un’iniziativa meritoria per ricordare un partigiano serravallese

Venerdì ventuno febbraio mi reco a Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria, per assistere – alle ore 21:00, presso la biblioteca civica “Roberto Allegri” di piazza Giosué Carducci – ad un dibattito organizzato dalla locale sezione, intitolata ai “Martiri della Benedicta”, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia.

Durante la mattinata, per organizzare al meglio il viaggio da Genova Brignole, entro nel sito delle Ferrovie dello Stato per scoprire gl orari del treni della tratta in questione ed appuntarmeli in agenda.

Resto sorpreso, quando apro la pagina con le informazioni che mi interessano: alcuni viaggi hanno un costo, altri uno diverso; penso che dipenda da quale via viene scelta: se si viaggia sulla linea storica o se si preferisce la Succursale dei Giovi.

Già questa sarebbe una stranezza, visto che il chilometraggio è pressoché identico – quarantotto chilometri contro cinquanta – e la differenza non giustifica il cambio di tariffa, ma non è nemmeno così.

Non riesco davvero a capire perché viaggiare sulla stessa tratta con materiale diverso ma appartenente alla stessa categoria di treni, possa costare diversamente: per alcuni la tariffa è di Euro 5,90, per altri Euro 4,90.

Fatto il biglietto dal costo minore, salgo in carrozza e dopo circa un’ora arrivo a destinazione: dopo pochi minuti mi trovo nella sala al secondo piano della struttura che ospita l’incontro, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, per l’occasione gremita da decine di convenuti.

Il titolo del’iniziativa è “Berthoud 1920-2020, l’antifascismo un secolo dopo”, e celebra la figura di Mario Roberto Berthoud, nome di bataglia “Germoglio”, commissario politico delle formazioni garibaldine operanti in val Lemme dopo l’8 settembre 1943.

A tratteggiarne la figura pensa Claudio Ciarlo che – dopo una breve introduzione di Elio Pollero, presidente della locale sezione dell’Anpi – legge una lunga relazione, aiutandosi con la parole tratte da alcuni passi del foglio Il Ribelle, una pubblicazione clandestina dell’epoca.

Egli ricorda come Berto, così lo conoscevano gli amici prima che entrasse nella Resistenza, fu fatto prigioniero e portato al comando tedesco, che si trovava nella splendida villa Caffarena sede della manifestazione di oggi, per poi essere deportato a Genova il 28 dicembre 1944.

Qui fu torturato, nel tentativo vano di piegarne la volontà e farlo confessare chi fossero i suoi compagni, prima di morire esattamente un mese dopo senza aver rivelato alcunché ai suoi aguzzini.

A seguire prende la parola Paolo Modena, del Centro di documentazione Logos – struttura legata alla cricca conosciuta come Lotta Comunista – che sposta l’attenzione della serata sulla figura di Amedeo Bordiga ricordandone, a cinquant’anni dalla morte, la figura di “comunista” internazionalista.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.