ecco il piano per respingere i migranti: un piano che aumenterà i morti in mare e le detenzioni/torture nei campi di concentramento in libia (da proletari comunisti)

E’ il decreto Minniti che trova ora attuazione. Esso rovescia nettamente la questione, mettendo al centro non il salvataggio e l’accoglienza dei migranti ma il loro respingimento, espulsione. 
Per questo la parola passa agli strumenti militari/repressivi, verso i migranti e anche verso le Ong; che comporterà all’interno un aumento degli hotspot in cui come viene detto chiaro devono “migliorare le capacità di detenzione”, l’obbligo, con le violenze già documentate, delle registrazioni; mentre nel mare porta ad una evidente restrizione dei soccorsi, usando controlli, autorizzazioni per allungare tempi di salvataggio.
L’altro aspetto, già presente nel decreto Minniti, è il rafforzamento degli accordi, finanziamenti, verso i regimi, Libia, ma non solo, dove i migranti devono subire infinite torture, detenzioni inumane, stupri, ecc, e dove le forze militari e guardia costiera libica, che vengono armate, finanziate dall’Italia e dalla UE e che dovrebbero fare da garanti, sono legate ai trafficanti dei migranti o sono direttamente responsabili di violenze contro i migranti, anche bambini.  

Per i migranti questo piano è l’annuncio di una “condanna a morte” per tanti, tanti di più, sia nel cimitero dei mari, sia nei campi di concentramento della Libia, e di immane sofferenze per gli tutti gli altri. 

L’Italia cerca di avere ragione di questo piano, lamentandosi di essere stata lasciata sola dagli altri paesi europei. Se questo è anche vero, visto che l’Europa è fatta da cani imperialisti che si vogliono sbranare a vicenda per lasciare solo l’osso agli altri; il nostro, da paese imperialista qual’è, è pienamente in prima fila in questo attacco ai popoli. Minniti aveva già fatto il piano antimmigranti e la campagna strumentale contro le Ong era stata messa a punto già da mesi per arrivare alle conclusioni di oggi.

Per i proletari, le masse popolari italiane, quindi, il primo nemico contro cui elevare la nostra lotta, denuncia resta l’imperialismo italiano, all’interno dell’unità internazionalista di proletari e popoli oppressi contro tutti i paesi imperialisti, capitalistici europei.

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(da Repubblica) – Tra le misure, che costituiranno la base per le discussioni nel Consiglio Giustizia e Affari Interni informale che si terrà a Tallinn, in Estonia, c’è la disponibilità di una squadra di reazione rapida di oltre 500 esperti in rimpatri della Guardia Costiera e di Frontiera Europea, “pronta ad essere dispiegata alla richiesta dell’Italia” e l’aumento dei fondi destinati alla gestione delle migrazioni, con 35 mln di euro addizionali pronti ad essere smobilizzati “immediatamente”. All’Italia si chiede di attuare rapidamente la legge Minniti creando ulteriori hotspot per la registrazione e migliorando le capacità di detenzione.

• FONDO PER L’AFRICA 
La Commissione Ue sollecita anche gli Stati membri a contribuire maggiormente al Fondo per l’Africa, mobilitando ulteriori 200 milioni e garantendo un finanziamento analogo per il 2018 e oltre… Tra le altre cose previste: sostenere i rimpatri dei migranti irregolari dall’Italia. Assicurare la piena mobilitazione delle agenzie europee dell’asilo (Easo) e delle frontiere (Frontex), lanciare un nuovo programma di reinsediamento dai campi profughi nei paesi di transito, lavorare con la Libia i paesi del Sahel per un miglior controllo delle frontiere meridionali della Libia, aumentare gli accordi per i rimpatri nei Paesi di origine.

• RIMPATRI
All’Italia Bruxelles chiede di accelerare sui rimpatri, applicando procedure veloci e avvalendosi dei motivi di inammissibilità. Si raccomanda inoltre di elaborare un elenco nazionale di paesi di origine sicuri, emettendo decisioni di rimpatrio in contemporanea con quelle sull’asilo, valutando la possibilità di utilizzare restrizioni in materia di residenza, ed evitando di fornire documenti di viaggio ai richiedenti asilo.

• AREE SALVATAGGI 
La Commissione europea si impegna a sostenere “l’organizzazione di un Centro di coordinamento per i salvataggi in mare pienamente operativo in Libia”. Un rafforzamento ulteriore della capacità delle autorità libiche sarà garantito con un progetto da 46 milioni di euro preparato in modo congiunto con l’Italia.

• SBARCHI NEI PORTI
Sulla Richiesta italiana di condividere con altri Paesi lo sbarco nei porti dalle navi delle ong cariche di migranti (non accolta da Francia e Spagna) il vicepresidente della commissione Timmermans ha detto di sostenere pienamente lo sforzo in corso dell’Italia “ma abbiamo anche altri 27 Stati membri che forse hanno delle altre idee: vedremo giovedì alla riunione dei ministri dell’Interno che cosa possiamo fare: io ho piena fiducia nei piani di Minniti”. È chiaro, però, che “sui ricollocamenti dei rifugiati possiamo procedere più velocemente”.

 EGITTO, TUNISIA E ALGERIA NEL SEAHORSE
Egitto, Tunisia e Algeria si uniscano al Seahorse Mediterranean Network”, programma che mira a rafforzare la sorveglianza sui confini libici, implementato da sette Stati (Spagna, Italia, Malta, Francia, Grecia, Cipro e Portogallo). In più, secondo la Commissione, Tunisia, Libia ed Egitto dovrebbero “dichiarare le proprie aree di ricerca e soccorso e stabilire formalmente un Centro di salvataggio e coordinamento marittimo”.

• REINSEDIAMENTI
La Commissione Europea lancia un nuovo programma di reinsediamenti di richiedenti asilo attualmente in Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan, insieme all’Unhcr. Il programma dovrebbe contribuire a ridurre il cosiddetto ‘pull factor’, il fattore di attrazione, aprendo vie legali per arrivare in Europa alle persone bisognose di protezione internazionale che si trovano in quei Paesi.

• ONG
L’Italia dovrebbe preparare un codice di condotta per le ong che effettuano attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. Si legge nel Piano d’azione della Commissione Ue per alleviare la pressione migratoria sull’Italia. La Guardia costiera è stata incaricata di passare dalle parole ai fatti. Nel regolamento ci saranno le nuove prescrizioni che le Ong dovranno rispettare, in termini di trasparenza sui finanziamenti, sulle spese, e sulle dotazioni, per essere accreditati presso la Guardia costiera. Chi non le rispettasse, potrebbe vedersi negato l’attracco in un porto italiano. Addirittura qualcuno ipotizza il sequestro delle navi inadempienti. Inoltre viene ristretta l’area in cui le navi delle Ong potranno salvare i migranti, non si potranno avvicinare alle coste libiche.

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