nell’auditorium della corte di assise di alessandria suona l’orchestra di fiati e percussioni diretta dal maestro santamaria. (da medicina democratica alessandria)

Perfino i maxi schermi non ne potevano più, si sono ribellati e si sono spenti. Nella stracolma ala destra dell’aula, c’è chi sospettava che è controproducente per la Solvay, che è indisponente protrarre le consulenze per ore e ore, che dopo mezzora di astruse argomentazioni la soglia di attenzione comincia a declinare per cedere del tutto e diventare addirittura insopportabile dal primo pomeriggio a pancia semivuota. Vero è che, a parte l’eroica Presidente che sembra l’unica a non perderne una parola e quei giornalisti che si accontentano della velina prima dell’inizio del dibattimento, vero è che per tutti i presenti nell’aula della Corte di Assise di Alessandria la logorrea difensiva risulta sgradita. Però stiamo attenti. Gli avvocati Solvay sono principi del foro. Sanno di non possedere argomenti difensivi solidi contro l’imputazione di avvelenamento doloso delle acque e dolosa omessa bonifica del disastro ecologico.
Perciò seguono una strategia psicologica precisa. A loro interessano due cose: l’apparenza e gli slogan.
L’apparenza è il consulente che parla a cottimo, che non si fa volutamente seguire e capire inducendo così l’ascoltatore ad attribuirsi limiti di comprensione su argomentazioni che è portato a pensare possano essere di alto livello (in realtà le argomentazioni sono prive di contenuti scientifici, appunto pronunciate senza vincoli di giuramento).
Gli slogan, invece, vengono nel contempo scanditi con calcolate ripetizioni e controcanto dell’avvocato, e sono quelli che dovrebbero restare nella testa dei giurati. E’ un po’ come far ascoltare per ore musica da camera del ‘700 inframmezzata da brani di Mina e Battisti.
Cosa ti resta in testa? Questa è la sofisticata strategia. Lo slogan Solvay nell’udienza del 10 febbraio 2014 è stato: “Tutti sapevano dell’immane inquinamento, soprattutto gli Enti pubblici. L’unica ignara Solvay”. Sempre la stessa musica. Alle percussioni Fabio Colombo e Patrizia Trefiletti. Ai fiati Vincenzo Francani. Dirige l’orchestra il maestro Luca Santamaria. Applauso dell’avvocato Ausimont svegliatosi di soprassalto.

Informazioni su pennatagliente

Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.