il comportamento della “lega salvini piemonte” è una vergogna senza fine

Nei mesi scorsi la Lega Salvini Piemonte ha presentato, in Consiglio regionale, una proposta – rilanciata in questi giorni come emendamento – volta a cancellare di fatto la Legge su quella vera e propria piaga sociale che passa sotto il nome di ludopatia.

La malattia del gioco, questo è il significato del termine di cui sopra, colpisce migliaia di persone in tutta Italia, e non è certamente contrastata efficacemente da chi governa il Pese a tutti i livelli amministrativi.

D’altra parte è comprensibile che, chi pretende di fare cassa colpendo sempre le stesse fasce sociali, non intenda rinunciare a ridurre gli italiani sul lastrico con la promessa di strabilianti vincite di denaro.

Sono tantissimi, purtroppo, gli esempi di persone completamente rovinate dal vizio di tentare la fortuna attraverso le così dette “macchinette mangia soldi”, che hanno l’unica funzione di far buttare via denaro a chi vi si cimenta.

Nel 2016, la Giunta retta dallo sciagurato Sergio Kiamparino, in un rarissimo momento di lucidità, emanò un provvedimento che linitava fortemente l’utilizzo di questo strumento, in modo da salvaguardare la salute pubblica.

Oggi i servi del Truce pretenderebbero di tornare a spremere le tasche dei piemontesi: in questo modo si favorirebbero gli affari loschi di chi prospera sulla disperazione di coloro che sono affetti da tale patologia.

La questione è che l’opposizione non ci sta a vedersi abrogare una Legge che era passata all’unanimità, e promette battaglia: così i tirapiedi del leader leghista propongono, senza vergogna, di lasciar cadere la cosa.

Lo fanno ponendo il solito indecente ricatto: in cambio del ritiro della porcata sul gioco d’azzardo, pretendono che non venga istituita alcuna commissione di inchiesta sul comportamento della Giunta durante l’emergenza Covid-19.

Siccome l’assessore alla Sanità è un membro del Carroccio, tale Luigi Genesio Icardi, si vuole insabbiare le pesanti responsabilità del predetto in merito alla enorme diffusione sul territorio – è la seconda regione d’Italia per numero di contagi – della pandemia.

Luigi Genesio Icardi

Il problema è che, se da un lato i leghisti vogliono pararsi il fondoschiena da possibili problemi giudiziari dovuti ad una gestione inqualificabile della vicenda sanitaria, dall’altro il centrosinistra sembra voler accettare tale scambio.

L’unica voce fuori dal coro è quella del consigliere Marco Grimaldi, di Liberi Uguali Verdi, che parla – si veda l’edizione del Quotidiano Piemontese di lunedì ventinove giugno – di «retromarcia a metà» e di tentativo di bloccare l’accertamento delle responsabilità.

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