sarà una delusione cocente per il popolo greco

Domenica venticinque gennaio è una data a suo modo storica, almeno se si guarda agli avvenimenti degli ultimi vent’anni; un Paese dell’Unione Europea, specificamente la Grecia, vota per il rinnovo del Parlamento nazionale e risulta vincitrice una forza di ‘sinistra’: la Coalizione della Sinistra Radicale, altrimenti conosciuta come Syriza, guidata dal giovane Alexis Tsipras.
La vincitrice della tornata di consultazione popolare è una lista che raggruppa alcune piccole formazioni di estrazione varia; socialdemocratici, ecologisti, trotzkisti, sedicenti maoisti: in sostanza un’accozzaglia ideologicamente indefinita.
Lo ‘azionista di maggioranza’ è però ben chiaro; esso è rintracciabile nella ragione sociale della radio di riferimento: essa risponde al nome di Kokkino – in italiano Rosso – ed è omonima ad uno dei gruppi trotzkisti che compongono l’alleanza.
Con queste premesse sembra ovvio che quella appena nominata non possa che essere una compagine governativa vicina ai bisogni degli strati sociali più bassi della popolazione, e nel contempo assai lontana dai diktat della Banca Centrale Europea: in fondo, con 149 seggi su 300, mancano soltanto due voti per poter attuare liberamente le politiche promesse in campagna elettorale.
Questo anche perché, considerato che i suoi alleati naturali – il Partito Comunista Ellenico (Kke) – hanno ben quindici rappresentanti nelle istituzioni centrali, non dovrebbero esserci problemi di sorta per mettere insieme un governo di sinistra, per quanto di carattere riformista.
Il problema è che la formazione guidata da Dimitri Koutsoumpas non intende assolutamente partecipare ad un esecutivo che gestisca semplicemente il sistema vigente, e così Tsipras ed i suoi si rivolgono altrove a cercare il supporto necessario: lo trovano nella formazione Anel-Greci Indipendenti (http://anexartitoiellines.gr).
Solo che quest’ultimo partito non è sicuramente catalogabile come ‘sinistra’: si tratta di un gruppo della destra euroscettica; con questo quadro è assai difficile che Syriza possa dare seguito alle promesse fatte in campagna elettorale, e deluderà certamente le aspettative dei proletari greci.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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