da medicina democratica alessandria in merito all’udienza del 4 dicembre del processo solvay

– Avevo paura, scappai da Spinetta. Mio figlio, Sonny Alessandrini, ammalato e licenziato da Solvay, con altri due lavoratori, dopo aver denunciato in Procura gli inquinamenti. Tutti e tre i lavoratori erano iscritti, guarda caso, a Medicina democratica.
La testimonianza che ha lasciato il segno è stata quella di Franca Savoldelli, ammalata di cancro alla tiroide e con un figlio operato di tumore. Scrive La Stampa: < >
– Chiedere ad Alessandro Cebrero se la manutenzione in Solvay è efficiente, è come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
Infatti Cebrero è il capo di tutta la manutenzione dello stabilimento. “Ottimi e abbondanti” ha dunque risposto all’ avvocato Leonardo Cammarata (difensore di Guarracino) “sono gli investimenti su ambiente e sicurezza: i direttori Leonardo Capogrosso, Corrado Tartuferi e soprattutto Luigi Guarracino non hanno mai lesinato una lira”. Il risultato si vede, diciamo noi, quando una settimana sì e una pure scoppia una tubazione e Medicina democratica segnala una fuga di gas nascosta (le ultime due, la settimana scorsa). Eppure Cebrero a domanda risponde: non ricordo in tanti anni incidenti di rilievo; ah sì, forse le ondate di schiuma [PFOA n.d.r.] in Bormida, ma io non c’entro e neppure Solvay. Anche le discariche: cose vecchie ante ’96, dopo mai visto niente.
Cebrero mente perché sa che il PFOA è stato scaricato fino ai giorni nostri. L’avv. Laura Mara, di Medicina democratica, ha posto domanda in merito agli scarichi idrici inquinati (anche) di PFOA, mutageno, cancerogeno, teratogeno. Sono di nuovo sopravvenute eccezioni da controparte Solvay non opportunamente respinte dalla Presidente della Corte di Assise: tale questione sarebbe fuori dai capi di imputazione (inquinamento doloso delle acque, dolosa omessa bonifica). Non è assolutamente vero: a parte che il Bormida è un corso d’acqua, e lo scarico percorre non impermeabilizzato chilometri prima di raggiungere il fiume, soprattutto è dirimente il fatto che il PFOA è stato analizzato dall’ARPA dentro le falde idriche. Dunque più interno al capo di imputazione di così!! (Aggiungiamo che è stato rinvenuto nel sangue dei lavoratori).
Nel processo si continua ad assistere ad una sproporzione di forze impressionante fra accusa e difesa, quest’ultima evidentemente dotata di finanziamenti imponenti. Ciò nonostante gli avvocati di Solvay, nell’intento di impressionare i giurati, non mancano di aggredire in continuazione gli sparuti consulenti del PM Riccardo Ghio. Francesco Aspes, ad esempio, fatica a relazionare sui pozzi inquinati da cromo e alogenati delle 15 cascine campionate attorno allo stabilimento. In tanta incontinenza e violenza oratoria, il difensore di Carlo Cogliati, Paolo Accini, la fa tutta fuori dal vaso quando afferma: “L’esposizione è uguale a zero, la tossicità è uguale a zero”, mentre il mite Aspes insiste: “Per la legge le acque non sono assolutamente potabili”. Nel pubblico, la tentazione delle vittime di tirare metaforicamente in faccia ad Accini torte o peggio: è trattenuta a stento.
– Almeno 21 i veleni tossici e nocivi nel cocktail bevuto da lavoratori e cittadini. Tra cui il cromo esavalente: risarcito con cifre astronomiche in USA ma negato in Italia da Solvay.
Il trattamento iroso degli avvocati Solvay si rinnova con il professor Giorgio Gilli, che ripete la corposa consulenza tecnica che consegnò (2008) al Pubblico Ministero:
“In conclusione, è possibile affermare che in relazione alla tipologia delle sostanze accertate nell’acqua di falda ed alle concentrazioni riscontrate sussistono, dall’analisi del rischio sanitario, preoccupazioni per i potenziali effetti di tipo tossico e cancerogeno che potrebbero derivare da un consumo diretto dell’acqua stessa da parte della popolazione e confermato da valori di rischio acuto (HI) e rischio cancerogeno (R)chiaramente classificabili in categorie di rischio indicate dall’EPA come preoccupanti”.
