riceviamo dal compagno amedeo curatoli e volentieri pubblichiamo

GRANDE SPETTACOLO DA CIRCO EQUESTRE CON RULLI DI TAMBURI
(Ancora qualcosa su un transfuga del comunismo che impartisce lezioni di marxismo)
Breve premessa: “La nostra dottrina non è un dogma ma una guida per l’azione”. Questa celebre frase di Marx ed Engels aveva, ovviamente, un significato profondamente rivoluzionario, nel senso che il marxismo non può consistere in una serie di formule imparate e ripetute meccanicamente, ma serve soltanto ad “indicare compiti generali che la situazione politica concreta di ogni fase speciale del processo storico modifica incessantemente” (Lenin: Lettera sulla tattica, aprile 1917).
Ma tutti i rinnegati della rivoluzione adattano a modo loro modo questa frase di Marx ed Engels (cioè il marxismo non è un dogma) per far passare, sub specie di marxismo, il loro punto di vista riformista e controrivoluzionario. Di esempi ce ne sono molti, da Kautsky a Plekanov (per parlare dei più noti ex-marxisti) ai meno famosi e dotati Togliatti e Berlinguer. Ma ora, a distanza di decenni, quando il dramma è degenerato in farsa, ecco che si presenta sulla scena un bombardiere imperialista, D’Alema (che ancora indossa panni intrisi di sangue delle stragi dei popoli iugoslavi e di uranio impoverito delle bombe USA caricate anche sui nostri aerei) il quale osa ammannirci una lezione di marxismo “anti-dogmatico”. Dice che l’opera di Marx (da notare: per questo transfuga non esiste anche Engels, tant’è vero che ha l’improntitudine di sostenere che il terzo volume del Capitale “è rimasto incompiuto”!) “non può essere considerata come un corpo dottrinario organico, come una sorta di manuale in cui cercare tutte le risposte per il presente e per il futuro”: ecco un adattamento controrivoluzionario della celebre frase di Marx ed Engels.
Marx, egli dice, “deve essere considerato per ciò che concretamente ha rappresentato (fate attenzione a ciò che rappresenta “concretamente” Marx per un bombardiere): un pensatore… “che è vissuto due secoli fa” e che dunque “deve essere liberato da ogni visione scolastica e dogmatica… senza la mediazione di molti “marxisti” che non gli hanno fatto onore”. Vedere che c’è qualcuno – di provenienza togliatto-berlingueriana – che ha disonorato il marxismo oltre ogni limite della decenza e dell’umana sopportazione, qualcuno che ha fatto addirittura una guerra imperialista, vedere costui balzare sul podio e prendersela con i marxisti che “non hanno fatto onore a Marx” è proprio uno spettacolo mozzafiato, da circo equestre, quando l’acrobata si esibisce in un triplo salto mortale senza rete di protezione…
D’Alema ci fornisce anche un’altra versione di adattamento della frase di Marx ed Engels a fini controrivoluzionari, e questa volta usa strumentalmente il grande Antonio Gramsci, per insozzarlo, in perfetta linea di continuità con la tradizione di manomissione gramsciana operata da Togliatti e dal gruppo di intellettuali borghesi che lavorarono (a questa ignobile manomissione) sotto l’attentissima guida e supervisione del “migliore”. Sentite che cosa dice di Gramsci questo piccolo uomo:
La riflessione di Gramsci ci porta oltre ogni visione ideologica e deterministica del marxismo. Egli mette l’accento sulla politica, sulla lotta per l’egemonia e cioè per mettersi in grado di esercitare una funzione di direzione sul piano culturale e pratico. Egli sottolinea il ruolo dello Stato e in particolare guarda ambiziosamente (???) alla necessità di dare all’azione politica una dimensione ed una capacità di indirizzo che vada oltre i confini dello stato nazionale”. Che orrore! Quindi il bombardiere, come a suo tempo fecero Togliatti, Spriano, Ragionieri, Gerratana ecc. ha ridotto Gramsci ad affossatore di Lenin (il quale ultimo, notoriamente, ha sempre coltivato “ideologicamente” l’idea della rivoluzione e della guerra civile per abbattere lo Stato borghese), perché Gramsci sarebbe andato “oltre ogni visione ideologica e deterministica” e avrebbe sostituito la parola magica “Egemonia” con la meno presentabile parola “Rivoluzione”. Vi immaginate Gramsci che “sottolinea la funzione dello Stato” (!!!), cioè di uno Stato senza aggettivi, il che significa che il grande rivoluzionario sardo avrebbe sottolineto (come fece Togliatti) il ruolo dello Stato borghese, il ruolo dello Stato di tutti? Ma la cosa davvero comica (per non dire nauseante) è la frase oscura attribuita a Gramsci che avrebbe “guardato ambiziosamente (!!!) alla necessità di dare all’azione politica una dimensione… che vada oltre i confini dello Stato nazionale”. A questa ambizione di andare “oltre i confini dello Stato nazionale” già ci pensò Berlinguer, che dalla via italiana di Togliatti passò all’eurocomunismo, questa sì, parola molto oscura, all’inizio, ma che poi si precisò via via, quando Berlinguer dichiarò di sentirsi più sicuro sotto l’ombrello NATO. Alla fine, il suo discepolo D’Alema ha sviluppato la linea di porsi sotto l’ombrello NATO e di andare oltre i confini dello Stato nazionale, e lo ha fatto in modo molto “creativo”, andando direttamente a leccare i piedi al capo dell’imperialismo mondiale e a macchiarsi del crimine di compartecipe ad una guerra imperialista.
Riflettano attentamente tutti i compagni che si definiscono partiti o gruppi marxisti leninisti, riflettano attentamente, tutti questi compagni, all’esternazione estiva di D’Alema: c’è il pericolo che la loro visione pan-imperialista dell’attuale situazione mondiale li conduca nello stesso vicolo cieco, in cui si è cacciato mutatis mutandis, l’innominabile, trasformista, ma soprattutto, transfuga D’Alema.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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