comunicato di risposta al sindaco cerialese su questione migranti (da antifa savona)

In data 12 agosto 2016 è apparso su La stampa un articolo inerente il summit di Carcare sulla questione migranti.

E’ stato riportato l’intervento del sindaco di Ceriale il quale afferma che la residenza bisogna darla a chi veramente si conosce e risiede effettivamente nel comune, senza risparmiarsi affermazioni populiste indegne, (basandosi sul dato di fatto che il primo cittadino dovrebbe conoscere gli argomenti di cui parla, altrimenti optare per il silenzio) atte a scaturire la ormai nota ghettizzazione dei migranti, che tanto fomenta le menti più becere dando luogo ai sempre più numerosi episodi che riempono le pagine della cronaca.

Agli atti nel paese di Ceriale vivono da più di un anno ben 16 migranti, diventati 22 da circa 2 mesi, ad oggi senza residenza e carta d’identità.

Ci è parso doveroso intervenire, dato che comune e giunta latitano nei fatti e abbondano a sproposito nelle parole.

Inviamo il nostro  comunicato in risposta alle parole del primo cittadino chiedendone la pubblicazione.

Cordiali saluti.

Comunicato: 

Al Sindaco Fazio(SO)

Dopo aver letto l’articolo apparso su LA STAMPA in data 11 Agosto 2016, alcune considerazioni sull’intervento del suddetto sorgono spontanee, ma in primis doverose.

Lo stesso afferma “Le carte d’identità si dovrebbero rilasciare a chi è davvero residente e si conosce”.

Nel paese di cui egli è il primo cittadino, da circa un anno sono presenti 16 migranti provenienti dall’area africana: Senegal, Gambia, Costa D’Avorio, Ghana, Guinea Bissau e Nigeria.

Ci domandiamo qual è la quantità di tempo necessaria ad un sindaco per conoscere i propri cittadini e rilasciare residenza e documenti.

Abbiamo tralasciato volutamente il discorso qualitativo, in quanto il sindaco e la giunta comunale, non hanno mai dimostrato interesse nei confronti dei migranti cerialesi, come affermato dallo stesso Fazio, che si dice appunto reticente nel rilasciare ciò a cui i migranti hanno diritto e che la specifica legge “antiterrorismo” impone; “antiterrorismo”, illazione spesso utilizzata a sproposito per migranti e solidali.

Non sono mancate al sindaco e alla sua giunta le occasioni per conoscere le storie dei migranti sul nostro territorio, i quali hanno portato la propria testimonianze in una serata organizzata nel centro del paese, aperta a chiunque avesse avuto voglia di ampliare le proprie conoscenze.

Nell’articolo de LA STAMPA non è mancata la risposta dell’ANCI, la quale ha ben specificato che “dare la residenza ad un migrante ospitato in una struttura è un obbligo se non risulta aver già la residenza in un altro comune italiano. La residenza deve essere infatti rilasciata esclusivamente dal comune che l’ha preso in carico. Avere la residenza non significa assolutamente che deve essere preso in carico dai servizi sociali del comune, perché tutto è compreso nella quota giornaliera che viene elargita alla cooperativa.”

Quindi ci domandiamo se l’intervento del sindaco cerialese, al summit di Carcare, non sia dettato da una scarsa conoscenza della legge in vigore, o sia un atto ben specifico e di matrice razzista.

Appare evidente rinfrescare la memoria al sindaco ricordandogli che i migranti arrivano da zone in cui è vigente la guerra, lo sfruttamento del territorio e della popolazione da parte di multinazionali occidentali, con supporto dei vari stati europei oramai non più stati, ma misere strutture operative serve di tali multinazionali e poteri forti.

Queste multinazionali operano sul territorio africano come un nuovo colonialismo, non più nella classica formula a noi conosciuta, vedi Italia in Eritrea, Etiopia, Libia come stato nazione, ma come gruppi di potere atti a dominare le materie prime per i propri interessi capitalistici.

La parola globalizzazione a noi venduta non è altro che imperialismo.

Questi gruppi operano all’interno del territorio africano, fomentando e organizzando colpi di stato, guerre civili e genocidi vari, non solo vendendo a loro le armi, ma depredando il territorio da ogni risorsa, vedasi Libia/Italia ENI oggi, Iraq/USA petrolio ieri.

In risposta al quesito che sembra agitare il sonno del sindaco, suggeriamo di spiegare ai contadini da lui citati, che la pensione che gli stessi percepiscono è anch’essa basata sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, in quanto com’è ben noto e risaputo in queste zone, oramai da decenni, la maggior parte dei braccianti non sono di nazionalità italiana e per questo motivo la loro paga si aggira intorno ai €3 all’ora, PRENDERE O LASCIARE.

Ci viene difficile credere che essendo stato il sindaco presidente della Coldiretti, non sia a conoscenza di questi dati.

Creare e ampliare le lotte sociali sul territorio è necessario per organizzare la resistenza alla nuova fascistizzazione in atto.

Alcune/i Solidali dei migranti per le libertà di movimento,

Gruppo Fuoricontrollo Savona,

Partito Comunista dei Lavoratori (P.C.L.),

Comitato Antifascista Savona,

C.S.A. La Talpa e L’orologio Imperia,

CCCP Casa dei Circoli, culture e popoli Ceriale,

Comitato antirazzista Ceriale.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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