la federazione rifondarola genovese ricorda il 30 giugno 1960

Lunedì ventinove giugno – a partire dalle ore 20:30, presso il circolo rifondarolo di piazza Romagnosi 3 cancello, a Genova – si tiene un’iniziativa per ricordare i moti di piazza che, il 30 giugno 1960, portarono all’annullamento del previsto congresso del Movimento Sociale Italiano, la formazione politica che, nel dopoguerra, prese il posto del defunto Partito Nazionale Fascista.

I relatori della serata sono: Giordano Bruschi, già partigiano – eminente figura storica della sinistra cittadina – ed il saggista Franco Ferrari.

L’incontro si apre con l’intervento del Bruschi che ripercorre gli avvenimenti di quella storica giornata: lo fa con tanta enfasi, e giusto orgoglio, da provocare – come reazione spontanea – alcuni minuti di applausi in piedi da parte delle decine di convenuti, che così facendo ne interrompono il discorso.

Al termine di questa autentica ovazione, lo stesso ex segretario provinciale rifondarolo conclude leggendo un passo dell’arringa difensiva di Umberto Terracini – all’epoca dei fatti avvocato difensore degli imputati (che furono condannati – “per una vendetta di Stato”, come precisa il Bruschi – a complessivi quarantasei anni di carcere) – nel quale si citano le zone della città da dove maggiormente venivano gli insorti, ponendo particolare enfasi sul fatto che molti di questi fossero di Marassi, proprio il quartiere dove ha luogo la manifestazione.

Conclusa la prima relazione, la parola passa al Ferrari; costui tratteggia la storia di quegli anni in cui governava la peggiore Democrazia Cristiana: quella degli Amintore Fanfani, dei Mario Scelba, e del presidente Giovanni Gronchi.

A proposito di quest’ultimo precisa che  inzialmente egli era visto con favore per il fatto che provenisse dalla ‘sinistra’ democristiana; è un fatto però che, durante il suo mandato,  avvenne la riabilitazione della formazione neofascista, in funzione anticomunista, fino a farle fare da stampella al governo dell’ex ministro degli Affari interni, Fernando Tambroni.

Infine, chiude il suo intervento dicendo che il 1960 fu l’anno del ritorno dell’antifascismo; questo anche grazie all’irruzione, sulla scena politica, della nuova gioventù: quella così ben rappresentata dai ‘ragazzi dalla maglietta a strisce’, che per motivi anagrafici non aveva fatto la Resistenza, ma che avrebbe in seguito dato vita al sessantotto.

Il successivo dibattito è assai deprimente; i due interventi esulano totalmente dal tema della serata: Giuliano Giuliani invita alla presentazione, il prossimo diciotto luglio alle ore 18:00 a palazzo Ducale, di un libro su taluni personaggi ambigui delle forze dell’ordine che – dall’assassinio, avvenuto in Somalia nel 1994, di Ilaria Alpi e Milan Hrovatin – hanno fatto fulminea carriera, mentre Carlo Scarfò introduce la questione del sostegno alla popolazione greca.

Le conclusioni sono affidate ad un dirigente locale rifondarolo: egli ritiene questo incontro fondamentale “per coltivare la memoria e rimettere in moto il pensiero comunista”: qualunque cosa ciò voglia dire, aggiungo io, visto che ciò che attua Rifondazione nulla ha a che fare con la prassi ed il pensiero comunista.

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2 risposte a la federazione rifondarola genovese ricorda il 30 giugno 1960

  1. Davide ha detto:

    ‘Sto Scarfò è più revisionista di quanto si possa immaginare:
    fautore dello ius sanguinis (Blut und Boden): http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=3649#comment-13345

    fautore del “refugees unwelcome”: https://www.facebook.com/groups/280607759886/permalink/10154364674959887/

    e auspica pure che il suo partito adotti il programma dei neonazisti di Alternative für Deutschland: https://www.facebook.com/groups/280607759886/permalink/10154100687974887/

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