sciopero negli stabilimenti fiat chrysler automobili srbija (fca) a kragujevac (da slai cobas sc)

BELGRADO. La festa grande per il lancio della produzione della nuova 500L, a fine maggio, sembra ormai lontana. E oggi, più che tempo di celebrazioni, c’è maretta, negli stabilimenti Fiat […]
Gli operai hanno incrociato le braccia per uno sciopero generale, che era stato annunciato nei giorni scorsi dai sindacati e che era stato preceduto tra lunedì e venerdì della passata settimana da ben due scioperi “dimostrativi”, di un’ora ciascuno, per segnalare l’agitazione e rendere manifesti i mal di pancia delle tute blu serbe. Le modalità le ha comunicato il Samostalni Sindikat, che ha precisato che i lavoratori avrebbero dovuto presentarsi in fabbrica sul posto di lavoro e poi «non lavorare». «Non vogliamo essere una forza lavoro a basso costo, «lavoro decente, paghe decenti».
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Fca, Griseri: “Marchionne promette un ‘piano sociale’ e l’azzeramento del debito” Piena occupazione entro 2018 e abolizione dell’indebitamento industriale: sono le due promesse dell’ad di Fca Sergio Marchionne dal Consiglio Italia-Usa, al Lido di Venezia. Ora vanno definite le nuove produzioni degli stabilimenti italiani. Si ipotizza un nuovo modello Alfa Romeo a Pomigliano e un suv a Mirafiori. Si aggiungerebbero alla Jeep Compass che viene costruita a Pomigliano

Forte l’adesione. Secondo quanto comunicato dal presidente del Sindacato indipendente, Zoran Markovic, e riportato dall’agenzia di stampa serba Beta, «circa 2.000 lavoratori del primo e secondo turno» hanno aderito allo sciopero, il 90% circa, mentre 250 colletti bianchi hanno deciso di non sostenere la lotta. Una percentuale alta di partecipazione allo sciopero che, secondo Markovic, ha causato l’interruzione della produzione nei gangli degli impianti, dal montaggio alla logistica, passando per la verniciatura e la carrozzeria. Lo stesso Markovic, in precedenza, aveva confermato che la battaglia principale è quella per lo stipendio, da far salire dagli attuali 38.000 dinari a 45mila mensili, in una fabbrica che l’anno scorso ha prodotto 85mila veicoli, un target che è stato confermato anche per l’anno in corso malgrado «l’uscita di circa mille lavoratori» dalla Fiat, ha precisato Beta. E «vogliamo l’ingresso di nuovi operai o una diversa organizzazione del lavoro» ha spiegato il sindacalista, considerato che oggi «un lavoratore deve compiere più operazioni».

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