pieve ligure (ge), domenica 27 luglio: una strana festa cubana

Si tiene, da venerdì venticinque a domenica ventisette luglio, a Pieve Ligure – presso quello che un tempo era il binario uno della stazione, ormai dismesso da anni e trasformato in un parcheggio – la festa dell’Associazione culturale Italia-Cuba del Golfo Paradiso.
Al mio arrivo in loco, sono circa le ore 19:15 dell’ultimo giorno, incrocio uno storico compagno della ‘sinistra’ genovese – Roberto Giardelli – che mi avverte circa la poca attinenza tra la kermesse in questione e quelle dello stesso tipo a cui sono abituato a presenziare.
Devo dire che il fatto che l’iniziativa non sia stata messa in piedi dall’Associazione di amicizia Italia-Cuba, bensì da una fantomatica associazione culturale avrebbe dovuto mettermi in ambasce, ma – nonostante il monito ricevuto – decido di proseguire nella visita.
Sceso sul piazzale dedicato all’evento, noto immediatamente la totale assenza di qualsivoglia segno distintivo della comunità centroamericana, se non le magliette – con la bandiera della Républica de Cuba corredate dall’effige di Ernesto Guevara de la Sierna – indossate da chi lavora alle serate.
Proseguendo nella mia perlustrazione, mi imbatto nel ristorante: qui si serve cibo sostanzialmente non molto diverso da quello che si può gustare in locali di tipo occidentale, mentre sono praticamente assenti le specialità tipiche dell’isola caraibica.
Più avanti, accanto alla cucina, trovo il bar; “finalmente – penso – un luogo caratterizzato da qualcosa che sia cubano”: ma mi sbaglio, neanche questo esercizio soddisfa le aspettative.
Sì, ci sono i cocktails tipici della zona – cuba libre, mojito, caipirissima, caipirinha, e molti altri – ma la sorpresa sgradita è dietro l’angolo; richiesto di servirmi un cuba libre con rhum scuro, chi sta dall’altra parte del banco mi risponde: “mi dispiace, niente rhum scuro”!
Insomma, una vera e propria delusione su tutti i fronti: soltanto musica e gastronomia, nessuno spazio politico e neppure culturale; niente a che vedere con le feste di Italia-Cuba a cui sono abituato a partecipare.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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