ricette logiche e assurde pretese

L’edizione di mercoledì ventotto settembre del quotidiano ultrareazionario L’Opinione delle Libertà riporta, all’interno di un interessante articolo firmato da tale Mino Tebaldi, akcune delle reazioni dei dirigenti del Partito Democratico alla débâcle della domenica precedente.

Sono diverse le ricette che da più parti vnegono proposte per cercare di risollevare le sorti del moribondo progetto, sfacciatamente filo-statunitense, voluto da Walter Veltroni: alcune hanno una qualche logica, altre sono senza né capo né coda.

Tra le prime si inserisce quella di Roberto Morassut che immagina di dover «cambiare totalmente la natura del Pd e creare le condizioni affinché si costituisca un movimento democratico, più ampio, che sia frutto di una costituente e che si rivolga a un largo campo di forze civiche».

E continua: «abbiamo bisogno di ripartire dalla costituzione di un’altra forza politica che penso si debba definire semplicemente Democratici. Eliminando quella P che significa in primo luogo che c’è una élite che guida e c’è un insieme di forze che segue».

Insomma, secondo costui il fatto di assorbire altre forze – sia politiche, ad esempio Articolo Uno-Movimento Democratico e Progressista che sembra destinato a confluire nella ex casa madre, sia civiche – dovrebbe avvenire senza assurde intenzioni egemoniche.

Al secondo filone appartenogono invece le deliranti dichiarazioni di Matteo Orfini, leader della corrente dei così detti Giovani Turchi, che sostiene occorra «ridefinire la missione del Pd. Negli ultimi anni ci siamo dedicati solo a fare alleanze».

Quindi chiarisce: «questo significa delegare la propria identità agli altri. Le alleanze si dovrebbero fare in base alla propria identità»; queste però non sarebbero “alleanze” bensì “sudditanze”, e vanno inserite senza dubbio nel novero delle immotivate pretese.

Alla fine, però, l’unica vera presa di posizione assolutamente condivisibile è quella che compare, sotto forma di un appello firmato da venti intellettuali, sull’edizione telematica di venerdì trenta settembre del giornale il Fatto Quotidiano e chiede lo scioglimento del progetto veltroniano.

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il volantino diffuso a mirafiori-carrozzeria 2 sulla situazione gruppo stellantis (da slai cobas sc)

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riceviamo e volentieri pubblichiamo

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governo e guerra in ucraina: varato il quinto “decreto armi” (da proletari comunisti)

L’“Agenda Draghi” conferma “in coerenza” l’impegno nel sostegno attivo, con centinaia di milioni, armi uomini e mezzi, al governo ucraino di Zelensky.

“Il presidente dell’organismo parlamentare di controllo Adolfo Urso ha sancito la coerenza del decreto con il testo votato dal Parlamento ormai sette mesi fa, all’indomani della guerra.”

La coerenza con l’“Agenda Draghi” viene ribadita anche dalla Meloni: “Sulla stessa linea – continua il Manifesto di oggi – si muove Giorgia Meloni, che giusto ieri ha ricevuto una telefonata di ringraziamenti per l’appoggio dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky «a recarsi quanto prima a Kiev». Meloni gli ha confermato il suo «pieno sostegno alla causa della libertà del popolo ucraino». Zelensky si è detto «certo di poter contare su una proficua collaborazione con il prossimo governo italiano» e fa sapere di aver discusso di ulteriori sanzioni alla Russia, tra le quali il divieto «agli stati dell’Ue di rilasciare visti turistici ai cittadini russi».

Sul tipo di aiuti c’è sempre il segreto: “Come era successo per i decreti interministeriali precedenti, non è dato conoscere l’elenco degli armamenti che le invierò sul fronte ucraino. Guerini è stato ricevuto a Kiev lo scorso 22 settembre dal presidente Volodymyr Zelensky e ha incontrato il suo omologo Oleksii Reznikov, che gli ha spiegato le esigenze dell’Ucraina, sulla base delle quali lo Stato maggiore della Difesa avrebbe compilato la lista allegata al decreto.”

