ma quale rivoluzione!

La newsletter del Partito di Alternativa Comunista, giuntami sulla casella di posta elettronica alle ore 10:18 di lunedì venticinque gennaio, è costituita dall’intervista che tale Joseph Daher ha rilasciato a Florence Oppen, scribacchina del sito della Lega Internazionale dei Lavoratori-Quarta Internazionale.

Mi dispiace constatare come, ancora una volta, i sedicenti comunisti del partito fondato dal cremonese Francesco Ricci deformino totalmente la realtà delle cose: non che non sia abituato alle menzogne sparse a piene mani dai traditori trotzkisti, ma questo continuo riferimento a presunte rivoluzioni inesistenti mi infastidisce assai.

Già il titolo è indicativo del taglio di tutto il colloquio, tradotto da tale Matteo Bavassano: “La rivoluzione siriana dopo gli attentati di Parigi e l’offensiva dell’imperialismo e della Russia”; ci si potrebbe limitare a leggere queste due righe, per comprendere il fatto che questi ‘permanentisti’ non hanno capito nulla di ciò che accade nella Repubblica Siriana.

Innanzi tutto quella che è in atto nel Paese che ha come presidente eletto Bashar al-Assad non è affatto una rivoluzione, ma può essere etichettata al più come una rivolta: un sollevamento per capire il quale occorre comprendere la sua natura antipopolare; infatti, chi combatte contro l’esercito regolare siriano non lo fa certamente per amore della democrazia, come sembra invece trasparire dalle dichiarazioni del Daher.

Costui asserisce che gli yanqui “non hanno mai assistito o aiutato i rivoluzionari siriano – l’errore è nel testo originale – a rovesciare il regime di Assad. Esattamente al contrario, gli Usa hanno tentato di arrivare a un accordo con il regime di Assad (o con settori di questo) e con l’opposizione legata all’Occidente e le monarchie del Golfo”.

Non so dire se questo armigero pensi davvero ciò che afferma – gli stessi yanqui, protestando contro i bombardamenti russi che a loro dire erano diretti contro i ribelli e non contro il Daesh, hanno ammesso in maniera palese di addestrare i combattenti anti regime – ma se così fosse sarebbe un clamoroso caso di miopia.

Infine, il riferimento alle petromonarchie, che “non sono per niente rappresentative del movimento delle masse popolari e sono assolutamente corrotte”, pur essendo palesemente vero, non esime i combattenti anti regime dal ruolo di succubi manovrati dall’imperialismo occidentale.

La rivolta contro Bashar al-Assad ha, come unico e vero obiettivo, quello di sostituirlo con un governo fantoccio nelle mani dell’imperialismo: le richieste di democrazia, che arrivano dalla popolazione siriana, non interessano affatto lorsignori, e chi si schiera con essi si pone obiettivamente dalla parte della reazione, non del progresso sociale.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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