l’ennesima vergogna di questo governo

L’edizione telematica del Fatto quotidiano di martedì diciotto giugno riporta un articolo redazionale dal titolo: «Dl Crescita, mercoledì in Aula e governo metterà fiducia. Sconti fiscali agli sportivi che portano la residenza in Italia».

Come è noto, l’organo in questione, diretto dal bravo giornalista Marco Travaglio, pur fregiandosi del titolo di giornale indipendente è la voce del Movimento 5 Stelle, e quindi può essere considerato una fonte sicura per certi argomenti.

Secondo quanto scrive il foglio romano di via di Sant’Erasmo 2, nel provvedimento che la Camera dei Deputati ha iniziato a discutere sarebbe contenuta una norma che, se approvata, darebbe il chiaro senso di quanto sia classista l’azione di questo esecutivo.

Tra le tante cose di cui si occupa questo decreto, infatti, se ne trova una particolarmente irritante: «l’estensione agli sportivi professionisti, come i calciatori, dello sconto pensato per i cervelli che trasferiscono la residenza in Italia».

In pratica, mentre per i proletari, e le masse popolari in genere, questo esecutivo si prepara a varare una Legge finanziaria “lacrime e sangue”, che permetta allo Stato di non essere direttamente commissariato dall’Unione Europea, dall’altra parte gli stessi governanti regalano soldi ai ricchi, sotto forma di sconti sulle tasse da pagare.

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un altro operaio dell’appalto ilva/arcelor mittal è morto, un altro ragazzo dei tamburi ci ha lasciato (da taranto contro)

Un altro operaio di soli 19 anni dell’appalto Ilva/ArcelorMittal della Ditta Castiglia è morto, un altro ragazzo dei Tamburi ci ha lasciato.
Le cause, la dinamica della sua ingiusta fine sono diverse da altre morti operaie, ma la realtà è più forte di ogni distinguo: ancora una volta è morto un operaio mentre correva al lavoro, un giovane abitante nel quartiere più inquinato per i profitti dei padroni, il figlio di un operaio dell’Ilva/ArcelorMIttal e di una donna proprio in lotta contro chi distrugge la salute e la vita a Taranto.
Chi sono i responsabili anche di questa morte? La risposta non è difficile, è questo barbaro, assassino sistema del capitale!
Non è un caso che i primi messaggi di dolore sono stati dei suoi compagni di lavoro!
Un forte abbraccio alla sua compagna e al suo piccolo bambino.
Un forte abbraccio alla mamma Teresa, in prima fila nella lotta, anche in questi giorni, sulla chiusura delle scuole ai Tamburi.
Un forte abbraccio al padre, Gianluca Cascione, anch’egli operaio dell’Ilva, dell’Usb e attivo nel Comitato “liberi e pensanti”, che lotta perchè in questa fabbrica, in questo quartiere non ci fossero più morti.
In nome anche di Piero, per i tanti Piero, la lotta deve continuare!

Le lavoratrici e lavoratori dello Slai cobas sc – Taranto

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il prigioniero politico mumia abu-jamal deve essere liberato, sta rischiando la cecità! (da srp italia)

Pennsylvania. Un rapporto medico pubblicato questa settimana conferma la necessità di un rilascio immediato del prigioniero politico americano Mumia Abu-Jamal. Dr. Joseph Harris aveva esaminato il prigioniero il 27 maggio. Mumia soffre di varie malattie degli occhi. A causa di diversi fattori di rischio e delle esigenze del suo lavoro di giornalista, è quasi certo che la malattia di Abu-Jamal continuerà a progredire. Questo potrebbe portare alla cecità quasi completa in due o quattro anni. A causa delle necessità mediche, Harris proverà a parlare con il procuratore distrettuale questa settimana per chiedere l’immediata liberazione. Abu-Jamal ha nominato una rete di vasta portata che lo assisterebbe in questo caso. (JW)

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riceviamo da zeitun.info e volentieri pubblichiamo

Alcuni rapporti svelano che negli attacchi contro Gaza sono stati deliberatamente presi di mira civili

Oren Ziv 14 giugno 2019 – +972 Due diverse inchieste di B’Tselem e Human Rights Watch hanno stabilito che l’esercito israeliano e gruppi armati palestinesi hanno illegalmente colpito la popolazione civile durante la più recente…

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I palestinesi che vivono in Israele sono dimenticati dall’“accordo del secolo” di Trump

Awad Abdelfattah 11 giugno 2019 – Middle East Eye I palestinesi all’interno dei confini israeliani devono unirsi ai rifugiati fuori da Israele per contrastare questo piano di liquidazione dei loro diritti nazionali

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L’ “accordo del secolo” di Jared Kushner è stato ideato per fallire fin dall’inizio

Bill Law 6 giugno 2019 – Middle East Eye Al di là delle critiche, Kushner sta giocando un’importante partita sulla questione israelo-palestinese

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“19 giugno, giorno dell’eroismo”. il bollettino a cura del soccorso rosso proletario

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chi salva le vite dei migranti non si processa! è salvini che deve essere processato per i morti in mare e le torture nei lager libici (da proletari comunisti)

Rischia 20 anni di carcere per i soccorsi in mare Pia Klemp, ex capitana tedesca di 35 anni, che Salvini vuole processare per aver salvato vite umane. Ma La rete si mobilita. Su Change.org vola la petizione per chiedere al nostro Paese di rinunciare al processo.

