genova, martedì 29 giugno: scioperano i vigili del fuoco militanti della “unione sindacale di base”

Sono le ore 9:30 quando, davanti alla Prefettura, in largo Eros Lanfranco, ha inizio il presidio di qualche decina di lavoratori – quasi tutti muniti di bandiera, e di striscione “I Vigili del Fuoco sono una risorsa, non un corpo da tagliare” – militanti delll’Unione Sindacale di Base, legato allo sciopero provinciale del comparto dei Vigili del Fuoco.

Il motivo della protesta, durante la quale viene effettuato un fitto volantinaggio informativo ai passanti, è legato ai recenti cambiamenti operati in merito al servizio di mensa: con gli attuali standard, denunciano gli appartenenti al sindacato di base, è messa a rischio la salute degli operatori ed il soccorso tecnico urgente.

Il diritto di mensa è stato trasformato, per le aziende con meno di quindici dipendenti, in un ticket o un pasto veicolato; non solo, ma chi decide di usufruire del buono pasto è costretto ad «anticipare per oltre 2 mesi le economie per un pasto che l’amministrazione ha il dovere di garantire»: una cosa inaccettabile per chi è sottoposto a turni massacranti anche di dodici ore.

Con questa novità, sottolineano ancora gli scioperanti, si produrranno anche, oltre alle problematiche sopra descritte, licenziamenti nell’ambito delle società che si occupano del servizio mensa nella varie sedi dei VVF: una cosa che l’USB ritiene inammissibile.

Con queste premesse viene richiesto un incontro al Prefetto che, alle ore 11:30, riceve – per il tramite di un collaboratore – una delegazione dei lavoratori: la richiesta è quella di investire della questione il ministro degli Affari Inteni, il capo del dipartimento della difesa civile, ed il capo del porto.

La risposta è che non è possibile per l’istituzione prendersi degli impegni, ma verrà inviata ai soggetti indicati una comunicazione delle richieste pervenute: a quel punto viene richiesto di ricevere copia della corrispondenza in modo da poter decidere eventuali ulteriori iniziative.

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