i politici si mettano in testa (da medicina democratica alessandria)

La condizione ambientale e sanitaria della Fraschetta, quella che continuiamo a descrivere, senza dimenticare l’inquinamento atmosferico è stata appena monitorata dall’ agenzia regionale ARPA: i livelli di contaminazione della falda acquifera sottostante la Solvay di Spinetta Marengo restano sempre fuorilegge per centinaia di volte. D’altronde anche l’ISPRA (Istituto superiore protezione e ricerca ambientale) ha confermato in Corte di Assise di Alessandria che l’acqua sarà imbevibile per altri decenni anche quando fosse eliminata la fonte di inquinamento, cioè fosse fatta finalmente una vera bonifica. Infatti l’inquinamento si sta espandendo a monte e sul Bormida, altri pozzi dell’acquedotto comunale sono in chiusura. Dunque all’ultimo monitoraggio dell’ARPA sono scattati in piedi “sorpresi” e “allarmati” i politici delle Commissioni comunali e provinciali, separate o congiunte. Due le affermazioni ascoltate che lasciano perplessi: “Adesso deve intervenire Roma”, cioè il governo, “Ripristiniamo l’Osservatorio ambientale della Fraschetta”. Cominciamo da quest’ultima: non si può riaprire ciò che non è mai stato aperto se non per finta. I politici devono mettersi in testa che i cittadini non hanno fiducia in loro, mettersi in testa , se veramente sono lì per l’interesse della popolazione a rischio, che l’Osservatorio da noi rivendicato con articolata proposta più di 30 anni fa (e continuamente riproposto) NON è un ufficio, uno sportello ambientale, un portale web, e neppure un baraccone consultivo, BENSI’ è un organismo di democrazia diretta e partecipata, con poteri decisionali, che “ordina” ad ASL, ARPA ecc. cosa devono fare, perché ne ha la delega da parte dell’Assemblea rappresentativa dei Comitati, delle Associazioni ambientaliste e imprenditoriali, dei Sindacati, dei Comuni (al plurale), della Provincia. E saranno, in questo sistema di trasparenza, le Istituzioni elettive, con delibere, a finanziare le decisioni dell’Osservatorio. Se fosse stato istituito, questo, il vero Osservatorio, ora non saremmo nel disastro ecologico in cui siamo, nonché nelle preoccupazioni occupazionali (Solvay si sta disimpegnando dalla chimica internazionale). Che fare oggi? Il più importante compito dell’Osservatorio, oggi, sarebbe di istituire una Commissione scientifica internazionale che approdi ad un progetto di bonifica eliminando alla fonte i veleni dai terreni: un vero progetto di vera bonifica. E non i palliativi sotto costo ripresentati in pompa magna da Solvay: punturine e spruzzate sui terreni, sciacquature delle acque, barriere idrauliche, estrazioni di vapori, vegetali assorbenti ecc. Impostato dunque il piano di azione alternativo, allora sì che ha un senso aver chiesto l’intervento dello Stato; altrimenti è solo uno scarico barile per tacitare la coscienza, che proprio limpida non è nella storia politica, ma sprecando soldi pubblici a palate.

Lino Balza Medicina democratica Movimento di lotta per la salute Sezione provinciale di Alessandria

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