egregio “signor” marco bucci, sindaco di genova…

La mattina del 20/07, nei pressi della stazione di Voltri, dinanzi ad una dozzina di residenti festanti, è stati sgombrato dalle forze dell’ordine, in divisa antisommossa, un giaciglio di fortuna dove avevano trovato dimora 4 cittadini italiani: 2 uomini, apparentemente sulla sessantina, una donna all’incirca loro coetanea, ed un signore pressappoco sui 45 anni. Come tutti i senza tetto non assistiti adeguatamente dai servizi sociali, né del Comune né tantomeno da quelli della Caritas, avevano scelto la loro dimora dove si sentivano in qualche modo più sicuri, riparati dalle intemperie e da occhi indiscreti: principalmente da quelli di vagabondi portati a delinquere e senza scrupoli… qualche materasso, raccolto da qualche discarica, un fornelletto dove poter cucinare qualcosa, acquistato con i pochi soldi elemosinati durante il giorno, qualche sacchetto di plastica, come valigia di fortuna dove custodite si trovano le poche cose che ricordano una vita diversa, e tanta spazzatura… la loro colpa? Aver subito uno sfratto esecutivo ed essersi forse arresi troppo presto a dover finire cosi i loro giorni. Il primo cittadino appena insediatosi si è impegnato a combattere l’abusivismo e l’accattonaggio, promettendo che avrebbe ripulito le strade da ogni forma di accampamento. Come in tutte le cose bisognerebbe risalire alla base di ogni problema, perché non sempre quelli che lei chiama “bivaccati” sono persone da cui difendere la propria città (e anche qua affronteremo il tema a suo tempo): ci sono molte persone che sono costrette ai margini della società, che si vergognano della vita che sono costretti a fare, ma rimangono in silenzio cercando di essere invisibili, per non disturbare che intorno a loro ne vive una normale. Chi, l’altra mattina, applaudiva davanti a della povera gente complimentandosi con i rappresentanti della circoscrizione, non sa che il primo cittadino non ha risolto il problema di nessuno: i cittadini, che probabilmente hanno sollecitato tale intervento, non possono dirsi soddisfatti perché il problema è stato solo spostato – magari dalla stazione a via Camozzini, o magari nei nuovi giardini di Pra – e per quella povera gente resta l’incubo di un inverno che incombe. Signor Sindaco, di famiglie per la strada ce ne sono tante: non sarebbe ora che attivassimo un servizio sociale efficiente che si prenda cura nella giusta maniera dei problemi della gente?

(M.F.)

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