127 anni in 8 per la catastrofe ambientale solvay di spinetta marengo (da medicina democratica alessandria)

Auspichiamo che la Giuria della Corte di Assise di Alessandria, presidente Sandra Casacci, voglia sanzionare l’efferatezza dei reati -attivi e passivi, continuati e permanenti- con una condanna per gli 8 imputati ai massimi della pena. Per l’avvelenamento doloso della falda acquifera e la dolosa omissione di bonifica della catastrofe ambientale di Spinetta Marengo, il pubblico ministero Riccardo Ghio invece ha chiesto 18 anni di reclusione per Carlo Cogliati, Bernard de Laguiche e Pierre Jaques Joris; 16 anni e 9 mesi per Giorgio Carimati, 15 anni e 6 mesi per Salvatore Francesco Boncoraglio, Giorgio Canti e Luigi Guarracino; 10 anni per Giulio Tommasi. Per tutti: l’interdizione perpetua ai pubblici uffici. Inoltre il PM si è limitato a chiedere di valutare l’iscrizione per falsa testimonianza di Patrizio Lodone, Marco Colatarci e Fabio Trezzi, i più clamorosi nell’imbarazzo di scegliere fra i tanti testi incredibili della difesa.
Malgrado la mitezza del PM, gli avvocati padronali sono andati in tilt. Scomparsi dall’aula, hanno tardato all’inverosimile il rientro, inceppando l’udienza. Dispersi sulle panchine dei giardini della stazione, ne sono rientrati una parte, stemperando lo shock chi fra finte lacrime e chi fra isteriche risate. Su tutti, il direttore dell’eccellente orchestra di violini e tromboni Solvay, avv. Luca Santamaria, incurante gambizzato in stampelle, ha commentato tramite la solita studiata mimica le richieste di risarcimento delle Parti civili: cioè le “assurde” (così sono state definite) pretese per tumori e leucemie degli ammalati e dei parenti dei defunti che, sempre secondo Solvay “non hanno mai corso pericolo alcuno”.
Risarcimenti “per il danno di immagine” sono stati chiesti anche da Comune e Provincia: risarcimenti che effettivamente andrebbero riconosciuti ai cittadini alessandrini mentre gli amministratori alessandrini -di destra e di sinistra- andrebbero esibiti alla gogna, o peggio. Ne approfitta Solvay per cercare di mettersi la foglia di fico degli Enti locali distratti o compiacenti (lo Stato!) a nascondere la propria vergogna. Ebbene, la Corte di Assise (lo Stato!) faccia finalmente il proprio dovere: condanni!
Risarcimenti sono stati chiesti anche da WWF, Legambiente e Pro Natura, che in tempi lontani chiamammo a svolgere qualche ruolo nelle nostre battaglie ambientaliste.
La requisitoria più lunga e più seguita è stata – né poteva essere altrimenti – quella di Medicina democratica che ha alle spalle e sulle spalle una coerente e ininterrotta da 40 anni attività di denuncia e proposta, mentre intorno c’erano disinteresse, omertà, complicità, corruzione, concussione.
Il risarcimento dei risarcimenti resta quello della bonifica: centinaia di milioni finora risparmiati in profitti di cui Solvay deve farsi carico per resuscitare il territorio della Fraschetta, bloccare l’inquinamento in espansione, togliere definitivamente le montagne di veleni che colano in un micidiale cocktail in falda fino al fiume Bormida, garantire l’acqua a centinaia di migliaia di persone, invertire il trend delle malattie e delle morti (1 tumore ogni 3 persone!), evitare la chiusura della fabbrica e la perdita dell’occupazione.
Non a caso il Ministero dell’Ambiente, avv. Valerio Perotti, che non riconosce agli imputati Ausimont&Solvay nemmeno un minimo di buona fede, ha insistito sull’enormità del danno ambientale, difficilmente riparabile, di cui la provvisionale richiesta di 100 milioni di euro rappresenta solo un acconto.
Della bonifica, dell’Osservatorio ambientale della Fraschetta, delle indagini epidemiologiche ecc. si farà finalmente carico la CGIL, che pur ha chiesto risarcimento?

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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