giovedì 19 maggio, isola del cantone (ge): si discute del biodigestore

Si tiene, ad Isola del Cantone, giovedì diciannove maggio a partire dalle ore 17:30 – presso la ex palestra comunale di piazza Vittorio Veneto, ubicata nei fondi dell’Istituto scolastico comprensorio intitolato a Carlo Malinverni – la prima assemblea dell’inchiesta pubblica sull’oportunità o meno di impiantare un biodigestore, gestito dalla società Energa, in località Camposaragna.

I cittadini raccolti attorno all’Associazione Isolese Ambientalista lamentano una serie di pesanti criticità, e con l’appoggio dei residenti del Comune limitrofo di Arquata Scrivia (Al) – ma anche delle amministrazioni locali coinvolte nel progetto, sostenuto in pratica soltanto dalla Regione Liguria – segnalano che: “l’impianto è troppo vicino all’alveo dello Scrivia, con il rischio di contaminazione delle acque in caso di esondazione e/o incidenti, e si segnala l’aumento dell’inquinamento atmosferico causato dai processi di combustione, nonché dai mezzi pesanti che approvvigioneranno il sito, senza contare l’olezzo che si spanderà tutto attorno al biodigestore”.

Il primo intervento della giornata è affidato all’avvocatessa Piera Sommovigo, legale del Comune ospitante, che comunica a tutti gli intervenuti – alcune centinaia di persone – l’indisponibilità dell’amministrazione a continuare il débat pubblique nell’attesa che venga deciso se la Valutazione di Impatto Ambientale sia ammissibile o meno.

A ruota tocca al rappresentante di Energa, tale Gianluca Farina, che sembra cadere dalle nuvole, e sostiene di essere stato informato di questa iniziativa soltanto all’ultimissimo momento: pertanto asserisce di non essere in grado di rispondere nel merito delle questioni che verranno avanzate in questa sede; visto che l’assemblea era stata convocata già da tempo, mi sembra che l’azienda avrebbe potuto attrezzarsi meglio all’evento.

Chi scrive ha avuto l’impressione di un dejà vu: quello del preteso ‘dibattito pubblico’ sulla Gronda autostradale del ponente genovese; lorsignori si sono trovati spiazzati da un dissenso di queste dimensioni, e tracheggiano per avere il tempo di tentare di organizzare una claque che egemonizzi l’inchiesta pubblica e la indirizzi nel modo da essi auspicato.

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