no alla missione imperialista e neocoloniale in libia. costruiamo insieme una giornata nazionale di lotta. proletari comunisti-pcm italia. info: pcro.red@gmail.com

Il governo Gentiloni vara un decreto e dà il via, facendo già partire le prime navi, alla missione più volte annunciata, imperialista e neocoloniale, in Libia.
Questa missione è già in atto da tempo nei suoi preliminari, da parte delle autorità militari, al di fuori di ogni controllo parlamentare sulla sua natura, sulla sua dimensione e i suoi costi. Ora però parte davvero, e martedì il Parlamento – pro o contro Gentiloni, ma tutto in larga maggioranza a favore dell’azione dell’imperialismo italiano e contro i migranti – darà facilmente, al di là del teatrino e della fiera di parole, il sì alla missione.
La partenza immediata della missione è legata al neo attivismo dell’imperialismo francese che ha trovato nel fascio populista in doppio petto, Macron, il suo interprete, in un quadro a breve, medio e lungo periodo.
Macron sul breve periodo punta a dar forza all’imperialismo francese, in economia, in politica e sul piano militare, raccogliendo l’intera piattaforma della Le Pen e la canea nazional-imperialista del nuovo Parlamento, scaturito dalle elezioni. dove anche l’opposizione di sinistra di Melenchon è assai sensibile al ruolo e agli interessi economici e neocoloniali dell’imperialismo francese.
Nel medio periodo, Macron punta a diventare un effettivo co-partner della Germania imperialista e contenerne le mire da neo superpotenza della Merkel, non esitando a stabilire nello stesso tempo un asse privilegiato con l’imperialismo americano del fascio imperialista Trump.
Gli imperialisti Usa sanno bene che l’alleanza di ferro con l’imperialismo britannico post-Brexit non è sufficiente a contenere l’ascesa ‘europeista’ della Germania e, quindi, l’asse con Macron rispecchia la convergenza, temporanea e di lungo periodo Usa/Francia.
E’ importante comprendere questo scenario se si vuole inquadrare correttamente il forte attivismo di Macron sulla Libia e il Mediterraneo, che riprende in forma quasi parallela il periodo di Sarkozy che era stato, secondo la stessa logica, il capofila dell’aggressione militare e poi dell’invasione della Libia e che aveva portato alla caduta di Gheddafi e creato il disordine per bande attuale.
E’ chiaro che l’imperialismo italiano è quasi costretto ad attivarsi e ad accelerare il suo intervento, per dimostrare il suo peso e poter trarre da questa missione non solo i danni imposti dagli imperialisti maggiori ma i vantaggi indispensabili alla sua presenza e peso nell’area.
Naturalmente, l’imperialismo italiano, con o senza la pressione di Macron, interviene per i suoi interessi, l‘Eni resta la principale multinazionale presente in Libia. 
Ma è sbagliato vedere in questa missione solo gli aspetti economici e limitarsi, come molti anche nel nostro campo fanno, a denunciare questo.
La missione in Libia è chiamata “antiscafista” e per ‘l’emergenza immigrazione’ che ha attualmente la Libia come scenario principale.
E’ falso è che essa sia una missione antiscafisti;  i veri scafisti sono i governanti libici, in tutte le loro sfaccettature, essi sono i responsabili oggettivi dei barconi e della gestione del flusso di migrazione con la orrenda catena: i lager in cui i migranti vengono messi, la rapina a mano armata a cui i migranti vengono sottoposti per poter partire e infine l’organizzazione dei “viaggi della speranza” che si trasformano in  viaggi di morte e disperazione.
Allearsi con i rappresentanti delle diverse fazioni in Libia dei signori della guerra è allearsi con gli scafisti, dietro gli scafisti ci stanno gli interessi economici dei governanti straccioni, per i quali è indifferente mandare i migranti a morire in mare o massacrarli all’interno.
