processo solvay: udienza del 4 dicembre

L’udienza odierna inizia alle ore 9:45 con l’audizione dell’ultimo testimone della difesa: Alessandro Cebrero, responsabile del servizio gestione manutenzione dello stabilimento di Spinetta Marengo fino al 2008, interrogato dall’avvocato Cammarata della difesa Guarracino.
Questi non aggiunge molto alle conoscenze della Corte; l’unico ulteriore dato di un qualche interesse sembra essere l’affermazione secondo la quale le spese per l’attività di sua competenza – da quando il sito è stato acquistato dalla Solvay – sono sostanzialmente raddoppiate rispetto al periodo precedente, passando da 6-7 milioni di Euro annui a 14-15, arrivando così a rappresentare circa il dieci per cento del totale degli investimenti.
A seguire tocca al primo consulente tecnico (ct) del pm: il professor Giorgio Gilli, ordinario di igiene presso l’Università di Torino.
Questi – interpellato per verificare i potenziali effetti, sulla popolazione, della sua esposizione alle sostanze cancerogene, e tossico-nocive, presenti nelle acque della falda sottostante lo stabilimento – afferma che la rilevazione di elevatissimi livelli di cromo esavalente, solventi clorurati, cloroformio, tetracloroetilene, ed altre sostanze, portano ad un aumento esponenziale dei rischi, di contrarre patologie acute o croniche correlate alle sostanze presenti, rispetto ai valori accettabili (esiste, purtroppo, un rischio fisiologico che necessariamente rientra nella normalità delle cose).
Penso sia utile segnalare il controinterrogatorio molto aggressivo da parte degli avvocati Pulitanò, Santa Maria, ed Arcigni, volto a screditare il ct: talmente aggressivo da costringere la presidente Sandra Casacci ad interromperlo perché “le considerazioni degli avvocati della difesa sono da farsi nella fase successiva della discussione, non nel corso del dibattimento”; mi preme però precisare che il Gigli, prima dell’intervento della Corte, stava tenendo bene testa ai tre legali su citati.
Per terza depone l’unica testimone della lista dell’avvocato Laura Mara – legale di Medicina Democratica – la signora Franca Savoldelli; costei è una ex residente di Spinetta Marengo, dal 1956 al 2004: quell’anno è emigrata, a seguito di alcune informazioni ricevute dal figlio, nel comune di Gamalero.
Costui, all’epoca dei fatti dipendente della Solvay, le spiegò che l’azienda aveva interrato – nel corso dei decenni precedenti – una gran quantità di fusti contenenti cromo nel suolo sottostante lo stabilimento, e che probabilmente questa sostanza era penetrata nel terreno fino alla falda acquifera, contaminandola.
Appare interessante precisare che – nel medesimo periodo – lo stesso, insieme con altre due persone, presentò un esposto in tal senso alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Alessandria, e questo gli valse (come accadde anche agli altri) il licenziamento.
Infine, sembra di una qualche utilità precisare che la Savoldelli dal 2009 è in cura farmacologica a causa dell’insorgenza di una forma tumorale ricollegabile con l’assunzione dell’acqua ‘potabile’ di Spinetta Marengo.
Per concludere si assiste all’esposizione della consulenza tecnica, sempre per conto del pm Riccardo Ghio, del dottor Pierfrancesco Aspes.
Costui, attualmente in quiescenza, è stato un tecnico incaricato di effettuare le analisi sulle acque prelevate dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico in quindici cascine ubicate attorno al sito produttivo.
Questi precisa chiaramente come il cromo, durante le sue rilevazioni, fosse sostanzialmente nella norma: ‘in compenso’, però erano altissime le concentrazioni di composti idrogenati la cui presenza indicava chiaramente la pesante contaminazione delle acque.
Alle ore 13:20, concluse le audizioni e depositate le relazioni dei due ct, la presidente sospende definitivamente la seduta e la rinvia a lunedì nove dicembre; nell’occasione verranno ascoltati gli altri due ct presenti nella lista del pm: i signori Marcucci e Butera.

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