Diciamo no alla guerra imperialista, no all’Italia in guerra con più spese militari, basi, soldati…

Riportiamo sotto il link dell’editoriale su:

L’attuale fase della guerra in Ucraina e i compiti dei comunisti

https://proletaricomunisti.blogspot.com/2022/09/pc-26-settembre-editoriale-lattuale.html

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proposta di pace di musk. sarà anche per papa francesco? (da rete ambientalista)

Per cessare il fuoco, la proposta di Elon Musk è quella a cui abbiamo sempre pensato all’inizio della guerra, anzi ad evitarla.

1) L’autodeterminazione. Dunque, effettuare nuovamente i referendum nelle regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia sotto la supervisione dell’Onu, così da fugare ogni dubbio avanzato dall’occidente circa la loro validità. Eventualmente la Russia dovrà andarsene se questa è la volontà del popolo.

2) Il riconoscimento.  Riconoscere formalmente la validità del referendum del 2014 dunque la Crimea come parte della Russia, come lo è stata dal 1783 (fino all’errore di Krusciov del 1954).

3)  La neutralità. L’Ucraina continui a stare fuori dalla Nato, neutrale.

Undici tesi per la pace.

La proposta di Musk supera realisticamente quella di Peppe Sini, peraltro in gran parte condivisibile come analisi storica e politica. Clicca qui il “Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera”

Julian Assange per non dimenticare, per non dimenticarlo.

Maratona mondiale di pensiero e azione per Julian Assange, sostegno dal mondo del giornalismo e della cultura per tutto il mondo. Il  programma in locandina.

I partigiani: “Governo pericoloso e recupero dell’assenteismo”.

Grazie ad una legge elettorale pericolosa ed alle lacerazioni fra le forze politiche democratiche e di sinistra in piena campagna elettorale, la destra a trazione postfascista ha vinto in parlamento perché con la minoranza dei voti ha ottenuto più della maggioranza assoluta dei seggi. Ma la maggioranza dei voti non è andata a queste destre; da questa grande parte della società, dai democratici, da tutti gli antifascisti, deve nascere la forza da cui ripartire. Nel nostro Paese ci sono le forze intellettuali, morali e pratiche, laiche e religiose, per disegnare un orizzonte di cambiamento e per contrastare qualsiasi deriva oscurantista e nazionalista. Eppure tali forze non potranno vincere se con i fatti non si riconquisterà la fiducia e la partecipazione popolare, se i ceti popolari non si sentiranno e non saranno davvero e finalmente rappresentati dalla politica attraverso la difesa dei loro interessi e il soddisfacimento dei loro bisogni sociali. Solo così si può riconquistare il consenso attivo e consapevole di tanti elettori che hanno disertato le urne ed anche di tanti elettori che, pur non essendo né fascisti né postfascisti, hanno dato fiducia alle sirene sovraniste. Clicca qui.

L’Agenda di Legambiente (per non ripetere gli errori del governo Draghi).

La vera transizione ecologica deve passare attraverso l’abbandono dei progetti inquinanti e obsoleti come le 120 infrastrutture a fonti fossili in valutazione presso il Mite. E bisogna smetterla di parlare di nucleare. Clicca qui cento proposte di riforme e interventi per la prossima legislatura suddivise in 20 ambiti tematici: dalle politiche climatiche all’economia circolare, dalla mobilità all’agroecologia, dall’inquinamento delle acque allo smog, dalle aree protette alla tutela della biodiversità, dalla riconversione industriale al turismo, dalle politiche sulle città ai piccoli comuni, dalle bonifiche dei siti inquinati alla lotta all’illegalità, dalla rigenerazione urbana alla ricostruzione post terremoto, fino alla scuola, solo per citarne alcuni. Al centro: la lotta alla crisi climatica, l’innovazione tecnologica, il lavoro, l’inclusione sociale e tre fari a cui guardare: Europa, riconversione ecologica del tessuto produttivo, giusta transizione. Gli interventi in questione si traducono in nuove leggi da approvare, come ad esempio quelle sull’eliminazione dei sussidi alle fonti fossili, sul consumo di suolo, sul riordino dei bonus edilizi, in materia di lotta alla gestione illecita dei rifiuti, alle illegalità lungo le filiere agroalimentari, e per la tutela della fauna e della flora protette; semplificazioni; velocizzazione degli iter autorizzativi a partire dagli impianti a fonti rinnovabili e dell’economia circolare; approvazione di decreti attuativi mancanti, da quelli sull’end of waste per il riciclo a quelli della legge di recepimento della direttiva RED II sulle rinnovabili, sull’agricoltura biologica o sui controlli del Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA), solo per citarne alcuni. E poi, non ripetere gli errori del governo Draghi … (continua).

