anche quando asseriscono cose condivisibili, riescono sempre a rovinare tutto per la smania di strafare

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 3 persone e il seguente testo "SERVE LO SPAZIO PER UN RAVE? 31/12/2018 msHIMRIEFIE NE CONOSCO UNO RAGGIUNGIBILE IN TRENO!"

Se qualcuno avesse dei dubbi su cosa qui possiamo pensare dei così detti “rave parties”, riteniamo che qesta immagine – un po’ datata, ma quanto mai attuale – sia atta a dissipare ogni e qualunque dubbio.

Cosa sia questo fenomeno ci aiuta a comprenderlo il Dizionario Enciclopedico Treccani, ossia la massima autorità in tema di lingua italiana: «grande raduno di giovani, notturno, per lo più clandestino e di carattere trasgressivo, la cui ubicazione viene generalmente resa nota solo poche ore prima dell’inizio della festa, per evitare possibili interventi delle forze dell’ordine».

E ancora: «si svolge all’aperto o in locali adatti ad accogliere migliaia di persone, che ballano e ascoltano musica elettronica, house o techno ad altissimo volume, e che spesso fanno uso di sostanze stupefacenti».

Questo dovevamo per spiegare ai meno esperti di cosa si sta discettando; ora ci concentriamo su quanto scrive, a firma Marta Lima, il fogliaccio fascista Secolo d’Italia di domenica ventidue agosto: un concentrato di luoghi comuni in confronto al quale il conte Jacques II de Chabannes de La Palice impallidirebbe.

Nell’analizzare, a modo suo, quanto accaduto nelle vicinanze di Viterbo nei giorni scorsi, la scribacchina dà un saggio di come non si agisce per mettere insieme un articolo giornalistico, che per essere tale ha bisogno di determinate caratteristiche.

Cominciamo dal parterre di partecipanti al raduno: secondo l’imbrattacarte si sarebbe trattato dei «“punkabbestia”, i “compagni”, i teorici dello sballo libero e della presunta libertà esistenziale»: ci domandiamo se fosse presente per identificarli così con precisione.

Il capolavoro pseudo-giornalistico, però, è un altro: secondo questa “collega”, tra i vari danni prodotti dai festaioli ci sarebbero trenta ovini persi a vario titolo, a causa del comportamento degli astanti che avrebbero rilasciato i propri cani liberi di scorrazzare.

Una decina di questi sarebbero spariti, cinque sono stati trovati morti, e «quindici avviati alla macellazione per le gravi ferite riportate a causa dei morsi dei cani, anche di grossa taglia, ai quali i ravers hanno consentito di tornare alla loro natura di cacciatori, o per gli stenti dovuti al caldo e la carenza d’acqua causata dal pozzo danneggiato».

Secondo questa sedicente operatrice dell’informazione, il daneggiamento del pozzo ha prodotto la disidratazione degli animali: ci permettiamo di farle notare che troviamo temerario sostenere che gli animali siano in grado di attingere autonomamente all’acqua posta in fondo ad una apertura profonda qualche metro.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.