processo solvay: udienza del 9 dicembre

L’udienza odierna – che inizia alle ore 9:45 in un’aula affollata, e sarà l’ultima prima della pausa per le feste del solstizio d’inverno – prevede l’ascolto degli altri due ct del pm e di uno delle parti civili.
Il primo della serie è il professor Adriano Fiorucci, ricercatore di geologia applicata del Politecnico di Torino; prima ancora, però, dell’esposizione dei contenuti del lavoro del ct, interviene l’avvocato Dario Bolognesi.
Questi eccepisce – ai sensi dell’articolo 178, lettera C, del cpp – la nullità di una parte delle sue valutazioni; il motivo è semplicissimo: tutto nasce dal fatto che, una parte delle rilevazioni su cui si basano, sarebbe stata effettuata in epoca antecedente al momento in cui le difese sono state edotte dell’esistenza dell’attività in questione.
Il pm, dal canto suo, si oppone all’eccezione perché tale richiesta avrebbe dovuto essere formulata entro la prima udienza preliminare: non essendo pervenuta entro tale data, la situazione è stata sanata da una sorta di silenzio-assenso.
La Corte si ritira per decidere in merito a questa questione; rientra in aula dopo circa quaranta minuti per leggere il dispositivo dell’ordinanza: in base a questo le eccezioni presentate vengono accolte, e viene dichiarata nulla la parte della consulenza eccepita.
A seguire comincia l’interrogatorio del pm Riccardo Ghio dal quale emerge la presenza nelle acque di falda di una serie di sostanze acide – quale l’acido cloridrico – e di solventi in grado di sciogliere il terreno argilloso, e quindi potenzialmente passibili di trasformare la falda stessa in modo da annullare la separazione tra la parte superficiale e quella profonda.
La seconda deposizione è quella della professoressa Ilaria Butera, ordinaria di idraulica presso il Politecnico di Torino; l’importanza del suo intervento risiede nel fatto che – ad integrazione della consulenza precedente – precisa che, negli anni che interessano il procedimento, la parte profonda della falda era ‘semi confinata’ rispetto a quella superficiale: da questa esisteva una certa quantità di passaggio di liquidi inquinanti che contaminavano così anche la parte profonda della stessa.
Terminata l’audizione dei ct del pm, il terzo è il dottor Giancarlo Ugazio, consulente di alcune parti civili difese dagli avvocati Giuseppe Lanzavecchia e Vittorio Spallasso; questi esplicita alla Corte gli effetti sulla salute umana delle varie sostanze tossico-nocive rinvenute nelle acque di falda e citate all’interno della consulenza del dottor Giorgio Gilli: in particolare si sofferma sull’alta tossicità del cromo esavalente che, se anche non immediatamente mortale, non aiuta certamente la salute di chi ne viene a contatto, anche per bocca.
Alle ore 12:00, esaurita la lista dei consulenti previsti, la presidente Sandra Casacci sospende definitivamente la seduta, rinviandola a mercoledì quindici gennaio: in quell’occasione verranno ascoltati i ct dell’avvocato Laura Mara, quelli del ministero dell’Ambiente, ed almeno i primi due delle difese.

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