ogni volta

Ogni volta che Sergio Kiamparino apre bocca, cosa che accade solo ed esclusivamente per darle aria, le spara sempre più grosse.
Sabato ventinove marzo si tiene, a Torino, un’adunata dei sedicenti democratici che ha lo scopo di lanciare la candidatura dell’ex sindaco della prima capitale d’Italia alla presidenza della Regione Piemonte.
Nel suo discorso di investitura il soggetto dice poche cose, e soprattutto completamente insensate: provo a metterle insieme, per dare un quadro generale nel quale si muove l’essere ossessionato dai centri sociali.
Prima però segnalo una dichiarazione vergognosa dell’aspirante primo cittadino piemontese; in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, e da questa pubblicata giovedì ventisette marzo, lo stesso afferma che – se fosse cittadino di Susa – voterebbe per la candidata forzitaliota, che è a favore della devastazione ambientale.
Chi trovasse questo piuttosto originale, sappia che dall’altra parte è schierato Sandro Plano, che è sì iscritto al Partito (sedicente) Democratico, ma è soprattutto un esponente del movimento NO TAV: coerenza vuole che il servo di Markionne dia indicazione di voto per una reazionaria qual è Gemma Amprino.
Ma veniamo al motivo principale di questo articolo; comincio innanzi tutto dalla composizione dell’alleanza della destra moderata: Partito (sedicente) Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà, Moderati per il Piemonte, Scelta Civica, ne fanno già parte, ma il Kiampy non esclude che possano entrare altri soggetti politici, purché alla fine non risultino “liste tarocche o fasulle”.
Sempre a proposito di coalizione, lo stesso ex sindaco-sceriffo precisa: “ci sarà una giusta rappresentanza per tutti, sia nel listino sia in Giunta, ma sia chiaro che sarà nelle debite proporzioni”; come a dire che non accetterà gente che pretende di essere sovra dimensionata rispetto al risultato che otterrà alle urne.
Ragionamento in linea di principio assai valido, ma che per essere tale dovrebbe essere applicato a tutte le situazioni: a Genova si è vista invece la protervia dei sedicenti democratici che pretendono di fare sempre ciò che vogliono, dopo aver ricattato il Markese per ottenere un esecutivo monocolore democristiano; le stesse parole dovrebbe rivolgerle al suo accolito Simone Farello, capogruppo al Consiglio comunale genovese, entrato nell’assemblea elettiva – da terzo dei non eletti – soltanto perché le proporzioni uscite dalle urne non sono state rispettate.
L’altro passaggio assolutamente indecente riguarda i militanti delusi della destra radicale e fascista, in particolare i legaioli; riferendosi alla sua recente visita a Novara, afferma: “ad accogliermi, c’era un picchetto della Lega; io sono andato a salutarli perché sono brave persone. Sventolavano le bandiere del Piemonte senza accorgersi di avere accanto chi ha fatto finire nel fango quella bandiera”.
Mi piacerebbe sapere a chi si riferisce quando afferma che i legaioli sono “brava gente”: certamente non allo stato maggiore legaiolo, composto da feccia del calibro di Roberto Cota, Mario Borghezio, e compagnia brutta.
Ma neppure si possono definire così i loro collaborazionisti, a qualunque livello essi appartengano: gerarchi o galoppini che siano, è tutta gentaglia.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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