l’immensa faccia di tolla di attilio fontana

L’edizione pavese di giovedì due aprile del quotidiano Il Giorno riporta il testo di una lunga lettera che Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, ha spedito all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani ed ai sindaci delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Mantova, Milano e Varese.

L’intento del primo cittadino lombardo, come correttamente scrive l’anonimo autore del pezzo – che quindi deve essere attribuito al direttore responsabile Sandro Neri – è quello di ripercorrere tutte le tappe dell’emergenza legata alla diffusione della pandemia conosciuta come Covid-19.

Appena ci imbattiamo nello scritto in questione, ci armiamo di tutta la pazienza di cui disponiamo per provare a leggere l’intero sproloquio del politicante leghista; bastano però le prime righe per farci desistere dal nostro intento: sono troppe le sciocchezze ribadite per autoassolversi dalle pesanti responsabilità che gravano sull’amministratore.

Una in particolare risulta particolarmente fastidiosa, ed è quella in cui afferma, senza alcuna vergogna: «L’epidemia da Covid-19 ha investito tutte le Regioni, la nostra prima e più violentemente delle altre, obbligandoci a reagire prontamente seppur nello sgomento iniziale in una situazione nuova per tutti».

Non ci si capacita davvero di come, il servo sciocco di Matteo Salvini, possa arrivare a declamare tali bestialità: forse soffre di amnesia, ma in tal caso gli ricordiamo le sue parole rilasciate all’agenzia giornalistica AdnKronos che le rilancia martedì venticinque febbraio alle ore 13:33.

«Situazione difficile, ma non così tanto pericolosa. Il virus è molto aggressivo nella diffusione, ma poi nelle conseguenze molto meno. Fortunatamente è poco più, non sono parole mie, di una normale influenza»; viste le premesse, farebbe più bella figura a tacere, e chiedere scusa: altro che perorare l’insostenibile.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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