così… giusto per ricordare

Quando si presentò alla cittadinanza genovese per chiedere il voto alle primarie della coalizione di centro(falsa)sinistra, il Markese – che poi sarebbe diventato sindaco – rappresentò, per molti, la speranza di mettere un argine allo strapotere dei sedicenti democratici genovesi.
Si annunciò – e ottenne l’investitura – come il candidato ‘alternativo’, presentato dalla ‘sinistra’ dell’accozzaglia in questione: venne appoggiato immediatamente da Sinistra Ecologia e Libertà e dalla Federazione della Sinistra, oltre ad un numero consistente di comitati di vario genere.
Questo perché, nel suo programma, erano presenti, tra gli altri: la contrarietà alle grandi opere inutili e devastanti,la difesa dei diritti dei lavoratori delle attività produttive cittadine, la difesa della pubblicità dei servizi locali.
E’ passato poco più di un anno, e tutto ciò per cui gli era stata accordata la fiducia dalla maggioranza dei cittadini è svanito: il nobiluomo è diventato uno dei più convinti sostenitori di quanto di peggio si possa immaginare, accodandosi alle continue pretese dei sedicenti democratici su qualunque argomento.
Ultima in ordine di tempo è stata l’uscita sulla necessità di privatizzare l’azienda del trasporto pubblico – addirittura a prescindere da quale sarà l’esito del dibattito nell’aula del Consiglio comunale – perché, sostiene, “è il momento di guardare in faccia la realtà”.
E allora – così giusto per ricordare – diamo un’occhiata a qual è la realtà di chi sostiene che i lavoratori ed i cittadini debbano fare ulteriori sacrifici.
Il Markese, secondo quanto da lui stesso dichiarato, possiede: sei appartamenti tutti suoi a Genova, nonché due alloggi, uno nel capoluogo ligure e l’altro a Milano, in comproprietà con il fratello; inoltre è padrone di un sesto dell’intero palazzo Doria di via Garibaldi – per il quale (così, come aiuto alla memoria) si è autoridotto l’aliquota Imu, sostenendo che si tratti di un palazzo storico e quindi di averne diritto – unitamente a due negozi ed un box auto; non male per un ‘signore’ che sostiene di essere stato diseredato!
In più percepisce, oltre all’appannaggio in qualità di primo cittadino, anche lo stipendio come professore alla facoltà di Economia dell’Università di Genova: non si tratta certo di bruscolini, visto che nel 2011 ha dichiarato un reddito pari a quasi centomila Euro, ed ancora non era sindaco; cominci un po’ lui a fare sacrifici.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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