occorre fare un po’ di chiarezza

Pagina otto dell’edizione di mercoledì quattordici giugno del Manifesto riporta, di spalla, un articolo – a forma Yurii Colombo – sul tema delle proteste contro il Governo della Federazione Russa, e degli avvenimenti che ne sono seguiti; il suo titolo è: «Sinistra contro Navalny “Non è diverso da Putin”».

All’interno del pezzo viene data voce a personaggi legati a formazioni poltiche sconosciute o quasi, quali Sinistra Aperta, Movimento Socialista Russo; come giustamente scrive l’estensore dello scritto, nel mondo della sinistra russa il blogger Aleksej Anatolevic Navalny – questo il suo nome per esteso – non è certamente amato.

«E’ rimasta ancora aperta la ferita del 2012 quando la vivace galassia di “stalinisti di sinistra”, trotskisti e anarchici collaborarono con il suo movimento contro le frodi elettorali. Ma quando la repressione si fece dura Navalny si rifiutò di solidarizzare con gli arrestati in nome della legalità».

A parte il fatto che, visto il comportamento tenuto dal “signorino”, sarebbe ben strano se egli fosse tutt’ora considerato un punto di riferimento per chi contesta Vladimir Vladimirovic Putin, a chi scrive farebbe piacere sapere chi sarebbero quelli che il Colombo definisce gli “stalinisti di sinistra”.

Sì, perché i trotzkisti – ed il quotidiano romano di via Bargoni 8 è storicamente legato a questo pensiero che, assolutamente a torto, si autodefinisce “comunista” – da sempre etichettano come seguaci del compagno Stalin tutti coloro che rappresentavano il potere nell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.

Poco importa a lorsignori se suona particolarmente ridicolo definire così le varie dirigenze che si sono susseguite a Mosca dopo la morte del magnifico georgiano: dal 1956 in avanti, da quando il bugiardo cronico Nikita Sergeevic Krusciov ottenne la carica di segretario generale del Partito Comnista dell’Unione Sovietica, vi fu la destalinizzazione.

Dal ventesimo congresso, e dall’arcinoto Rapporto segreto, è falso e del tutto fuorviante dare ad intendere che certi brutti personaggi siano legati al pensiero e all’opera del compagno Stalin: costoro erano semplicemente arrivisti che, pur di salire i gradini della scala sociale, hanno sputato fango sul grande dirigente che difese e sviluppò in maniera mirabile il marxismo-leninismo.

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