il partito dell’odio fratricida profondo

Il partito dell’amore: si ricorderà che, qualche anno fa, il Delinquente di Arcore avrebbe voluto così ribattezzare la sua formazione politica; questo per contrapporlo a quello dell’odio, verso la sua persona – ma questo si guardava bene dallo specificarlo, lasciando intendere che i suoi avversari fossero mossi dall’acredine verso il popolo italiano, del quale il Criminale Lombardo si ergeva a paladino nelle vesti di ‘amorevole chioccia’ – ed i suoi disvalori.
Quanto fosse falsa e tendenziosa questa sua pretesa si può vedere in questi mesi di fine regime forzitaliota: la scissione del Nuovo Centro Destra guidato da Al Fano – destinatario dello stesso anatema di cui fu a suo tempo investito l’ex presidente della Camera dei Deputati, il fascista Gianfranco Fini – ha messo definitivamente a nudo il fatto che l’unico interesse di coloro che da anni stanno alla corte dei miracoli del Malvivente Milanese è il mantenimento delle poltrone.
Da un lato si è schierato chi vuole mantenersi in sella sul momento, e magari poi spera nella riconoscenza dei sedicenti democratici, dall’altro chi è convinto che il Padrino di Arcore uscirà vincitore anche dalle prossime elezioni e puntualmente si vendicherà – certamente con modalità molto amorevoli – verso chi ha osato contraddirlo e ‘tradirlo’.
Che questa seconda categoria sia molto peggiore rispetto alla prima, che già fa schifo di suo, è dimostrato inconfutabilmente dallo spettacolo che in questi giorni di riorganizzazione della co… – pardon, della formazione – forzitaliota stanno dando coloro che sono rimasti fedeli al loro padrone di sempre; gli esempi di sostegno assai poco disinteressato sono molteplici, a tutte le latitudini dell’Italia.
In Puglia è battaglia all’ultimo sangue – per il ruolo di coordinatore regionale – tra gli sgherri di Raffaele Fitto e quelli di Maurizio Gasparri; questi è in corsa anche per la segreteria laziale, ma se la deve vedere contro tale Claudio Fazzone, capobastone di Fondi (Lt).
In Campania, poi, l’ex ministro alle Pari opportunità – Mara Ca(rfa)gna – cerca di fare le scarpe all’ex ministro della giustizia Benedetto Nitto Santapa…, pardon: Francesco Nitto Palma.
Ma non è solo al centrosud che si scontrano fazioni opposte: in Lombardia, l’ex ministro della d-istruzione Mariastella Gelmini se la deve vedere con tale Mario Mantovani – ex sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ex parlamentare europeo, ed attuale membro di palazzo Madama – mentre in Liguria l’ex capoco… (pardon, ex ministro) Claudio Scajola vorrebbe piazzare suo nipote Marco (attuale consigliere regionale) al posto del portavoce uscente, il fascista Eugenio Minasso.
In questo panorama ‘idilliaco’ c’è anche il caso di Paolo Bonaiuti, ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri nell’era di Frodo da Arcore, che è sul punto di abbandonare la nave forzitaliota: forse per non essere ricordato solo per essere stato uno dei peggiori leccac… della storia.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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