Maxi bollette, dilaga la protesta. Dai cortei ai falò.

Un milione di adesioni entro il 30 novembre. Se avremo raggiunto questo traguardo inizieremo con l’autoriduzione e il mancato pagamento delle bollette. Manifestazioni in tutta Italia. Clicca qui.

La bufala che in Italia manca il gas.

Già oggi la rete metanifera italiana è sovradimensionata, avendo una capacità di trasporto e distribuzione superiore ai 100 miliardi di metri cubi annui, rispetto a consumi che mediamente negli ultimi cinque anni sono stati di 71 miliardi e 500 milioni di metri cubi. Ancora di più la rete attuale sarà eccessiva nel prossimo futuro quando secondo tutte le previsioni, comprese quelle del MITE, i consumi di metano al 2030, per via della crescita delle rinnovabili, scenderanno a 50/55 miliardi di metri cubi. La Snam guadagna sulla costruzione delle infrastrutture, non importa se poi serviranno o no: e 2 miliardi e 338 milioni (il costo della Linea Adriatica e della centrale) fanno certamente gola. Ma, qualora questa ennesima opera inutile e dannosa, pompata dai grandi organi di informazione, dovesse essere realizzata, a pagare saranno sempre i consumatori italiani perché i suoi costi di ammortamento si riverseranno sulle bollette, già oggi alle stelle. Clicca qui Comitato Ambiente Sulmona.

Messaggeri del mare nuotano per un mare più pulito a Piombino.

Organizzato da Comitato NO RIGASSIFICATORI ITALIA NOSTRA Sezione Arcipelago Toscano, al Porticciolo di Marina a Piombino i Messaggeri del Mare, Pierluigi Costa e Lionel Cardin, conosciuti in tutto il mondo per il loro impegno nella ricerca continua di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di salvaguardare il mare, si immergono per dare vita ad una nuotata dimostrativa per Piombino e per l’Elba, con quanti condividono l’entusiasmo e la volontà di sottolineare come e quanto il mare debba essere rispettato e non sottoposto a progetti impositivi che ne minano la natura.

C’è anche un ambientalismo di destra?

Prendendo le distanze da certo ambientalismo  razzista xenofobo e neofascista, per l’Italia c’è chi afferma autorevolmente (clicca qui) che “Erroneamente la causa ambientalista è fatta passare per uno degli asset ideologici della sinistra,” mentre “L’ambiente non è di destra né di sinistra. E se è vero che è mancata una collaborazione tra destra e i temi ambientali, etichettare i conservatori come negazionisti del cambiamento climatico è sbagliato”. “Diciamo sì al profitto, ma solo nel rispetto dei diritti dei lavoratori, dei diritti umani e dell’ambiente”. Il “nemico” del conservatorismo ambientale è senz’altro, nelle parole degli ambientalisti di destra, quella che viene definita un’ideologia ambientale “de-umanizzata, globalista, antinazionale, secolarizzata”, a favore di interventi legislativi dall’alto e sovranazionali e di una riconversione industriale radicale e a scapito dei lavoratori e delle identità nazionali. I ragazzi dei Fridays For Future (e ancor più quelli di Extinction Rebellion) finiscono nel mirino, per manifestazioni definite “sessantottine” e ideologiche, a cui la destra contrappone “un’educazione culturale ed educativa che nasca dalle scuole e dalla famiglia”. Invece l’ambientalismo di destra è senz’altro un ambientalismo che ha le sue radici nel cattolicesimo, mentre  papa Francesco è accusato di “flirtare”… con culture pagane.

Salute a pagamento (se i soldi li hai).

