sulle politiche agricole in liguria

Testa di Cavallo è una località a vocazione prettamente agricola del quartiere genovese di Coronata, una porzione di territorio che insiste sulle alture di Cornigliano: qui si trova, in via Monte Guano 8, il Parco Educativo Sperimentale delle Energie Alternative.

All’interno di questo polmone verde si tiene, sabato ventiquattro giugno, una giornata dedicata all’agricoltura contadina, con l’esposizione da parte dei produttori di ciò che ricavano dai loro terreni: parallelamente ha luogo anche la parte politica della vicenda, con un programma intitolato «Viaggio in Valpolcevera. Menestrun, cundiggi-un, e discursci» (in italiano “Viaggio in val Polcevera. Minestrone, condiglione e discorsi, n.d.r.).

Di particolare interesse è l’incontro che si tiene a partire dalle ore 15:00 e che affronta il tema: «Confronto sulle prospettive emergenti e le politiche agricole adottate dalle nostre amministrazioni pubbliche»; partecipa l’assessore regionale alle Politiche agricole, il legaiolo Stefano Mai.

Apre l’incontro Luigi Previati, presidente del Comitato per lo sviluppo rurale in val Polcevera che, seguito poi da Giovanni Parodi – altro membro della stessa organizzazione – presenta il progetto di rilancio del’agricoltura contadina nei vari Comuni che compongono la valle ponentina genovese.

Si tratta di produrre e commerciare, attraverso la creazione di appositi mercatini, prodotti della filiera corta che permettano ai produttori di vivere dignitosamente ed ai consumatori di nutrirsi in maniera genuina: per questo è in atto anche un progetto rivolto agli studenti, principalmente delle scuole medie inferiori, volto a sensibilizzarli verso il consumo di cibo sano e genuino.

Nel frattempo, il politicante passa il suo tempo a giocare con il proprio cellulare, dando la netta impressione di non essere affatto interessato a quanto viene detto nei vari interventi; bisogna dire che in effetti, appena prende la parola con il suo perenne sorrisino sarcastico stampato sul viso, conferma la sgradevole sensazione.

Non a caso, in luogo di occuparsi delle problematiche che attanagliano i produttori locali, egli si occupa di quanto accaduto recentemente in altre zone della regione; in sostanza fa un bello spot pubblicitario ad uso e consumo del suo schieramento politico, ma per una fetta cosistente del suo sproloquio non dà alcuna risposta agli interlocutori.

D’altronde, quando finalmente si addentra nelle questioni poste sul tavolo da coloro che lo hanno invitato, egli non riesce a scrollarsi di dosso l’impressione di essere un personaggio ignorante ed incapace, limitandosi a vaghe promesse circa la futura informatizzazione delle informazioni – non solo sulla produzione agricola, ma su tutto ciò che può interessare evenutali turisti – a livello regionale.

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