dal compagno eros barone del circolo culturale proletario di genova. ricordo del compagno avvocato matteo steri

Non è facile definire in poche righe che cosa significhi per il territorio varesino e per quello messinese la scomparsa di una personalità come quella dell’avvocato Matteo Steri. Bisognerebbe infatti tratteggiare la storia personale e politica, professionale e culturale, di un giovane laureato in giurisprudenza che dalla natìa Roccalumera, paese della provincia di Messina, si trasferisce nel Gallaratese, dove svolge con risultati brillanti la professione di avvocato e dove porta, con la determinazione volitiva che è propria di questo tipo umano, e con la perspicacia e la sagacia che lo accompagnano nella sua ascesa sociale, l’energia e la creatività che appartengono alla sua terra di origine. Per chiunque lo abbia conosciuto e frequentato è impossibile non riconoscere che il connotato saliente di questa figura è una sintesi, oggi sempre più rara, tra il benessere conquistato a duro prezzo nella quotidiana fatica del patrocinio legale e un’esemplare coerenza politica e ideale rispetto alla storia di quel movimento operaio e contadino che nel secondo dopoguerra si è sviluppato tra mille avversità e non pochi eroismi nella Sicilia orientale, così come rispetto alle cronache di un movimento operaio che, in una realtà territoriale contraddistinta da ben altri livelli di industrializzazione, incide ancora il suo segno di classe nella Lombardia nord-occidentale.
Fu così che Matteo Steri, la cui matrice politico-ideologica era un socialismo definito allora ‘carrista’ per il suo stretto legame con l’esperienza storica dell’Unione Sovietica, divenne negli anni settanta del secolo scorso, come accadeva ai non molti professionisti che militavano nelle file della sinistra, il primo sindaco comunista di Cardano al Campo. In questo paese, dove aveva la sua principale residenza, egli ha fondato un “Archivio Concetto Marchesi”, al quale ha dedicato per quasi due decenni, senza nessun finanziamento pubblico, tempo, energie e risparmi, arrivando a pubblicare, curati da lui stesso, volumi (fuori commercio e in distribuzione gratuita) che raccolgono pagine del grande latinista e comunista siciliano. Si guadagnerà in tal modo una segnalazione bibliografica in calce alla biografia di Concetto Marchesi, stesa da Luciano Canfora e pubblicata nel prestigioso “Dizionario Biografico degli Italiani” della Treccani. Né va dimenticata, fra gli studi e le attività editoriali dell’Archivio, la biografia completa di Francesco Lo Sardo, curata da Daniela Brignone, che ricostruisce la vita di questo dirigente comunista dalle prime esperienze negli ambienti anarchici e socialisti messinesi sino al suo martirio nelle carceri fasciste. Prima ancora, vissuta assieme allo scrivente e ad altri tre compagni del Gallaratese, un’altra significativa esperienza, quale fu il Centro Italiano di Studi Engelsiani, prese le mosse da un’idea di Matteo Steri, che si tradusse poi nell’organizzazione di un convegno nazionale sul cofondatore, insieme con Karl Marx, del materialismo storico: convegno che ebbe luogo a Gallarate in occasione del centenario della morte di Friedrich Engels e fu seguito due anni dopo da quel convegno su Concetto Marchesi che avrebbe costituito il primo passo verso la costituzione dell’Archivio dedicato al grande studioso siciliano.
Per altro, è d’uopo osservare che le biblioteche che Steri ha formato, sia quella lombarda sia quella siciliana, contengono migliaia e migliaia di volumi e di documenti, buona parte dei quali inerenti alla storia del comunismo e del socialismo.
Se, come recita un aforisma, un uomo che legge un libro ne vale due, quanto può valere quel nobile amore che, partorendo tali biblioteche, ha scandito tutta l’esistenza e tanta parte dell’attività di questo amico del proletariato ed infaticabile organizzatore di cultura? Vi è solo da augurarsi che la sua preziosa eredità non vada perduta, ma continui a dare i suoi frutti a beneficio di tutti coloro che nutrono interesse per la cultura politica del movimento operaio e contadino, socialista e comunista. A noi, che lo abbiamo conosciuto, restano integri e fecondi, nell’animo e nella mente, il ricordo e l’affetto per un avvocato che, quando le persone lo meritavano, sapeva essere più attento alle idee che alle parcelle, ad un uomo di vasta cultura e di profonda umanità, ad uno spirito libero e, all’occorrenza, mordace, che sapeva sempre inserire nelle discussioni politiche, non meno che nelle conversazioni tra amici, quella nota di succosa ironia e di pregnante saggezza che ci ricorda come la vita non sia solo un dovere da compiere, ma anche un piacere da assaporare.
29/09/2014

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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