La spesa sanitaria privata è in costante aumento: nel 2020 è stata di 43 miliardi, nel 2019 era di 39,5 miliardi, nel 2005 era di 25 miliardi. In media nel 2019 ogni italiano (bambini compresi) ha speso di tasca propria 640 euro per curarsi. Di queste, almeno 400 euro (1.600 per una famiglia) sono servite per cure necessarie che avrebbero dovuto essere fornite dal sistema sanitario nazionale: prestazioni diagnostiche, curative, riabilitative o preventive, tra le quali si segnalano soprattutto le cure odontoiatriche, la fisioterapia, le visite specialistiche. 400 euro sono una media, perché in realtà la tassa non è stata pagata da tutti gli italiani ma solo da chi ha problemi di salute, che quindi ha pagato molto di più di 400 euro, soprattutto dalle persone di classe medio-bassa e bassa perché sono loro che si ammalano di più, infatti il 7,9% degli italiani (circa 4 milioni) ha rinunciato ad almeno una prestazione prescritta (in maggioranza cure odontoiatriche). Per il ricorso alla sanità privata, la principale causa  delle lunghe attese e dei ticket è la scarsità di fondi di cui dispone il  sistema sanitario pubblico: la spesa sanitaria pubblica nel 2019 è stata pari al 6,4% del PIL, una delle spese più basse della UE . In questi decenni, lo slogan “meno tasse” in realtà ha significato  “meno tasse a ricchi e benestanti, perciò se lo Stato ha meno entrate e inevitabilmente taglia la spesa e la prima a essere tagliata è quella per i servizi sociali (sanità, politiche sociali, istruzione, trasporti pubblici ecc.). Clicca qui.

Incontro a Conselve per la biodiversità agricola.

Il programma sulla locandina. Continuiamo a divulgare qualche seme di speranza e di auspicio per un agricoltura sana e libera di ritrovare lo scambio di semi i principi di buona pratica e di reimpiego. Un futuro per una agricoltura diversa, e quindi uno stile di vita e di alimentazione sana c’è, basta cambiare direzione.

Inquinamento da pesticidi Bolzano-Alto Adige.

“Anche se negli ultimi anni il governo regionale del Sud-Tirolo ha attuato alcune misure di mitigazione per limitare la deriva, vediamo ancora che i parchi giochi sono contaminati da pesticidi che hanno il potenziale di causare danni, rappresentando un rischio per i residenti e i gruppi vulnerabili”Clicca qui ISDE.

Sterilizzazione forzata delle persone con disabilità: nemmeno l’Italia è assolta.

La sterilizzazione forzata è una forma invasiva di violenza che distrugge la vita delle vittime, porta a traumi permanenti e mette in discussione la capacità delle persone con disabilità, in larghissima maggioranza donne, di prendersi cura di un bambino e di crearsi una famiglia. Lo afferma l’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, in un recente rapporto che mira a far sì che questa specifica forma di violenza diventi reato in tutta l’Unione Europea, dove è ancora legalmente ammessa in 14 Stati Membri e non nel nostro. E tuttavia, nemmeno l’Italia è assolta. Vediamo perché (continua…)

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massima solidarietà ai lavoratori italpizza di modena e al si cobas. il fascismo di stato e dei padroni non deve passare! (da slai cobas sc)

L’udienza preliminare del maxi-processo Italpizza si è conclusa nel primo pomeriggio di ieri presso il Tribunale di Modena con 66 rinvii a giudizio, l’ammissione dell’indicazione padronale di indicare il sindacato SI.Cobas come responsabile civile: in caso di condanna, il sindacato dovrà pure risarcire Italpizza, che si è costituita parte civile e i giudici servi l’hanno ammessa.

I Tribunali dei padroni ci fanno la guerra, attaccano le lotte e, prime fra tutte, il diritto di sciopero, e allora davanti ai loro Tribunali, nei luoghi di lavoro, nelle piazze, organizziamo la nostra resistenza. La vittoria della destra fascista certamente aiuterà Stato, padroni e poliziotti a colpire, con provvedimenti ed azioni fasciste, oggi i lavoratori e le loro organizzazioni sindacali di base combattive che li organizzano, domani tutte le lotte. A Piacenza la grande manifestazione dei lavoratori ha impedito la criminalizzazione e gli arresti di alcuni dirigenti sindacali  del Si.Cobas e USB ora dobbiamo dare una risposta con l’unità e la lotta a Modena a quei miserabili giudici che intendono persistere ed alzare il tiro della repressione contro i lavoratori. Non sono bastati le violente cariche, i lacrimogeni, padroni e giudici hanno voluto un “maxiprocesso penale” a carico di 67 lavoratori, sindacalisti e compagni solidali, una condanna di risarcimento penale di 500 mila euro al sindacato che ha organizzato la lotta. Ora anche l’introduzione di storture legislative, un uso fascista del diritto, con i padroni che vengono ammessi al processo come parte civile contro i lavoratori in sciopero, con lo Stato che dimostra la sua vera natura di classe, al servizio di UNA classe, quella dei padroni e puntello della loro dittatura! Stanno andando in quella direzione, quella di una dittatura aperta del Capitale, senza più nessuna maschera dietro cui nascondersi. Ora è tempo che le lotte dei lavoratori si pongano alla stessa altezza dello scontro di classe!

