elezioni in alto adige: splendidi risultati per i peggiori reazionari

Questi sono, come riportato dall’Agenzia Nazionale della Stampa Associata (http://www.ansa.it) in un suo lancio delle ore 17:41 di lunedì ventotto ottobre, i dati “definitivi delle elezioni provinciali in Alto Adige quando sono state scrutinate il 100% delle sezioni. Svp 45,7% (nel 2008 48,1%). Freiheitlichen 17,9% (14,3%). Verdi-Sel 8,7% (5,8%). Suedtiroler Freiheit 7,2% (4,9%). Pd 6,7% (6,0%). Forza Italia Lega Nord 2,5%. Movimento 5 Stelle 2,5%. Buerger Union-Ladins 2,1%. Alto Adige nel cuore 2,1%. Unitalia 1,7% (1,9%). Scelta Civica 1,6%. La Destra 0,6%. Prc 0,4%. Pdci 0,3% (0,4%)”.
Pur comprendendo che si tratta di un diverso tipo di consultazioni, e che quindi non è possibile mettere le due cose a confronto senza puntualizzare alcune differenze, saltano agli occhi alcune macroscopiche discrepanze rispetto alle ultime elezioni per il Parlamento nazionale.
Come primo dato segnalo, con viva e vibrante soddisfazione, il tracollo della lista Popolo della Libertà-Lega Nord, che passa dal 15,65 per cento ottenuto al Senato della Repubblica, allo splendido risultato del 2,5 per cento raggranellato in questa tornata amministrativa parziale.
Un bel colpo, quell’84 per cento di voti in meno, del quale il Delinquente di Arcore ed i suoi tirapiedi devono ringraziare principalmente la parlamentare Michaela Biancofiore, plenipotenziaria forzitaliota da queste parti: chissà se ora la ‘signorina’ abbasserà un po’ la cresta!
Non va certamente meglio al Movimento Cinque Stelle, che passa dal 15,14 al 2,5 per cento, vedendosi decurtate le preferenze dell’83 per cento; anche qui un ottimo risultato, che dimostra che, se li si conosce, li si evita.
Come altrove, anche a queste latitudini i grillonzi avevano ottenuto suffragi grazie alla voglia di cambiamento espressa dagli italiani: gli stessi si sono successivamente accorti di che gente sia quella che ronza intorno al comico genovese – fino a questo momento non hanno fatto altro che favorire, con il loro atteggiamento di chiusura rispetto a qualsiasi genere di accordo con la destra moderata, l’inciucio che tanto li scandalizza a parole – e li hanno puniti come si conviene.
Per finire, i sedicenti partiti ‘comunisti’ non se la cavano poi così male, tenuto conto che l’andazzo attuale li porta verso la definitiva scomparsa: in controtendenza, raddoppiano quasi le preferenze, in termini percentuali, passando dallo 0,4 del Partito dei Comunisti Italiani delle ultime elezioni locali, allo 0,7 per cento ottenuto da loro e la rediviva Rifondazione Comunista.
Certo, la lista Rivoluzione Civile con Ingroia, alle ultime elezioni, aveva raccattato il 2,06: c’è però da dire che in quel caso i soggetti che componevano la suddetta accozzaglia non erano certamente solo loro.

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