il legame organico con il pcm italia. dichiarazione del “mfpr”

Il legame organico tra Mfpr e PCm Italia. Il Mfpr come organismo generato dal partito – la “anomalia” italiana, il contributo specifico che il PCm Italia porta su questo campo decisivo della lotta di classe rivoluzionaria, come applicazione del mlm.

Sentiamo spesso da Partiti e Organizzazioni mlm a livello internazionale dichiarazioni e attestati di apprezzamento del Mfpr e del suo lavoro. Questo se da un lato testimonia come in questi anni l’Mfpr abbia contribuito anche verso Partiti e Organizzazioni mlm a comprendere e a volte anche ad applicare la concezione e la linea del movimento femminista proletario rivoluzionario, o parti di esse; dall’altro lato ci sembra che ancora non si comprenda bene che l’Mfpr è PCm; che c’è l’Mfpr, il suo lavoro perchè esso è parte organica del PCm, è guidato dall’ideologia, teoria, prassi del PCm. Alcuni P e O tendono perfino a separare Mfpr e PCm, della serie: il lavoro sul terreno del Mfpr è buono, il lavoro generale del Partito non tanto, o per niente.

Contrastiamo queste posizioni. Sono, che lo si voglia o no, una contrapposizione tra mfpr e Partito e negazione del ruolo del PCm Italia.

Se “l’mfpr lavora bene” questo è frutto prima di tutto e soprattutto della strategia, principi, guida, indicazioni, lotta anche interna ideologica/teorica del Partito Comunista maoista dell’Italia; pertanto non ci può essere riconoscimento del Mfpr senza riconoscimento della sua Direzione che nelle sue Tesi ha posto come centrale la questione femminile, da cui l’indicazione del “movimento femminista proletario rivoluzionario”, sviluppato e reso carne e sangue dalle compagne, soprattutto, e non a caso, compagne dirigenti del PCm.

L’Mfpr è parte del “pensiero specifico” del PCm e della sua Direzione; “pensiero specifico” nel senso di applicazione alla realtà, attraverso un’analisi concreta della situazione concreta, dei principi marxisti-leninisti-maoisti, facendo tesoro delle esperienze avanzate positive e negative, dei contributi su questo terreno provenienti dalle guerre popolari e dai tentativi nei paesi capitalisti/imperialisti.

Esso è la concretizzazione della parola d’ordine base del lavoro di costruzione del Partito comunista mlm di tipo nuovo: “nel fuoco della lotta di classe in stretto legame con le masse”; concezione, teorizzazione e prassi conseguente che il nostro Partito porta avanti, con tutte le difficoltà e passi avanti e passi indietro, e che è anch’esso terreno di Lotta Ideologia Attiva e Lotta tra le due linee, nel movimento comunista a livello internazionale, soprattutto in Europa.

COSA DICONO LE NOSTRE TESI:

7.3 Le donne nel P

Il ruolo delle donne nel partito comunista, come esso viene affrontato fin dall’inizio, è una questione strategica, una discriminante se si vuole costruire oggi un partito comunista di tipo nuovo.

La condizione di oppressione delle donne, del 50% dell’umanità, che lungi dall’attenuarsi viene sempre più appesantita e resa insopportabile da questo sistema imperialista con forme nuove e ritorno di vecchie forme di sfruttamento e oppressione sessuale, con pesanti attacchi sia alle condizioni di vita che ideologici, mostra ancora una volta la verità storica MLM che i grandi cambiamenti sociali sono impossibili senza il fermento delle donne e che l’esito della rivoluzione dipende dal grado di partecipazione delle donne.

Il P. deve porre le condizioni ideologiche e organizzative per un pieno sviluppo della militanza rivoluzionaria delle donne, in particolare delle donne proletarie, e per porle in posizione di direzione nell’organizzazione e nella guerra popolare.

Il bilancio critico storico dei movimenti e partiti rivoluzionari mostra che questo non è scontato, e che va sviluppata una lotta ideologica, pratica, politica contro la permanenza nel P. di concezioni borghesi, maschiliste di privilegio, contro una mera accettazione di “principio” della questione femminile che non si trasforma in forza materiale.

Noi affermiamo che la condizione di doppio sfruttamento e oppressione sessuale delle donne, da condizione di inferiorità, subordinazione, è a base di una radicalità di lotta e di una determinazione rivoluzionaria delle donne a rompere non solo una catena, ma tutte le catene del sistema sociale borghese.

Questa è la condizione oggettiva che ci porta a dire che le donne nel P. possono e devono essere avanguardia (chiamiamo la “sinistra della sinistra”) nella lotta per un partito realmente rivoluzionario.

Questo nella lotta ideologica attiva, vuol dire fare delle donne una forza trainante della continua distruzione delle pratiche e idee borghesi, della lotta alla permanenza di tali idee, ma anche alle forme nuove che in mancanza di una continua LIA continuamente si riproducono anche nel P. Occorre nell’applicazione del marxismo-leninismo-maoismo alla realtà del nostro paese affermare gli insegnamenti di Mao e della GRCP. Da essa noi traiamo la grande verità di sviluppare la “rivoluzione nella rivoluzione” e la necessità che le donne impugnino con forza questa lotta già nel partito, rafforzando la linea rossa nel P. affinchè ogni militante sia, non solo a parole, strumento e bersaglio della rivoluzione.

