buona partecipazione allo sciopero di giovedì 16 giugno contro “zero giorni di prognosi” per gli operai infortunati di tenaris. ma i sindacati confederali vanno per la loro strada: del resto la sicurezza non è certo al primo posto nella piattaforma aziendalista (da slai cobas sc)

Nell’assemblea generale per l’accordo di secondo livello, convocata proprio il giorno dopo il riuscito sciopero del 16, per i segretari confederali contro il pesante attacco di Tenaris che rivendica a discrezione la scelta di rimandare in reparto a lavorare con zero giorni di prognosi gli operai infortunati, non se ne parla di tenere alta l’attenzione e la mobilitazione, anzi, nemmeno troppo velatamente, è stato detto “che se ci opponiamo a muso duro all’azienda il contratto aziendale parte in salita…”

Una bassa affluenza per una piattaforma che ripropone l’impianto degli accordi sindacali precedenti, centrati su flessibilità, precarietà, produttività per raggiungere i parametri aziendali e i cosiddetti premi; dove quindi la produzione è il centro e la sicurezza si ritrova subordinata ai ritmi, ai salti di riposi, alla riduzione degli organici, alla formazione dei precari sempre troppo frettolosamente sbattuti sugli impianti.

In assemblea abbiamo portato l’importanza di contrastare il fascismo padronale respingendo questo attacco aziendale al diritto alla cura, dando continuità allo sciopero del 16 anche con il blocco degli straordinari e dei recuperi produttivi;

di come questo sia condizione per la prossima mobilitazione per il contratto aziendale: lasciare questo elemento di ricatto forte nelle mani dell’azienda impone una mediazione al ribasso sui già scarsi elementi della piattaforma;

che deve avere al centro la sicurezza, al netto dei piani produttivi, oggi regolamentati da accordi sindacali per avere più tubi con meno operai e sempre più precari; gli aumenti salariali slegati dai parametri aziendali; l’assunzione e la formazione degli operai.

Di come la lotta per il contratto aziendale di una grande fabbrica deve diventare parte e risorsa della mobilitazione più generale necessaria contro la guerra e il carovita, le morti sul lavoro, la battaglia per il salario, contro gli appalti in fabbrica;

che questo è possibile solo tornando a riempire le sale delle assemblee in fabbrica, riprendere nelle nostre mani le piattaforme, recuperare il protagonismo opeaio per ricostruire nella lotta l’organizzazione e nuovi rapporti d forza.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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