il pubblico ministero: è un attentato alla salute pubblica, l’avvelenamento della solvay sta dilagando in falda a monte e a valle di spinetta marengo. (da medicina democratica alessandria)

Nell’aula rovente, fresco come una rosa, il comandante degli avvocati Solvay, Luca Santamaria, si è rivolto alla truppa con risa di scherno sollecitando e ricevendo servile conforto dai più giovani piuttosto che dagli altri svagati sudatissimi colleghi, nel momento in cui il Pubblico Ministero Riccardo Ghio ha quasi gridato che l’attentato alla salute pubblica, la gigantesca contaminazione della falda della Fraschetta sta dilagando a valle e addirittura a monte dello stabilimento di Spinetta Marengo.
Se al PM noi dovessimo rivolgere critiche, sarebbe per non aver ancora avviato il secondo filone penale per l’avvelenamento atmosferico e relative vittime, o per non aver esteso nell’attuale processo la platea degli imputati anche a livelli meno alti, quelli perfino utilizzati da Solvay come testi (ma sarà sempre in tempo a denunciarli per falsa testimonianza). Invece la requisitoria odierna di Ghio è apparsa inattaccabile.
Riferendosi a montagne di documenti certosinamente e noiosamente citati per ore, Ghio ha dimostrato che l’attività criminale degli imputati merita di essere condannata da un minimo di 15 anni ad un massimo (che auspichiamo) di 24 anni di reclusione, perché il dolo di danno alla salute pubblica è evidente: innanzitutto le prove della consapevolezza dell’avvelenamento non si sono neppure dovute indagare perché erano già ammonticchiate custodite nascoste negli archivi dell’azienda! E’ ridicolo che ciascun imputato dica “a mia insaputa”. Quando proprio ognuno di loro ha contribuito, prima in Ausimont poi in Solvay , a falsificare manomettere omettere occultare quella mole impressionante di dati compromettenti. Oltre ad avvelenare attivamente.
Avvelenare la collettività non è solo aver sistematicamente depositato masse enormi di veleni ovunque, che piogge e perdite stanno colando nella falda più importante del Piemonte (da Alessandria ad Acqui Terme) compromettendola definitivamente, è anche di aver –sempre per profitto- omesso la bonifica del disastro per almeno tre lustri, falsificando i piani, mistificando vanificando i controlli, imbrogliando gli Enti locali (già per conto loro pigri), accennando interventi invariabilmente insufficienti e fingendo tecniche prevedibilmente fasulle (barriere, lavaggi, spruzzate di ulteriori veleni).
Insomma, il valore di cromo esavalente è oggi il doppio di quello del 2008!
Insomma, nei pozzi di pubblica utilità i valori di contaminazione avevano raggiunto vette di avvelenamento impressionanti: il cloroformio di 77.000 volte il limite! E oggi, ad aggredire la salute pubblica, la gigantesca contaminazione della falda sta dilagando a nord (a valle) verso Bormida e addirittura a sud (a monte) dello stabilimento! Altro che bonifica, neppure è stata fatta una messa in sicurezza. Infatti il centro dell’inquinamento (lo stabilimento) resta spaventosamente contaminato. Ha dimostrato il Pubblico Ministero nella prima parte della requisitoria.
Poche ore prima, nella notte, c’era stato l’ennesimo scoppio al reparto Algoflon di Spinetta Marengo, ennesima dimostrazione di una manutenzione lasciata andare a ramengo da tempo. Ramengo e Marengo.

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