L’intervento dell’imperialismo italiano su richiesta, per modo di dire, dei due servi macellai libici, è un’alleanza contro i migranti, è un crimine imperialista!
Questo intervento invece di salvare mira a respingere e far morire tanti più migranti; questo intervento, come ogni intervento di guerra, spinge le masse povere e oppresse di tutta l’area a fuggire ancora di più, aumentando quindi l’ondata di migranti.
C’è un nesso strettissimo, tra respingere l’intervento imperialista italiano e battersi per l’accoglienza, la solidarietà, la libera circolazione per i migranti.
L’intervento imperialista ha poi lo scopo di militarizzare le Ong, renderle un anello della catena non dell’accoglienza ma del respingimento dei migranti. La Marina e i militari che partecipano a questa missione, per la loro stessa funzione sono predisposti ai crimini contro i migranti o, come è giusto dire,  ai crimini contro l’umanità.
Nel merito la missione è una missione di guerra, le consegne sono di guerra e, in quanto tali, sono contro l’Art. 11 della Costituzione che, in attesa di essere apertamente cancellata secondo il “Renzi style”, è allegramente violata e considerata carta straccia.
Infine i costi. Si parla di 20milioni di euro da qui alla fine dell’anno, ma, come abbiamo già scritto in altri articoli, sono 20milioni di euro aggiuntivi allo straripante bilancio della Difesa. sottratti alle spese sociali e ai fondi per il lavoro
La missione di guerra comprende navi, aerei, elicotteri, sommergibili, non meno di 1000 militari di esercito e Marina, con relative forze speciali. Queste forze militari si aggiungeranno ai nuovi ascari degli eserciti dei signori della guerra libici, a cui, come tradizione nelle missioni imperialiste, sarà affidato parte del lavoro sporco, lautamente foraggiato.
Tocca ai comunisti, agli antimperialisti, a tutti quelli che sono contrari alla guerra fare subito controinformazione con tutti i mezzi, tenendo conto che qui la controinformazione principale, necessaria è quella che va diretta a operai e masse popolari che non sono certo raggiunte da internet, facebook e altri mezzi di questo tipo e che invece sono il recipiente su cui si rovesciano i mass media televisivi, dei giornali, ecc. per convincerli, deviarli e passivizzarli, usando l’argomento principe dell’immigrazione.
La missione imperialista non è che all’inizio. Essoa prevede e porta inevitabilmente a un insediamento militare stabile in Libia, e non solo in Libia, ma anche in Ciad, Niger;  prevede hotspot, campi di concentramento che gli imperialisti presidieranno direttamente;  prevede un legame delle truppe imperialiste con le bande, asservite ai diversi paesi imperialisti e ai diversi regimi della fascia nord africana, Egitto, Tunisia, ecc.; prevede una guerra diretta verso Isis che, non tra i migranti, ma nei territori da cui i migranti fuggono conduce una guerra come banda tra bande.
Comunque la Libia è un verminario, comunque le truppe imperialiste e quelle italiane in primis saranno costrette a scendere a terra nel prosieguo della missione, comunque le truppe imperialiste, e gli italiani tra esse, sono destinate ad affondare nel pantano libico; comunque le masse libiche non hanno mai scordato il feroce e criminale dominio fascista e odiano le truppe italiane. Comunque le masse libiche, se vorranno difendere vita, condizioni e futuro, dovranno combattere le truppe imperialiste e quelle italiane.
Noi comunisti appoggiamo la resistenza popolare contro l’imperialismo italiano e sosteniamo ogni colpo che venga assestato alle truppe imperialiste impegnate in questo nuovo, sciagurato intervento.
no all’invio delle navi – fuori le truppe imperialiste dalla libia
COSTRUIAMO INSIEME UNA GIORNATA NAZIONALE DI LOTTA IN TUTTO IL PAESE E IN PARTICOLARE AL SUD, LEGATA ALLA SOLIDARIETA’ E ALL’ACCOGLIENZA DEI MIGRANTI.

proletari comunisti – PCm Italia
luglio 2017

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