da bruxelles a fucecchio, lo sciagurato renzi è sempre peggio

Uno dei politicanti più attivi nel far sentire giornalmente la propria voce è Matteo Renzi, il padre-padrone di quel progetto reazionario messo in piedi dalla ex destra democristiana del Partito Democratico, che si è autonomizzata dando vita a Italia Viva.

Come se non bastassero i suoi sproloqui quotidiani sulle varie reti sociali e tramite la mailing list personale, lo squallido personaggio in questione è spesso attenzionato dai giornali borghesi, che non perdono occasione per far ascoltare a tutti le sue parole.

Ultimo in ordine di tempo è il quotidiano forzitaliota il Riformista che, nella sua edizione di lunedì ventitre marzo, contiene una lunghissima intervista che il politicante toscano ha concesso al direttore responsabile del fogliaccio in questione, Piero Sansonetti.

Colui che, in occasione del referendum costituzionale del dicembre 2018, affermò che se avesse perso si sarebbe ritirato a vita privata e non si sarebbe più sentito parlare di lui, continua a discettare su qualunque tema gli sia proposto.

Questo nonostante in quell’occasione sia stato sonoramente sconfitto, così come in tutte le successive occasioni in cui si è presentato, tradendo la promessa sopra ricordata, alla verifica del proprio gradimento da parte del popolo italiano.

Questo assai poco “signore” non ha proprio alcun titolo per continuare a proporre le sue deformazioni dell’assetto istituzionale, che non tanto casualmente coincidono con i desideri della destra radicale: Repubblica presidenziale in primis.

L’ex “senatore semplice”, nonostante a parole dichiari ancora una volta la sua fedeltà alla compagine governativa pro tempore, si schiera sempre più apertamente con gli zerbini del Delinquente di Arcore: possiamo solo augurargli di avere lo stesso destino politico toccato a Gianfranco Fini e ad Angelino Al Fano.

E possa costui, a seguito della fine della sua “brillante” carriera politica, essere costretto ad andare su quei cantieri che egli sostiene debbano essere sbloccati «facendo lavorare le persone con il Piano Shock che è pronto da mesi», perché – come sostiene nella sua enews numero 627, giunta alla nostra redazione sabato ventotto marzo alle ore 12:47 – gli operai «deono lavorare»: per una volta dia il buon esempio.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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