amnesie manifeste

Sabato sedici dicembre, Il Manifesto dedica parte del taglio basso di pagina cinque ad un pezzo, a firma della brava redattrice Daniela Preziosi, dal titolo: «Ma la parola “sinistra” resta sola con i trotzkisti del terzo millennio».

Si tratta del resoconto della conferenza stampa di presentazione – avvenuta il giorno prima, a Roma, grazie al professore genovese di filosofia Marco Ferrando – della lista “Sinistra Rivoluzionaria”, nata dall’unità di intenti tra il Partito Comunista di Lavoratori e Sinistra Classe Rivoluzione, l’ex FalceMartello guidata dal milanese Claudio Bellotti.

La bionda giornalista, presa dall’emozione per avere a che fare con una iniziativa unitaria da parte di alcune cricche legate al traditore ucraino, finisce con l’esagerare asserendo che  sarà «l’unica falcemartello della scheda elettorale (ma questo non è detto, mai mettere limiti alla provvidenza rossa)».

Stupisce che una operatrice dell’informazione da sempre attenta a tutto ciò che si muove a “sinistra” non sia a conoscenza del fatto che anche il Partito Comunista guidato da Marco Rizzo sarà presente alle prossime consultazioni politiche con il proprio simbolo, che, guarda il caso, è anch’esso la falcemartello.

La brava giornalista, evidentemente, si confonde; come è stato appena dimostrato, non è certo il logo ad essere esclusiva della cricca permanentista, bensì ciò che tutte le formazioni che insistono su un certo bacino di elettori utilizzano come pretesto per chiedere il voto in nome della sua unità: la ormai mitologica “sinistra”.

Come che sia, con questa operazione siamo di fronte alla prima ammissione di un fatto importante: dopo decenni che hanno visto i vari gruppetti trotzkisti chiamarsi tutti regolarmente “comunisti”, sostenendo assurdamente di essere loro i veri continuatori del pesiero e dell’opera di Lenin, ammettono infine di non far parte di quella gloriosa tradizione.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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