un’autentica porcheria va in scena a milano

Giovedì ventotto e venerdì ventinove gennaio, presso la vecchia fiera di Milano, si tiene un’adunata di parte della peggiore destra xenofoba, razzista, e fascista, che impesta il continente europeo.

Sono presenti, all’incontro – dal titolo “Più liberi, più forti. Un’altra Europa è possibile” – organizzato dal gruppo parlamentare europeo Europa delle Nazioni e della Libertà (Enf), personaggi tra i più indecenti del panorama politico; tra questi spiccano: il segretario federale legaiolo, Matteo Salvini, e la segretaria del francese Front National, la fascista Marine Le Pen.

Si  notano esponenti – secondo quanto scrive Luca Fazio, a pagina due del Manifesto del secondo giorno – della peggiore feccia continentale: dagli austriaci del Partito della Libertà, ai loro omonimi olandesi, dai fiamminghi del Vlaams Belang, alle destre fasciste polacche e rumene; ma è preannunciato anche un “ospite d’onore”: un discendente della famiglia imperiale russa.

Sono ormai diversi anni che si conosce la sfacciataggine del Tombini di Ghisa, pronto a raccontare qualunque fandonia pur di raccattare consensi, e la cosa non dovrebbe sorprendere più di tanto: lascia però perplessi il fatto che il su detto legaiolo abbia rapporti con Wladimir Wladimirovic Putin, e poi decida di invitare un esponente dell’autocrazia pre rivoluzionaria, in teoria qualcosa di molto lontano dal leader russo.

Ma forse anche no: può essere invece che le moine al figlio di Putina siano semplicemente dovute al fatto che volesse ingraziarsi l’attuale capo di Stato russo, sapendolo personaggio legato alla reazione più nera, perché intercedesse presso il nobile in modo da farlo partecipare a questa porcheria.

Se poi (come precisa il suo legale, nella sua diffida inviataci la successiva domenica) il signore in questione non ha partecipato all’incontro,  trovandosi a Milano per motivi assolutamente diversi – un convegno in uno studio legale – ciò non sposta i termini della questione: infatti non era in discussione l’onorabilità dello “ospite d’onore”, quanto piuttosto l’onestà intellettuale del segretario federale legaiolo; comunque, come richiesto, ho tolto qualunque riferimento preciso al personaggio in questione.

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