la goccia che ha fatto traboccare il vaso al(l’ex) responsabile di medicina democratica (da medicina democratica alessandria)

Con coerenza di 40 anni di attivismo senza eguali, Medicina democratica in merito al processo Solvay ha scritto tantissimo, sul blog di udienza in udienza e sul libro “Ambiente Delitto Perfetto”, e infine ha criticato pesantemente l’impunità e la prescrizione della ingiusta e niente affatto storica sentenza salva inquisiti della Corte di Assise di Alessandria, grigia come la città che la ospita e delusione dei Movimenti (almeno di quei pochi che credono ancora di potersi affidare ai tribunali per reati ambientali). Mi si consenta di aggiungere, credo di meritarlo per la mia lunga storia, una considerazione del tutto personale. Io non ho bisogno di attendere il deposito delle motivazioni della sentenza per esprimere un giudizio. Tra 90 giorni saranno parole, parole ben articolate per giustificarla. Io conosco invece i fatti, e da almeno 30 anni prima del processo. Fatti che conoscono tutti, anche grazie alle mie denunce ma soprattutto per esperienza, dai lavoratori che lottavano per portare a casa la pelle, ai cittadini di Spinetta Marengo che non hanno bisogno della conferma delle indagini epidemiologiche, ma anche dai giornalisti che non pubblicano le denunce, dai giudici che hanno ignorato le denunce, dagli amministratori pubblici complici degli enormi inquinamenti (e anche concussi secondo Solvay). Fatti e non giochi di parole giudiziari. Fatti che ho meticolosamente documentato nella mia lunga testimonianza al processo. Fatti che nella melina di 7 anni di dibattimenti sono comunque emersi chiaramente come prove dalla mole di documentazioni e intercettazioni prodotte dal Pubblico Ministero: macigni del desaparecido articolo 439 del codice penale che la pavida sentenza ha affondato. Se penso che il presidente Ausimont-Solvay è stato assolto per non aver commesso il fatto, il dolo, cioè non conosceva l’avvelenamento della falda benchè avesse tentato di licenziarmi proprio per averlo accusato di averla avvelenata… Se penso che pure il successivo presidente Solvay ne era al corrente se non altro tramite una mia lettera-denuncia pubblicata anche su tutti i giornali… Se penso che gli unici 4 pseudo condannati lo sarebbero per aver procurato per decenni l’avvelenamento involontariamente, per colpa e non per dolo… Se penso ai risarcimenti irrisori per le vittime e agli altri assurdi…  Se ci penso, ebbene, non dovrei dirlo, proprio io che i tribunali (di Milano) più volte dalle rappresaglie mi hanno salvato il posto di lavoro e la vita, però sono arrivato al punto che non ho più la minima fiducia nella Giustizia. Se penso poi che non ci sarà vera bonifica del territorio della Fraschetta, né dell’acqua né dell’aria, che tutti torneranno a dire che tutto è a posto e sotto controllo, vedo i volti dei morti che ho conosciuto, penso alle future malattie e morti… Fortunatamente avevo già comunicato al nostro congresso che non sarei più stato dal prossimo anno responsabile della sezione provinciale di Medicina democratica.

Lino Balza

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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