Riportiamo il comunicato del Si Cobas:

INCREDIBILE DECISIONE DEL TRIBUNALE DI MODENA: Italpizza è equiparata allo Stato, e il sindacato dovrebbe risarcirla come tale

Oggi, lunedì 3 ottobre 2022, nel corso dell’udienza preliminare per il maxi-processo Italpizza, il Tribunale di Modena ha preso due decisioni che segnano un precedente epocale nella repressione al sindacalismo di base: il giudice ha infatti accolto la richiesta dell’azienda di indicare il sindacato S.I Cobas come responsabile civile per i presunti danni produttivi all’azienda, con l’esorbitante richiesta (presentata senza alcun dettaglio o giustificativo) di “almeno 500.000 euro”. Inoltre ha accolto il diritto di Italpizza di costituirsi come parte civile per tutti i reati presuntamente commessi nei lunghi mesi di mobilitazione davanti ai cancelli. Il tribunale non solo quindi concede la possibilità di risarcire i danni derivati dai ritardi nelle consegne dovuti ai blocchi – considerando quindi lo sciopero un atto criminale, in barba a quarant’anni di giurisprudenza – ma anche per tutti i “reati di piazza”: resistenza, oltraggio a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, presunte lesioni a poliziotti…

Se un imputato venisse riconosciuto colpevole, ad esempio, di aver mandato a quel paese un ispettore, non solo dovrebbe scontare la condanna penale, ma anche risarcire Italpizza!!

In una parola: Italpizza si fa Stato…

Una decisione di questo tipo, unica nella storia giuridica repubblicana, costituisce un deciso passo in avanti nella costruzione del regime autoritario nel nostro Paese. È evidente come questi due assunti minaccino direttamente la vita stessa dei sindacati, di base e non solo.

Il S.I. Cobas non si lascia comunque intimidire e proseguirà nella lotta per la giustizia sociale, come prima, più di prima.

Modena, 3 ottobre 2022

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nicola fratoianni stalinista? ah, ah, ah…

Alle ore 17:40 di giovedì otto settembre riceviamo, sulla casella di posta elettronica della redazione, il numero 126/IX di E’ Ora – Bisogni e Meriti, l’organo di stampa del Nuovo PSI, costituito – come di consueto – da un unico articolo firmato da Vincenzo Papadia.

Il titolo dello scritto è “Mantenere compatto il centrodestra”, mentre il catenaccio recita “Centrosinistra con il redivivo marxismo-verdismo rivoluzionario ed assistenziale”: ne riportiamo qui un passaggio, che non esitiamo a definire delirante.

«Se Atene piange Sparta non ride! Il centrosinistra rompendo con Calenda e Renzi ha ridotto le sue chance di poter approdare al governo. L’On. Letta ha preferito l’accordo di coalizione con l’On. Fratoianni (marxista- leninista- stalinista, che votò 55 volte contro il Governo Draghi) e con il verdissimo ideologico integralista Dott. Angelo Bonelli (della famiglia dei principi Bonelli di Roma) e con uno spolvero di radicalismo liberale con la Sen. Bonino di più Europa».

Crediamo che soltanto chi è in malafede possa attrbuire al segretario, eterno dimissionario, di Sinistra Italiana la qulifica di marxista-leninista, per non citare l’inesistente stalinismo: il tizio in questione non ha mai aderito all’ideologia genuinamente comunista, come dimostra la sua storia.

