a roma con la resistenza del popolo palestinese, contro l’imperialismo (da proletari comunisti)

La manifestazione nazionale indetta dalle Comunità palestinesi in Italia contro il massacro a Gaza, è stata purtroppo scarsa in termini quantitativi: circa 8000 partecipanti.


In ritardo rispetto alle tante mobilitazioni che hanno riempito le piazze europee, si è dato il tempo alla macchina mediatica sionista e imperialista di riorganizzarsi e offuscare di nuovo tutto. Ma in Palestina si continua a morire: il bollettino in 2 mesi di guerra conta almeno 2000 morti, 11.000 feriti, più di 400.000 sfollati, 55.000 edifici distrutti.
La scarsa partecipazione alla manifestazione di oggi, ha dato probabilmente ragione alla critica mossa dalla Rete No War Napoli sull’impostazione della manifestazione. Nel volantino distribuito, si legge infatti che “questa iniziativa avrebbe dovuto caratterizzarsi con una netta condanna per il governo Renzi, tra tutti i capi di governo che si sono succeduti in Italia, certamente, il più complice con gli interessi del sionismo”.
Anche il materiale distribuito era poco e poco interessante, fatta eccezione per quello linkato in questo articolo e il volantino distribuito dalla Rete dei Comunisti, presente nel sito di contropiano.


Tuttavia, anche se la partecipazione è stata timida e limitata sostanzialmente al centro Italia, con l’eccezione della Campania e di alcune delegazioni della Puglia e della Basilicata, in termini qualitativi il corteo è stato ricco e combattivo, anche per la presenza del Fronte, nel cui spezzone sono confluite le presenze più giovani e sinceramente rivoluzionarie, palestinesi e italiane.
Da anni non si sentiva scandire per intero lo slogan “usa – israele la terra non è vostra, palestina libera, palestina rossa!” o “contro il capitalismo e l’imperialismo, lotta di classe per il comunismo!”.
Altri slogans che hanno animato e dipinto di rosso la manifestazione, contro il classico corteo funebre delle donne in nero alla coda o quello folkloristico dei tamburi, sempre in coda, sono stati: “il proletariato non ha nazione internazionalismo rivoluzione”, “la resistenza a gaza ce lo ha insegnato, combattere il sionismo non è reato”, “boicottare, sabotare gli accordi commerciali, l’industria mlitare”, “il medio oriente non è una prateria, yenkee sionista devi andare via”, “i popoli che lottano scrivono la storia, rivoluzione fino alla vittoria”, “cosa vogliamo? vogliamo tutto, lo stato di israele dev’essere distrutto”, “uccidono le donne, arrestano i bambini, stato d’israele, banda di assassini”, “governo italiano, governo imperialista, nessuna tregua a chi è sionista”, “contro il sionismo, contro l’occupazione, 2 popoli e 2 stati non è la soluzione”, “contro il sionismo nessuna pazienza, ora e sempre resistenza”.

La presenza nel corteo del Fronte di liberazione del popolo SRI LANKA, di uno spezzone di proletari ucraini e russi antifascisti e antinazisti, del Comitato per il Donbass Antinazista ha ulteriormente unificato e contestualizzato la lotta del popolo palestinese nel quadro di una lotta più ampia, internazionalista, contro il capitalismo, l’imperialismo, il nazismo. “Da Gaza a Donetsk: un nemico, un fronte, una lotta!” conclude il volantino distribuito dal Comitato per il Donbass Antinazista.
Sulla crisi ucraina anche falce e martello ha diffuso un volantino.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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