collettivo dei prigionieri politici.
Per questo, per quanti arresti lo Stato spagnolo possa fare, non riusciranno a dividere e indebolire i prigionieri politici baschi né tutta la solidarietà che li avvolge.
Anche da parte dei comitati internazionali di solidarietà vogliamo trasmettere tutta la nostra solidarietà. Non consentiremo nessun altro ostacolo e scenderemo in strada a fianco del solidale popolo basco. Perché la solidarietà è la tenerezza dei popoli e perché se toccano uno o una, ci toccano tutti.

Di fronte alla repressione, Euskal Herria non cammina sola!
Euskal Herriaren Lagunak

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cariche poliziesche contro i facchini in lotta. massima solidarietà (da slai cobas sc)

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ULTIM’ORA: Nel pomeriggio sono stati consegnati tre fogli di via da Sant’Agostino ad altrettanti facchini che avevano rifiutato di farsi identificare durante il fermo. Solidali con loro e certi che molti altri ne prenderanno il posto, ribadiamo la nostra vicinanza agli operai in sciopero e l’appello alla partecipazione alle prossime iniziative di lotta davanti ai cancelli della Mirror!

...A Sant’Agostino (Ferrara) i 14 lavoratori licenziati, con il supporto di tanti altri operai e operaie organizzate nel sindacato SI Cobas e quello di studenti e precari del Laboratorio Crash!, hanno prima effettuato un blocco di fronte ai cancelli dell’azienda e poi bloccato i camion che cercavano invece di entrare all’interno della Sant’Agostino, altra azienda del mondo della ceramica tra le prime committenti della Mirror anche quando i lavoratori licenziati chiedevano una presa di posizione di tutte le aziende collaboratrici dell’impresa ferrarese. santag2
La reazione poliziesca alla lotta ha portato prima al violento sgombero del blocco costruito di fronte ai camion (vedi il video in calce all’articolo), sgombero che si è evoluto anche in 10 fermi, 3 dei quali sono stati poi condotti in questura per ulteriori procedure di identificazione e liberati solo dopo qualche ora. Nel frattempo la polizia si accaniva sui manifestanti con una determinazione assolutamente esagerata nel far passare i camion bloccati sulla carreggiata stradale: nel tentativo di dare un segnale forte ai manifestanti in lotta la celere ha rincorso i picchettanti alternando cariche a piedi a blindati lanciati alla loro rincorsa per più di 2 km sulla provinciale.
santag1La cosa comunque non ha impedito il blocco della strada ed il formarsi di una coda che di fatto ha continuato a rallentato l’uscita di automezzi dalla Sant’Agostino: i manifestanti con questo blocco mobile e fluido della carreggiata  hanno continuato a bloccare ulteriori camion fino al rilascio di tutti gli operai fermati, provocando ingenti danni all’azienda e ribadendo la determinazione a non mollare la lotta fino all’ottenimento dell’obiettivo.
…. è stato sciopero anche ai cancelli del magazzino Bertolotti-Rhiag di Siziano,in provincia di Pavia. Dalle 5.30 una settantina di operai e facchini dei S.I. Cobas, assieme a un gruppo di solidali, hanno bloccato i tir in entrata e in uscita chiedendo il reintegro di 13 dipendenti iscritti al sindacato e licenziati per aver protestato contro le condizioni indegne di lavoro che vigono alla Rhiag: turni massacranti da più di 12 ore con paghe da fame, assenza di sicurezza e straordinati non retribuiti.
Intorno alle 7.30 del mattino il picchetto è stato vigliaccamente attaccato da un gruppo di guardie private e di crumiri riconducibili al sindacato fascista UGL che, usciti dallo stabilimento armati di bastoni, hanno cercato di forzare il blocco degli operai in sciopero e dei solidali. A quanto denunciano i lavoratori l’attacco di questa mattina segue una serie di minacce e aggressioni avvenute già alla fine di febbraio dopo il primo sciopero.
La determinazione del picchetto è comunque riuscita a respingere l’assalto squadrista, con la promessa di tornare presto a bloccare gli ingressi della Bertolotti – Rhiag.

