whirlpool conferma la chiusura: lotta e ribellione degli operai. forte contestazione per bentivogli, palombella, re david (da slai cobas sc)

Whirlpool, addio tra le tensioni, i lavoratori contestano i sindacati: sciopero in tutti gli stabilimenti

Whirlpool, addio tra le tensioni, i lavoratori contestano i sindacati: sciopero in tutti gli stabilimenti

La multinazionale non retrocede ma lo stop della produzione nel sito di Napoli slitta dal 31 marzo al 31 ottobre. Rabbia davanti al Mise, gli operai ai rappresentanti sindacali: “Vergogna, venduti”. Spintoni e urla, interviene la polizia.

Whirlpool, l’ira dell’operaia: “Passi avanti, basta chiacchiere”

Dura contestazione all’uscita dal tavolo Whirlpool al Mise per i tre segretari generali di Fim, Fiom e a Uilm, Bentivogli, Re David e Palombella da parte di un piccolo gruppo di lavoratori mentre illustravano agli operai del sito di Napoli in presidio l’esito dell’incontro. Calci, spinte e sputi verso i sindacalisti al grido di “venduti venduti” soprattutto all’indirizzo del leader Fim, Marco Bentivogli. L’intervento delle forze dell’ordine ha evitato che la situazione degenerasse. Un operaio si è sentito male ed è caduto in terra, è stata chiamata un’ambulanza per soccorrerlo.

“Vanno sempre isolati i violenti – ha affermato il leader della Fim, Marco Bentivogli – che sono una esigua minoranza. Trovo comprensibile la rabbia di questi lavoratori che hanno avuto per mesi le rassicurazioni da un ministro che li ha ingannati e illusi per poi cambiare dicastero. E’ normale: finite le campagne elettorali certi politicanti spariscano dopo aver fatto danni e chi ci mette la faccia anche nei momenti difficili si trasforma in un bersaglio perche’ siamo gli unici a non scappare dalle nostre responsabilità”.
Sciopero in tutti gli stabilimenti

Whirlpool, gli operai in presidio a Roma: “Vogliamo le lavatrici”

… partono le assemblee dei lavoratori del gruppo Whirlpool per lanciare lo sciopero di 8 ore in tutti i siti produttivi e per decidere le prossime iniziative di lotta.

… Il Governo si è dimostrato inadeguato, in quanto ha detto che non ha gli strumenti per impedire a Whirlpool di lasciare Napoli. L’azienda ha spostato la scadenza della fine della produzione di lavatrici a Napoli dal 31 marzo al 31 ottobre 2020, ma ha ribadito la volontà di andarsene nel 2021. In queste condizioni – conclude – riteniamo non sia credibile neppure il rispetto dell’accordo negli altri stabilimenti del gruppo… Siamo contrari a ogni progetto di reindustrializzazione del sito napoletano perché già conosciamo quello che stanno vivendo da anni i lavoratori di Teverola, Embraco, Alcoa e tanti altri. Vogliamo una soluzione che garantisca occupazione e lavoro, non ammortizzatori sociali”.

Dopo una lunga e complicata trattativa e un pomeriggio convulso con gli operai in piazza, l’azienda, così fa sapere il ministro Patuanelli, ha acconsentito a mantenere la produzione fino al 31 ottobre. Invitalia è già alla ricerca per conto del governo di un nuovo soggetto che subentri alla multinazionale americana. E’ quanto emerso finora al tavolo presieduto dal ministro Stefano Patuanelli. L’obiettivo è quello di arrivare alla selezione finale di un possibile investitore a luglio 2020.

Intanto  Invitalia, sotto il mandato del Mise, è alla ricerca di soluzioni industriali che “consentano di salvaguardare la ripresa dell’attività produttiva allo stabilimento Whirlpool di Napoli e l’impiego delle professionalità disponibili”. Le condizioni poste sono: presentazione di un piano industriale “credibile” che prospetti cioè una ripresa delle attività produttive e solidità della compagine societaria, capacità finanziaria e competenze del management.

Partendo a febbraio con la sigla di un’intesa (Nda) con Whirlpool, l’avvio di predisposizione di una data room e di un preliminary investment memorandum; quindi la definizione di una lista di potenziali target, la successiva verifica e ricezione di manifestazioni di interesse preliminare non vincolante, successivamente lo svolgimento della due diligence e la ricezione di proposte “vincolanti”. Tutto ciò per arrivare alla selezione finale a luglio 2020.

Gli operai sono stati in presidio all’esterno. “Napoli non molla, Napoli non molla” hanno scandito. Patuanelli “ha confermato il massimo impegno del Governo a trovare una soluzione definitiva per supportare la continuità produttiva dello stabilimento e salvaguardare i lavoratori, anche attraverso gli strumenti già messi a disposizione e tutti gli altri che potranno essere individuati”.

Le reazioni

“Da questo momento si rompono le relazioni sindacali con l’azienda – dichiara Rosario Rappa, segretario generale Fiom-Cgil Napoli – Se il Governo non prende una posizione forte, la vicenda Whirlpool diventa una questione di ordine pubblico. Se il 31 marzo cesserà la produzione di lavatrici e non sarà prospettata una soluzione concreta, a Napoli scoppierà una bomba sociale. L’unica possibilità è che il Governo costringa Whirlpool a mantenere le produzioni di lavatrici a Napoli così come previsto dall’accordo del 2018. Qualora oggi non si dovesse ottenere tale risultato sarà necessario riportare la vertenza alla Presidenza del Consiglio”.
”L’incontro è andato male. Ora ci vogliono l’audacia, il coraggio e l’iniziativa del Governo perché nessuno si aspettava che Whirlpool potesse cambiare idea” ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commentando l’esito dell’incontro al Mise sulla vertenza Whirlpool dove per conto dell’amministrazione c’era l’assessore al Lavoro, Monica Buonanno. ”Ora dobbiamo utilizzare al meglio questo tempo – ha aggiunto – Comune e Città metropolitana hanno dato la loro disponibilità, così come i sindacati e i lavoratori, disponibilità che deve dare anche la Regione Campania, ma è il Governo che deve indicare la strada per uscire da questa empasse. Noi – ha concluso – lotteremo fino alla fine.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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