voto utile o voto a perdere?

Oggi Genova va al ballottaggio per decidere chi sarà sindaco, e da chi sarà governata. Un voto importante per una città che sembra rassegnata al suo declino. Una città che agli inizi degli anni 60 viene governata dalla sinistra, e arriva ad essere la capitale italiana del lavoro. Dagli anni 90 è governata dal centro sinistra e (a mio modesto parere) è stata amministrata come un condominio, vivendo alla giornata e non guardando al futuro: senza un progetto valido per il futuro. Purtroppo grandi aziende hanno lasciato la città è hanno investito in altri posti, senza che l’amministrazione comunale intervenisse o lavorasse per un cambio di rotta. Oggi Genova purtroppo si ritrova così immersa nell’immobilismo, e nel degrado, che spesso esce fuori e non è un bel biglietto da visita per il turismo. Oggi si sceglie tra due candidati: Bucci e Crivello. Il primo è avvantaggiato, sia per il risultato della primo turno elettorale, sia perché può presentare un programma elettorale diverso dal suo sfidante. Il secondo è tanti anni che risiede in Comune e, a sentirlo parlarea mi dispiace ma non riesce a infiammare la passione per andarlo a votare. Chiede il voto per rilanciare Genova? Ma come? Ma in questi anni che risiede in Comune non mi sembra che sia mai uscito dalla linee della maggioranza, portando idee nuove: anzi, è sempre stato nei ranghi come un bravo soldatino. Dice che se perde vincono le destre? Mandare un appello del genere da Genova medaglia d’oro alla Resistenza è un invito particolare, diverso da altre città. Perché Genova ha radici per fortuna di sinistra, è ancora una citta che ha la solidarietà e una tradizione fortemente operaia. A lui per questo appello si aggiungono altri personaggi illustri anche a livello nazionale: vedi Cofferati. Loro mi dovrebbero spiegare se è veramente di sinistra salvare le banche con soldi pubblici, e se è così tanto di sinistra il lavoro interinale, co.co.co., lavoro precario, e il Jobs Act. Un centro sinistra che a mio modesto parere ha perso la bussola e non ascolta più la sua gente né la sua base. Perché dico questo: a Genova al 1° turno ha votato poco meno del 50%, e oggi non credo si possa raggiungere il 35%. Il centro sinistra va spedito, ma verso uno scollamento netto con la sua base elettorale; a meno che non incominci a lavorare per una svolta a sinistra e torni a dialogare con i lavoratori e con la propria base. Comunque per Genova serve un vero sindaco capace, che non faccia l’amministratore di condominio ma progetti un vero progetto  che guardi al futuro delle nuove generazioni: altrimenti Genova continuerà il suo lento declino.

(M.P.)

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