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la manifestazione di roma landini-fiom… ‘la banalità del male’ (da proletari comunisti)

Landini e la Fiom hanno promosso una manifestazione nazionale a Roma per rilanciare la lotta contro il jobs act e le politiche sociali del governo Renzi e per lanciare la proposta politica sindacale o sindacale politica di coalizione sociale “Unions”, volta a costruire un’alternativa a queste stesse politiche.
Presentata così, avremmo e dovremmo subito aderire, invitare a partecipare, cercare di indirizzare la manifestazione verso una maggiore radicalità di obiettivi e di prospettive. E’, come si dice è una cosa banale… ma a volte bisogna parlare della ‘banalità del male’
Il sistema imperialista attraversa una crisi economica che viene scaricata sugli operai e le masse popolari in tutto il mondo, in Europa le potenze imperialiste più forti, in primis la Germania, impongono i loro interessi su quelli più deboli attraverso strumenti, quali la Bce, ecc. In Italia i governi diventano sempre più espressione pura dei padroni e trasformano regole e Stati in senso dittatoriale e moderno fascista per imporre gli interessi del capitale.
Da qui discendono le politiche quotidiane del governo che si traducono in tutto quello che Landini denuncia, soprattutto dagli schermi televisivi.
Pensare, quindi, di contrastare queste politica, questi interessi e questo sistema con la linea e l’azione perseguita da Landini è una pura illusione.
Landini dovrebbe dire che senza rovesciare questo e ogni governo dei padroni non è possibile realizzare nessuno degli obiettivi e dei propositi che egli propone.
Ma Landini così non sarebbe Landini, il segretario della Fiom che in ogni fabbrica ha firmato in questi anni accordi con i padroni che hanno avuto il segno dei tempi; non sarebbe parte integrante della Cgil che è stato un puntello decisivo non solo della concertazione ma della collaborazione di classe che ha portato i lavoratori a perdere giorno per giorno, oltre che salari, posti di lavoro, quei diritti che Landini oggi rivendica; per non dire quella che la Fiom ha fatto politicamente che è ancor più grave di ciò che ha fatto a livello sindacale, essere base elettorale e di sostegno di quei partiti di falsa sinistra che oggi hanno partorito il mostro Renzi, verso cui ora ci si scaglia. La stessa proposta di coalizione sociale ripete con parole nuove operazioni elettorali vecchie che da anni si ripropongono con lo stesso risultato fallimentare per le masse, un po’ meno per gli esponenti del ceto politico che sostiene Landini, che continuamente si ricicla e tuttora in parte campa di finanziamenti pubblici e cariche sia pur minori.
Certo, in tempi di Renzi Landini sembra un “estremista” meno demagogico e populista di Grillo, più legato al mondo del lavoro. Ma di buone intenzioni è lastricata la via dell’inferno. Oggi serve altro.
Serve la riorganizzazione del sindacato di classe e di massa nelle fabbriche, nei posti di lavoro, sul territorio; quando questo gli operai e i lavoratori cercano di realizarlo trovano la Cgil di cui la Fiom fa parte, oltre naturalmente Cisl e Uil, come ostacolo principale, e al fascismo padronale si allea subito il fascismo sindacale.
Serve un partito della classe operaia e dei lavoratori alternativo nei programmi, nella prassi, nell’organizzazione, nell’ideologia e morale ai partiti e alle coalizioni elettorali che Landini finora ha sostenuto e che ora vuole realizzare in proprio.
Serve non una confusa e salottiera coalizione sociale, ma un fronte unito di lotta che prendendo il meglio dei movimenti di lotta di questi anni sappia rovesciare contro il governo, lo Stato dei padroni la forza di una rivolta sociale. E’ bene dire proprio ora che Landini esce allo scoperto, che ogni momento di rivolta sociale di questi anni hanno visto Landini, la Fiom-Cgil, gli interlocutori della sua coalizzione sociale “unions” contro i ribelli e dalla parte di chi reprimeva la “violenza”, arma quest’ultima indispensabile e necessaria alla lotta contro quelle politiche che Landini dice di combattere e per raggiungere quegli obiettivi che enuncia.

Non siamo a Roma oggi in sostanza perchè pensiamo che Landini, gli organizzatori, gran parte di coloro che partecipano alla manifestazione, non siano parte della soluzione ma parte del problema, che gli operai metalmeccanici, le masse lavoratrici, precarie, disoccupate, le energie intellettuali, realmente democratiche e progressiste hanno di fronte nell’attuale situazione politica.

proletari comunisti – PCm Italia
28 marzo 2015
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il potente di turno

L’estremista renziana – candidata alla presidenza della Regione Liguria – Raffaella Paita, ogni giorno che passa dimostra sempre più il proprio crescente nervosismo: sa che gli ultimi sviluppi avvenuti in casa sedicente democratica la mettono a rischio di una clamorosa sconfitta elettorale, e reagisce esattamente come ci si aspetterebbe da una professionista della politica.