I pozzi interni allo stabilimento misuravano cromo esavalente a migliaia di unità (il limite di legge è 5), per non parlare delle sostanze fluoroclorurate. I pozzi esterni, quelli AMAG dell’acquedotto municipale, misuravano valori oltre limite di cloroformio e tetrafluoroetilene ecc. cancerogeni. Il cromo è cancerogeno perfino facendo la doccia. Recenti studi dalla Cina classificano il cromo cancerogeno se ingerito, oltre che se respirato o toccato. Il rischio di contrarre il cancro a Spinetta è da 10 a 100 volte superiore ai parametri di riferimento americani. Così testimoniò Gilli. Ma sordi come una campana (d’oro), gli avvocati difensori ripetono “Esposizione uguale a zero, tossicità uguale a zero”. Tutte acque da imbottigliare.
Se leggiamo un “bugiardino” che accompagna ogni confezione di farmaci, apprendiamo le controindicazioni terapeutiche e gli effetti indesiderati, cioè i danni anche gravissimi che la pur necessaria medicina ci può procurare, soprattutto per sovradosaggio, e in particolare veniamo allertati che il farmaco non deve essere assunto in concomitanza con altri farmaci pena conseguenze anche letali. Analogamente avviene per effetto dell’inquinamento delle falde del polo chimico di Spinetta Marengo. Infatti nelle acque di falda e dell’acquedotto cittadino sono stati analizzati almeno 21 veleni: cromo esavalente, solventi clorurati,cloroformio, tetrafluoroetilene, arsenico, nichel, selenio, clorofuoruri, solfati, ddt eccetera. Ciascuna di queste sostanze è tossica o cancerogena, o entrambe le cose. Lo è sicuramente, dicono i tossicologi, se la presenza è superiore a determinate quantità. Se il limite è, ad esempio, 5 microgrammi per litro, 4 microgrammi sono tollerabili dal corpo umano (per Medicina democratica il limite dovrebbe essere zero, ma questo è un altro discorso). Però nel caso della Solvay queste sostanze sono presenti contemporaneamente tutte, dunque sono bevute come un cocktail: interagiscono tra di loro, gli effetti tossici e cancerogeni si combinano, non si sommano ma si moltiplicano. Come dire? Invece della sommatoria di 4 più 5 più 6 che sarebbe uguale a 15 microgrammi perché 4 è sotto il limite 5, il conteggio potrebbe essere moltiplicativo: 4 per 5 per 6 uguale a 120 microgrammi. Se 15 o 120 o altro: andrebbe studiato. Questo semplice ragionamento viene spesso dimenticato al processo Solvay. Addirittura si tende ad ignorare il cocktail per parlare solo di cromo esavalente e, siccome si tratta di acque, si ammette tranquillamente che è scientificamente provato che esso è cancerogeno se respirato o contattato, ma si obbietta che ci sono studi che non confermano che sia altrettanto devastante se bevuto dalla falda e dall’acquedotto cittadino: purchè “in piccole dosi” precisa la California Envirometal Protection Agency. E se è in dosi massicce, se ha superato i limiti di legge di 10, 100, 1.000 volte, e se è in un cocktail, come è avvenuto per Spinetta Marengo, come avvenne per l’amianto? E’ innocuo?
Chi ha seguito la vicenda di Erin Brockovich, o ha visto l’omonimo film Oscar della splendida Julia Roberts, sa che non è così. Erin Brockovich è diventata famosa per aver combattuto contro l’azienda elettrica più grande della California, La Pacific Gas & Eletric (PG&E), responsabile a Hinkley dell’inquinamento delle falde acquifere con il cromo esavalente causando le vittime di cancro. Per 634 vittime la PG&E fu costretta a pagare nel 1996 un risarcimento astronomico di 333 milioni di dollari e alla condanna di bonificare il suolo contaminato. Ora, dopo che il cromo ha comunque raggiunto le falde più profonde e si sono aggiunti altri 200 casi di tumore, gli abitanti di Hinkley hanno convinto Erin a guidare una seconda battaglia.
Ciò che è vero e possibile in California, villaggio di Hinkley nel deserto, non è vero e possibile in Italia, villaggio di Spinetta Marengo in pianura padana? Il colosso internazionale PG&E ha pagato, il colosso internazionale Solvay non vuole pagare. La Giustizia in Italia sarà diversa da quella degli Stati Uniti?

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Una risposta a da medicina democratica alessandria in merito all’udienza del 4 dicembre del processo solvay

  1. marcello ha detto:

    Il ricatto occupazionale, la vendita singolarmente di vari “”produzioni”” solvay avrà risolto le sue responsabilità,
    delegando alle nuove proprietà le colpe, come Ausimont accusa adesso Solvay
    Chi paga, come al solito i lavoratori, cittadini, l’ambiente,

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