lunedì 23 ottobre: a genova si parla di politica industriale

Sono le ore 18:00 quando, presso l’atrio dell’ufficio decentrato del Comune presente nel quartiere di Sestri Ponente – sito al civico 34 dell’omonima via – ha luogo un’iniziativa, promossa da Sinistra Italiana, dal titolo: «Ilva, Ericsson, Piaggio: esuberi, licenziamenti, incertezze. Il lavoro non si arrende. Per una nuova politica industriale».

Chiamati a discuterne, da una parte sono esponenti del mondo sindacale: Massimo Della Giovanna (Rsu Fiom Ericsson), Fabio Cecchini (Rsu Fiom Piaggio), Antonio Caminito (Fiom-Cgil), Fabio Allegretti della Slc-Cgil, e Ivano Bosco, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana della Cgil genovese; avrebbe dovuto intervenire anche Stefano Messere (Rsu Fiom Ilva), ma non ha fatto la sua comparsa al tavolo della presidenza, e non so neppure se fosse fisicamente presente.

Dall’altra sono schierati i vertici del partito organizzatore, supportati anche da Luca Pastorino, deputato di Possibile che in Parlamento fa gruppo unico con Sinistra Italiana; sono presenti, insieme con il coordinatore nazionale Nicola Fratoianni, praticamente tutti i livelli istituzionali: si va dalla consigliera della città metropolitana Daniela Tedeschi, all’europarlamentare Sergio Kofferati, passando per il consigliere regionale Giovanni Battista Pastorino detto Gianni.

L’inizio è un po’ diverso dal solito: un regista del Teatro Stabile di Genova si esibisce nella declamazione di alcuni frammenti, la pérformance odierna ha la durata di circa dieci minuti, di un proprio spettacolo dedicato alla questione del lavoro; al termine ha inizio la discussione, che non prevede l’interazione del folto pubblico presente: tra i tanti interventi – tutti molto interessanti perché divulgano le ultime novità sul tema dell’occupazione (nei prossimi mesi sono previsti oltre mille licenziamenti soltanto in città), comprese alcune chicche che dimostrano l’assoluta incompetenza dei ministri di questo Governo sul tema oggetto dell’incontro – ritengo utile segnalarne due in particolare.

Il Caminito si occupa prevalentemente della questione della Piaggio, disegnando bene quali sono le condizioni attuali delle maestranze; peccato solo che dimentica (si incaricherà di mettere, parzialmente, una toppa a questo problema il Cecchini) che il Governo, avallando il piano industriale degli emiri di Abu Dhabi – interessati esclusivamente alla tecnologia di un aereo militare, per avere la quale hanno acquistato l’intera società – che prevedeva il trasferimento dell’intera produzione nello stabilimento di Villanova d’Albenga, ha concordato con la chiusura sostanziale del sito produttivo: questa avverrà certamente a breve, contestualmente alla chiusura dello scalo voluto dall’ex ministro a sua insaputa Claudio Scajola.

Il Bosco, dopo aver accennato (unico, insieme al Kofferati, dei presenti a farlo) alla questione Ilva «non escludendo alcun tipo di risposta alle iniziative del Governo e di Arcelor Mittal», aggiunge al dibattito un’altra questione, strettamente legata a quella principale: la solidarietà; in particolare, egli la declina verso quel gruppo di migranti, che stanno nel quartiere di Multedo, che sono oggetto di una fiaccolata organizzata dall’estrema destra cittadina, appena vietata dalla Questura, a cui si sarebbe dovuta fronteggiare una manifestazione – come giustamente precisa il sindacalista – «non contro i cittadini, che legittimamente chiedono di vivere tranquilli, ma contro chi cavalca strumentalmente la questione per uscire nuovamente da quel posto sotto la strada dove sono stati relegati dalla storia».

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a lunedì 23 ottobre: a genova si parla di politica industriale

  1. Pingback: Lo schiaffo | lacero-confuso

  2. laceroconfuso ha detto:

    Si parla, si riparla, non si fa che parlare…e lasciar licenziare.
    Le risposte in campo quali sono?
    I sindacati di base dove sono (estromessi come al solito, suppongo)?
    L’ultimo sciopero generale quand’è stato proclamato (forse ai tempi del Berlusconi sciupafemmine, oh dio che ribrezzo e quale indignazione!)?
    Ad uno scioperino cittadino – visto il peso locale di una crisi che si continua a dir finita ma non finisce mai – è davvero impossibile pensare?
    E il Sig. Bosco, entusiasta sostenitore di Terzi Valici e mostruosità simili, come può non capire che non è da lì che arriverà il lavoro? Perchè fa l’eco e il coro al padronato? (domanda retorica: già so la soluzione)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.