le categorie destra e sinistra sono sempre valide, basta declinarle correttamente

Lunedì trenta marzo riceviamo in redazione il numero quarantotto del settimo anno dell’organo ufficiale del Nuovo PSI, E’ ora – bisogni e meriti: si tratta, contrariamente al solito, di un’edizione a quattro pagine con due distinti articoli.

Le prime tre facciate sono occupate da un lungo pezzo, firmato da Vincenzo Papadia, dal titolo «Quale nuovo modello di democrazia economica, politica, e sociale?» ed affronta, come viene anticipato dall’occhiello, il tema di come i  Paesi ricchi tentano strategie economiche per contrastare il coronavirus e salvarsi dal disastro.

A noi però non è questo lo scritto che interessa, bensì il secondo: quello che si intitola «Niente sarà più come prima» e tenta di analizzare, come afferma il soprattitolo, «gli effetti del coronavirus sulla società e sull’organizzazione degli Stati».

Agli ultimi due capoversi si trovano le seguenti parole: «Le categoria destra e sinistra sono superate dai fatti e dagli eventi; la contrapposizione laici e cattolici anche. In Italia come in Europa serve un raggruppamento di persone dotate di buon senso, capaci di seguire la fisiologia del Mondo, capaci di interpretare le nuove frontiere».

Eh no, caro “signor” Franco Spedale, non è affatto così; la prima dicotomia da lei citata non si è affatto eclissata: essa è valida più che mai, per quanto vada forse rivista l’essenza del termine “sinistra”.

Questa parola, ormai da molto tempo abusata, dovrebbe indicare coloro che difendono gli interessi delle classi sociali più basse, ed in primo luogo quella operaia, dallo strapotere dei padroni e dei ricchi in genere.

In questo senso risulta evidente che non si può considerare appartenente a questa categoria né il Partito Democratico, che non si è affatto liberato dal cancro renzista, né tanto meno Italia Viva, o peggio ancora Azione! di Carlo Calenda.

Chiarito questo continuiamo a ritenere fondamentali le due categorie politiche storiche, così come troviamo assurdo il richiamo alla costruzione di un’accozzaglia indefinita di “persone di buon senso”.

Questo appello sembra alludere ad un ingresso ufficiale dell’ex “senatore semplice” in una coalizione a guida “moderata”, ed alla conseguente necessità di far digerire ai propri militanti questa manovra.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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