#FreePia. “La sua condanna rappresenterebbe la resa dell’umanità in Europa”. In poche ore quasi 85.000 persone hanno firmato un appello su Change.org per chiedere che l’Italia rinunci ai procedimenti penali contro Pia Klemp, 35 anni, tedesca, ex capitano delle navi Iuventa e Sea Watch-3, indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il processo dovrebbe iniziare a breve e la condanna rischia di essere pesante: fino a 20 anni di carcere.
Klemp ha iniziato la sua carriera sei anni fa a bordo della nave del gruppo ambientalista Sea Shepard, poi è passata alla Sea Watch e infine alla Iuventa. Con il suo equipaggio – ricorda Newsweek – ha salvato oltre mille migranti nel Mar Mediterraneo.
Nell’agosto 2017 le autorità italiane hanno sequestrato, nell’ambito di un’inchiesta partita nel 2016, la nave Iuventa, comandata dalla donna, al largo di Lampedusa. Anche i computer e i telefoni cellulari che erano a bordo sono stati sequestrati. La decisione della giustizia italiana di poter leggere il contenuto dei dispositivi della Iuventa – posticipata più volte – è arrivata nel maggio 2018 dal procuratore siciliano che ha ordinato il sequestro, Ambrogio Cartosio.
Secondo le informazioni che Pia Klemp ha avuto dal suo avvocato, almeno quattro diverse autorità investigative italiane hanno lavorato sul suo conto e su quello del suo equipaggio, compresi i servizi segreti italiani.
L’inchiesta che ha portato all’attuale processo deve quindi determinare se il capitano Pia Klemp abbia “collaborato” con i contrabbandieri libici per salvare i migranti presi in mare con la sua nave: questa “complicità”, se fosse dimostrata dalla giustizia italiana, trasformerebbe lo status dell’ex capitano della Sea Watch da “soccorritore umanitario di migliaia di persone in mare” a “complice dell’immigrazione clandestina”.
Un fatto inaccettabile per i promotori della petizione #FreePia, secondo cui la carcerazione del capitano Klemp rappresenterebbe “la resa dell’umanità” in Europa.
Nella petizione si sottolinea che le azioni del capitano della barca nel Mediterraneo erano in linea sia con le politiche delle Nazioni Unite sui salvataggi in mare sia con le responsabilità umanitarie di un capitano. “Abbiamo seguito solo il diritto internazionale, in particolare la legge del mare, dove la massima priorità è salvare le persone dall’angoscia”, ha detto la stessa Klemp nell’intervista al quotidiano svizzero Basler Zeitung. In caso di condanna, la 35enne è pronta a fare ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo. Anche se l’amarezza è destinata a restare: “Il peggio è già accaduto… le missioni di salvataggio in mare sono state criminalizzate. Siamo già stati paralizzati. Ed è per questo che le persone muoiono nel Mediterraneo”.
E mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini si vanta di aver “salvato migliaia di vite umane” chiudendo i porti, Sos Mediterranee e Medici senza frontiere denunciano una situazione drammatica: a un anno dall’annuncio del governo italiano di chiudere i porti alle navi umanitarie almeno 1.151 persone – uomini, donne e bambini – sono morte, e oltre 10.000 sono state riportate forzatamente in Libia, esposte a ulteriori e inutili sofferenze. Lo scrivono Sos Mediterranee e Medici senza frontiere che chiedono di garantire con urgenza un sistema di ricerca e soccorso in mare adeguato, “compreso un coordinamento delle autorità competenti nel Mar Mediterraneo, per evitare morti inutili”.
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una groβe koalition in funzione anti salvini non è una bella prospettiva

L’edizione di venerdì quattordici giugno del quotidiano il Paese Sera riporta un articolo, firmato da Siria Guerrieri, dal titolo: «La crisi di governo apre quella nel centrodestra. Lega pigliatutto e derby B.-Toti».

L’intero pezzo è costruito sulle reazioni di vari esponenti della destra radicale alle voci, sempre più insistenti, su un possibile prossimo scioglimento delle camere e l’indizione di nuove elezioni politiche subito dopo l’estate.

Quella che qui interessa, però, è la parte finale dello scritto – rintracciabile, nella sua interezza, sulla pagina del medesimo organo di informazione presente su una nota rete sociale – dove a prendere la parola è Federico Fornaro.

Costui, nominato nel collegio di Alessandria ed esponente di Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista, è il capogruppo alla Camera dei Deputati per il cartello Liberi e Uguali, ed anche lui rialscia una dichiarazione sul tema elettorale.

Il politico nativo di Genova ricorda che il solo che ha il potere di sciogliere le camere è il presidente della Repubblica, e a suo avviso non lo farà senza prima aver tentato di trovare maggioranze alternative all’interno del Parlamento.

A quel punto, è la sua convinzione, «ci potrebbero essere grosse sorprese per il Carroccio: non escludo dal punto di vista teorico un’ipotesi di apertura del Pd a nuove maggioranze»; tradotto: una groβe koalition in funzione anti fascioleghismo.

Quindi, pur di evitare di consegnare l’Italia totalmente nelle mani del Truce, lo scenario paventato sarebbe costituito da acerrimi nemici che convivono nella stessa compagine governativa e sono costretti a sopportarsi a vicenda: che bella prospettiva!

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