Di quì la necessità di dare una risposta, applicando il M-L-M alla realtà del nostro paese, per individuare l’arma necessaria per far avanzare e integrare le donne nel P., per fare delle compagne dirigenti complessivi del P. e della G.P., per tradurre in forma materiale la parola d’ordine di “scatenare la furia delle donne come forza poderosa della rivoluzione”

Questa arma, alla luce della nostra esperienza e riflessione, si concretizza nella concezione e nello sviluppo del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario.

QUESTA CONCEZIONE SI BASA SU UN’ANALISI CONCRETA/BILANCIO NEL NOSTRO PAESE, MA NON SOLO, DELLA SITUAZIONE DEL MOVIMENTO DELLE DONNE

2.4 Donne senza partito

Nel quadro generale della classe e dei suoi movimenti di lotta, nell’area dell’autorganizzazione, tra i comunisti emerge ed esiste l’esigenza di un nuovo protagonismo delle donne proletarie, delle giovani rivoluzionarie, delle compagne, il bisogno di superare i limiti angusti che le forme organizzate esistenti hanno di fatto loro imposto. Emerge tra le compagne una certa sofferenza per politiche pratiche ed ideologie che invece di favorire soffocano le loro energie e potenzialità rivoluzionarie.

E’ necessario che queste esigenze vengano raccolte ed organizzate contro il femminismo piccolo borghese da un lato, e in distinzione dalle concezioni meccaniciste e riduzionistiche presenti nelle organizzazioni rivoluzionarie e marxiste-leniniste dall’altro.

Il movimento femminista degli anni ‘70 ha avuto il merito di mobilitare masse consistenti di donne, producendone protagonismo, lotta e visibilità politica, incarnandone sia pure nei limiti della sua composizione di classe, bisogni e interessi, svelando il ruolo dell’oppressione sessuale e la natura maschilista e sessista della società capitalistica e il ruolo della famiglia come cellula fondante la subalternità femminile. Ciò ha determinato una rottura con la prassi riformista e revisionista del PCI, che aveva ridotto e ghettizzato l’eroica esperienza delle compagne partigiane combattenti e militanti del partito nelle sterili commissioni femminili; ma nello stesso tempo ha evidenziato e messo in crisi il ruolo subalterno delle compagne all’interno delle organizzazioni comuniste e rivoluzionarie.

Nella fase del riflusso del movimento agli inizi degli anni ‘80 si é consolidata l’egemonia del femminismo borghese e piccolo borghese sull’intero movimento con l’assunzione delle teorie della “differenza” e dell’”affidamento” e il conseguente sviluppo della pratica politica del “separatismo”. Ciò ha segnato nei fatti autoghettizzazione delle donne e avviato processi di svuotamento della carica esplosiva rivoluzionaria della fase iniziale.

Queste teorie negando, l’origine storicamente determinata della differenza sessuale, fondata sulla nascita della proprietà privata e della divisione in classi, ponendola invece come condizione naturale, originaria, e in tal senso immutabile, perseguono l’obiettivo non del cambiamento radicale di questa società ma della sua pacificazione/trasformazione grazie allo sviluppo di una teoria e pratica femminile da imporre alla “società maschile”. Questa elaborazione rispecchia il bisogno delle donne e femministe borghesi e piccolo borghesi di contare di più, di ritagliarsi ambiti sempre più consistenti di potere all’interno di questo sistema borghese; si comprende così la parabola discendente e reazionaria di queste donne che oggi fiancheggiano i governi, partiti, istituzioni che quotidianamente attaccano i più elementari diritti delle donne, in generale e delle proletarie in particolare, riproponendo con teorie quali la fine del patriarcato, le forme modernizzate dell’oppressione sessuale

Le organizzazioni rivoluzionarie e i partiti m-l, entrambi, non hanno saputo fornire una giusta risposta alle esigenze di rivoluzione-liberazione delle donne. Le organizzazioni rivoluzionarie (es. Lotta Continua) hanno riprodotto nella pratica militante i ruoli uomo/donna, con rapporti improntati ad una concezione maschilista, travestita da operaista; in questa situazione la contraddizione è diventata dirompente sì da incidere e provocare la loro crisi-dissoluzione

I partiti m-l basati generalmente su un’analisi da materialismo volgare, hanno meccanicamente fatto coincidere la lotta per la rivoluzione socialista come di per sé risolutiva della emancipazione su tutti i piani delle donne, ciò ha contribuito enormemente a far allontanare dagli ideali del socialismo e dall’impegno militante rivoluzionario energie femminili. D’altra parte, i tentativi di porre al centro invece anche in campo ml la questione femminile, cogliendo la esplosività della contraddizione sessuale, sono poi caduti in forme di prefigurazione e educazionismo idealista.

Il fallimento di questi percorsi che in forme differenti hanno nei fatti disarmato le donne, in particolare le proletarie, rende ancora più evidente il fatto che solo un Partito comunista di tipo nuovo maoista pone le condizioni ideologiche ed organizzative per liberare la furia delle donne, e al loro interno come punta d’avanguardia delle donne proletarie, come forza poderosa della rivoluzione e affermarne il ruolo dirigente.

LA LINEA E PRASSI DEL MFPR, LA CONCEZIONE CHE LA GUIDA E’ INTERNA AD UN BILANCIO CRITICO/AUTOCRITICO, CHE HA AVUTO E HA LE ANTENNE ALLERTATE PROPRIO SUL RISCHIO PICCOLO BORGHESE DI SEPARARE MFPR E PARTITO COMUNISTA MAOISTA.

Movimento Femminista Proletario Rivoluzionarioììììì

11 agosto 2022

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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