Quando, dal 2002 al 2004, era coordinatore nazionale dei sedicenti Giovani Comunisti, egli gravitava nell’orbita del bertinottismo, di cui tutto si può dire meno che fosse improntato al pensiero sopra citato; la dimostrazione è il percorso successivo di questi assai poco “signori”: quasi tutti in Sinistra Ecologia Libertà, poi in Sinistra Italiana.

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torino, sgomberato il centro sociale “edera squat”. la solidarietà si è espressa subito con un primo corteo. alle compagne e compagni occupanti massima solidarietà, basta sgomberi! (da proletari comunisti)

E’ scattato intorno alle 6.00 di questa mattina, lunedi 3 ottobre, il blitz per lo sgombero del centro sociale Edera Squat.

Le camionette della polizia si sono presentate ancor prima che sorgesse il sole, e sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Montaruli (FdI): “Ora tocca ad Askatasuna…” 

NO, ora tocca alle masse popolari rispondere colpo su colpo a una repressione annunciata. E’ già in corso ora un corteo di solidarietà con la partecipazione dell’assemblea del movimento No Tav Torino e Cintura che periodicamente ha attraversato quegli spazi che il governo vorrebbe vuoti e a cui gli occupanti hanno ridato vita mettendoli a disposizione della collettività.

Il centro sociale Edera Squat è uno spazio di socialità e aggregazione in un quartiere completamente dimenticato dalle amministrazioni cittadine, Vallette infatti funge soltanto da pass partout quando la stampa deve parlare del disagio e della povertà in stampo pietistico. L’ Edera ha organizzato momenti in quartiere per bambini e famiglie, incontri ed eventi musicali, sportivi e cineforum in piazza, è stato un luogo di scambio e confronto, un punto di riferimento per chi abita in territori di cui nessuno si cura.

Questo sgombero si inserisce in un clima che ormai da anni vede i movimenti sociali in città sotto attacco da parte delle istituzioni. Torino è una città piena di contraddizioni, la metropoli più povera del Nord Italia, dove tra il centro e la periferia le speranze di vita diminuiscono di 5 anni. E’ evidentemente una città sofferente dove le questioni sociali vengono sempre più gestite come problemi di ordine pubblico e le esperienze che provano a costruire alternative vengono costantemente poste sotto attacco.

Con lo sgombero dell’Edera prendono corpo le minacce mosse la scorsa estate dal Comune di cancellare gli spazi occupati e i centri sociali dal tessuto sociale torinese.

Queste scelte politiche e poliziesche evidenziano la totale cecità e incapacità di previsione delle amministrazioni di fronte a una città sempre più invivibile, vuota e in cui “la sicurezza” viene portata come vessillo per ogni problema. Forse una migliore gestione delle risorse, un’attenzione maggiore per i bisogni dei giovani, dare priorità ai servizi essenziali rendendoli efficienti e accessibili potrebbero essere alcune idee…

Ma invece a chi amministra interessa soltanto continuare a guadagnare sul debito di questa città, mandare in galera ragazzini e sgomberare spazi di possibilità e libertà.

La corrispondenza di Radio Onda d’Urto dal centro sociale Edera Ascolta o scarica

La corrispondenza di Radio Onda Rossa dal centro sociale Edera Ascolta o scarica

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elezioni in brasile: lula in vantaggio e i “mercati”, cioè i padroni, anche italiani, accolgono con favore il risultato elettorale (da slai cobas sc)

Stellantis di Pernambuco

Mentre i giornali discutono delle percentuali che hanno portato Lula in vantaggio sul fascista Bolsonaro e su chi vincerà il prossimo ballottaggio del 30 ottobre, i padroni o come dice il Sole 24 Ore “i mercati”, che danno Lula per favorito “hanno accolto con favore il risultato elettorale nell’aspettativa che la necessità di governare con una maggioranza meno netta rispetto al passato possa spingere Lula – comunque favorito per la vittoria- verso politiche più moderate e interventi meno radicali dello Stato nell’economia.

Tanto per far capire chi comanda, i fatti “economici” si sono visti subito: “Il Real brasiliano si è rafforzato del 3,5% sul dollaro nelle contrattazioni di ieri mattina mentre l’indice azionario Ibovespa è salito del quattro e 5%, sostenuto soprattutto dai guadagni delle grandi società pubbliche come Petrobras, le cui azioni sono cresciute di oltre il 7%.”

