allora esistono ancora, purtroppo…

L’edizione di Targato CN di sabato quindici ottobre rivela, a firma Alessandro Nidi, una cosa sconcertante: non solo esistono ancora i liberali – si ricorderanno gli ex ministri Renato Altissimo e Giovanni Malagodi, per buttare lì due nomi a caso – ma addirittura fanno anche delle feste; è accaduto la mattina dello stesso giorno in cui è stato pubblicato il pezzo.

Qualcuno penserà che una kermesse che dura mezza giornata non sia neppure da prendere in considerazione: invece non è così, perché il parterre des rois era ricco di gentaglia le cui gesta non devono né possono passare sotto silenzio; eh sì, perché – tra il centinaio scarso di presenti, anche se il giornale ne raddoppia abbonadantemente il numero, al Gala Palace di Frabosa Sottana (Cn) – ci sono alcuni dei peggiori personaggi che scaldano i banchi delle assemblee elettive nazionali, fingendo di essere competenti in qualche materia di interesse nazionale.

Si riconosce Maurizio Lupi, il diversamente forzitaliota – ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – silurato per la vicenda dell’orologio da Euro 10.350,00 che il faccendiere Stefano Perotti aveva regalato al figlio Luca per sbloccare il subappalto dei lavori sulla linea ad alta velocità ferroviaria Brescia-Verona; c’è poi l’ex sindaco di Asti – dal 7 giugno 1998 al 9 giugno 2002 – nonché ex europarlamentare forzitaliota, eletto nel 1994, Luigi Andrea Florio, mentre non può mancare il sindaco ospitante, Adriano Bertolino, e fa capolino anche il diversamente forzitaliota, ex consigliere regionale, avvocato Pierluigi Marengo.

L’unico intervento degno di nota è, però, quello del ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Locali con delega alle Politiche per la Famiglia, il diversamente forzitaliota Enrico Costa, che conclude l’incontro con uno sproloquio degno della peggiore tradizione democristiana; ecco ciò che il Nidi trascrive nel proprio articolo: “Desidero ricordare innanzitutto alcuni valori propri del nostro modo di essere. Essi sono: la competenza e il merito, la concorrenza e il libero mercato, il rigore nella spesa, la tutela del risparmio, la lotta ai privilegi, la difesa della proprietà, la certezza della pena, il diritto ad un giusto processo, l’equità e la certezza fiscale, il rispetto del signor cittadino, le privatizzazioni, la semplificazione della pubblica amministrazione, l’unità nazionale”.

Ca va sans dire che, di tutti i punti elencati, quelli che interessano veramente questa pletora di opportunisti sono ben pochi: certamente non la competenza ed il merito – dei quali sono totalmente privi – ma nemmeno la lotta ai privilegi, visto che non risulta abbiano mai rinunciato agli innumerevoli benfit che fanno da contorno al già esorbitante appannaggio di cui godono, e neppure la concorrenza visto che i suoi primi nemici sono da sempre coloro che si professano liberali ma nella realtà aspirano ad essere monopolisti nel loro campo di azione.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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