Non sapendo a cosa attaccarsi per esprimere il suo totale disprezzo per colui che rischia seriamente di farle le scarpe – il deputato (“socialista di sinistra”, secondo un’azzeccata definizione data da un importante dirigente savonese di Rifondazione Comunista), e sindaco di Bogliasco (Ge), Luca Pastorino – la signora Luigi Merlo ricorda che egli “deve la sua elezione in Parlamento in gran parte proprio” al primo cittadino uscente Claudio Burlando, ex esponente dell’ala socialdemocratica del Partito (sedicente) Democratico, recentemente convertito al renzismo più oltranzista.

Ricordo sommessamente all’estremista spezzina che non sono certo i politicanti a determinare l’elezione di qualcuno, bensì gli elettori che appongono la crocetta accanto al nome dell’aspirante nominato; se nel caso del Pastorino non è così, viene da chiedersi se non sia configurabile il reato di voto di scambio: le parole della Paita sembrano ricondurre ad uno scenario dove il potente di turno condiziona in qualche modo il voto di parte della popolazione.

P.S.: la Commissione regionale di garanzia del Partito (sedicente) Democratico ha avvertito che, chi si schiererà pubblicamente contro l’assessore uscente alla Protezione civile, sarà oggetto di provvedimento disciplinare, che potrà arrivare sino all’espulsione dal partito; non capisco cosa abbiano da protestare gli oppositori: in una formazione politica dove decide tutto il segretario nazionale, non può esserci spazio per chi non si allinea.

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due appuntamenti + ieri impedito volantinaggio antisionista (da free palestine torino)

VENERDI 27 MARZO PRESSO IL CIRCOLO ARCI FUORILUOGO C.SO BRESCIA 14 TORINO
SERATA SULLA PALESTINA
Per capire la storia e fare il punto sulla situazione palestinese, il Fronte Palestina-Torino e il circolo Arci FuoriLuogo organizzano quattro incontri tematici.
Ancor prima che nascesse l’entità sionista i dirigenti colonialisti sionisti progettarono la pulizia etnica in Palestina con il piano Dalet. Per realizzarlo si è fatto ricorso alla violenza più brutale, un vero e proprio genocidio. Fino al 1948 il 94% della terra era di proprietà palestinese, solo il 6% era di proprietà di ebrei sionisti. Oggi i palestinesi posseggono solo una piccola parte della terra e la perdita di terra da parte palestinese sembra destinata ad aumentare. Lo scopo mal celato di tale politica è costringere i palestinesi alla vita in ghetti – bantustan rendendo la loro vita sociale ed economica infernale, e costringendoli all’immigrazione ed ad abbandonare la loro terra natale.
Il 30 marzo 1976 – strangolati dall’apartheid sionista – i palestinesi dei territori occupati nel ’48 proclamarono una giornata di sciopero generale e di protesta. Fu la prima volta che la comunità palestinese decise un’azione di massa. Le proteste vennero soffocate nel sangue. Da allora nelle zone interne, tutti gli anni, il 30 Marzo viene celebrato come la Giornata della Terra. 
ORE 20 APERITIVO
ORE 21 VIDEO E DIBATTITO
Per info e prenotazioni:
e-mail: interzonafuoriluogo@gmail.com
tel: 328/2173764
 
 
SABATO 28 MARZO
DALLE 14,30 PIAZZA CASTELLO
PRESIDIO NO EXPO NO ISRAELE
(a seguire corteo antirazzista)
 
 
ps ieri la digos ha impedito il volantinaggio alla marcia per Emanuele Artom, vedi report
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venerdì 17 aprile, mornese (al): cena a sotegno del ricorso al tar contro il terzo valico ferroviario dei giovi (da notavvallemme)

Continuano le iniziative di sostegno per il ricorso al Tar contro il Terzo Valico: ci vediamo alla cena solidale di venerdì 17 aprile alle ore 20:00 al ristorante Jolly di Mornese, prezzo a persona 25€.
Per info prenotazioni: 3470679591 – 0143636225 – 3496724348

Cena No Tav

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