I padroni, insomma, indicano il modo in cui Lula deve “governare”, il giornale di Confindustria continua: “I mercati si aspettano che in caso di vittoria il nuovo governo di Lula esprima una connotazione moderata nei ministeri e non troppo incentrata sul partito dei lavoratori” dice Graziano Messana -presidente della Camera di commercio Italo-brasiliana di San Paolo. Soprattutto guardando al ministero dell’Economia e degli Esteri una svolta moderata faciliterebbe il rapporto con chi vuole investire nel paese a cominciare dalle oltre 1000 imprese italiane che hanno attività in Brasile: Gavio, Enel, Stellantis, Tim e le tante PMI italiane che i grandi gruppi si sono portati dietro … in un Paese grande esportatore di beni alimentari, nel quale tuttavia oltre 30 milioni di persone soffrono la fame”.

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province da scudetto

Con la vittoria sul campo del Verona prosegue la sorprendente corsa dell’Udinese che adesso si trova ad una sola lunghezza dalle due prime della classe. Mentre Napoli e Atalanta confermano contro Torino e Fiorentina quello che, in qualche modo ci si aspettava, la squadra di Sottil è la vera sorpresa di questa prima parte di stagione. I friulani esprimono un bel calcio e non hanno neanche investito cifre esorbitanti, merito di un eccellente programmazione e di ottimi scouting, il bilancio così è rimasto in attivo. Alle loro spalle resistono il Milan e Lazio. I rossoneri con due reti nel recupero espugnano il Castellani di Empoli ma c è poco da essere contenti perché i campioni di Italia appaiono ancora in difficoltà e continuano a perdere i pezzi segno evidente di una cattiva preparazione atletica. La Lazio di Sarri ha la meglio su di uno Spezia rinunciatario sin dall’inizio, sceso in campo con l’intento di portare via un punto alzando le barricate davanti a Dragowsky salvo poi dovendo arrendersi davanti alla maggior qualità e ad un giocatore sempre più decisivo come Milinkovic. Alle spalle della Lazio troviamo una Roma che ha in Dybala l’uomo in più. A San Siro prima di arrendersi ai crampi l’argentino doma da solo i nerazzurri in caduta libera,segna fa segnare e mostra giocate da autentico fuoriclasse, a Torino qualcuno comincerà a rimpiangerlo. Juventus che nel frattempo liquida con un rotondo 3-0 un Bologna parso poca cosa. Gioca una ripresa mostrando anche una maggior consapevolezza e intanto proprio ieri Chiesa è tornato a lavorare con il pallone. Quando rientreranno Chiesa e Pogba questa squadra potrà solo che crescere intanto si gode un Bonucci ritrovato e un Milik sempre più decisivo. In coda la Sampdoria perde in casa con il Monza. Uno 0-3 che è costata la panchina a Giampaolo,(contattati De Rossi Stankovic e Ranieri) e ha aggravato la situazione dei blucerchiati ora ultimi da soli. Brianzoli che dopo aver battuto la Juventus proseguono nella serie positiva, Palladino sembra aver portato nuovo entusiasmo ma piedi per terra perché la stagione è ancora lunga e piena di insidie. Cremonese che pareggia a Lecce, ferma i giallorossi che attraversavano un buon momento di forma lascia l’ultimo posto in classifica e lancia un segnale preciso allo stesso Bologna e Verona che non si arrenderà così facilmente ma che lotterà per raggiungere la salvezza. Come detto, domenica da dimenticare per Torino e Fiorentina mentre il Sassuolo ritrova la vittoria liquidando la Salernitana con un rotondo 5-0 ma adesso arriverà il difficile perché tutti aspettano conferme. Settimana dedicata alle Coppe Europee. Se Napoli e Milan non hanno particolari apprensioni diverso il discorso per Inter e Juventus. Inzaghi si gioca la panchina con il Barcellona, la squadra è con lui e il tecnico chiede una mano a Lautaro che vive un momento di flessione. La Juventus è obbligata a vincere per continuare a sperare nella qualificazione per quanto compromessa ma soprattutto per confermare i progressi visti in campionato. Sabato si tornerà in campo con il programma della 9a giornata spicca su tutte Milan Juventus che si giocherà sabato con inizio alle ore 18.

(M.F.)

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