intervista all’avvocato gianluca vitale sulla sentenza no tav della cassazione (da proletari comunisti)

Ci puoi riassumere brevemente la vicenda?
Il processo, su cui si è pronunciata la Cassazione nei giorni scorsi, riguarda due episodi della lotta Notav del 2011.:lo sgombero dell’area della Libera repubblica della Maddalena del 27 giugno e la grande manifestazione del 3 luglio, una sorta di assedio al “fortino”.
A seguito di queste manifestazioni ci furono diversi arresti con denunce per reati di lesione, lancio di oggetti pericolosi, ecc.
Durante il processo noi dimostrammo che vi erano state varie violenze da parte della polizia e carabinieri, che avevano lanciato, oltre i lacrimogeni, sassi, e usato bastoni di legno.

Quali le motivazioni dell’annullamento della Cassazione? 
Nella sentenza di primo grado, in parte, a in quella d’appello non vi erano tutti gli elementi e c’erano vari punti di contrasto, soprattutto per il 3 luglio, in cui vi erano state tre aree di scontri.
L’annullamento della sentenza da parte della Cassazione è dovuto soprattutto – anche se ancora dobbiamo leggere le motivazioni – al fatto che la corte d’appello ha ridotto tutto alla classica manifestazione con scontri, senza voler entrare nella dinamica effettiva.

Ora che succede?
A parte 1 assoluzione e un altro per cui la pena è stata ridotta, per tutti gli altri si torna indietro, al primo giorno, in particolare sulla questione delle “lesioni”; mentre è stata annullata definitivamente una parte della condanna per il danneggiamento (avevano indicato un mezzo diverso da quello presunto danneggiato).
Il processo ora torna alla Corte d’appello che deve rifarlo e quindi si ridiscuterà tutto. I tempi non sono brevi.

Che giudizio dai di questa sentenza?
Non è una vittoria piena ma è una bella botta al “teorema” della Procura e della Corte d’appello è stata data.
Si può dire che mentre la Corte d’appello aveva semplificato il tutto, della serie: di qua i buoni, di là i criminali – di fatto, quindi, affermando che il processo era inutile, la Cassazione invece ha affermato: è un processo, quindi dovete ricostruire i fatti.

Come si sono svolte le udienze dalla parte del movimento e dalla parte dello Stato?
In cassazione vi era gente dentro, imputati e gente fuori, erano presenti anche compagni di Roma e da altre città, Padova, Genova e chiaramente della Val Susa.
Anche negli altri processi vi è stata una presenza.
Nello stesso tempo vi è stata sempre, sia nel processo di primo grado che in corte d’appello, una presenza fortissima della Forze dell’ordine per creare un clima intimidatorio, togliere serenità allo stesso Tribunale, alla Corte. A volte il pubblico è stato allontanato. Non era un processo normale.
Ne volevano fare un processo simbolo. Alcuni poliziotti, come anche sindacati di polizia, Sap, Ugl, Ministero degli Interni, della Difesa si sono costituiti come parte civile.
Ma ora è stata esclusa la costituzione.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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