cambiano le alleanze in regione liguria?

In queste ore, in Liguria, si scioglierà un dubbio che da qualche giorno tiene banco in questa parte d’Italia: il presidente del Consiglio regionale – che è anche, e soprattutto, segretario regionale dell’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro – Rosario Monteleone deciderà se dimettersi dalla carica istituzionale, o fare finta di niente.
Tutto nasce dall’indagine della Guardia di Finanza sulle spese indecenti fatte dai politicanti di via Fieschi 15 a spese dei cittadini; in questa inchiesta sono finiti quasi tutti i gruppi consiliari, ed appunto il numero uno dell’assemblea elettiva in questione.
Avrebbe fornito le stesse tre ‘pezze giustificative’ – relative all’acquisto di cose che nulla hanno a che fare né con l’attività istituzionale né con qualsivoglia spesa di rappresentanza – in almeno due momenti diversi: il dubbio, come già scritto nei giorni scorsi, è che siano servite a nascondere traffici inconfessabili.
D’altronde, tutta la vicenda della formazione politica in oggetto è di assai difficile decifrabilità: in alcune zone d’Italia, come qui, è parte integrante della coalizione di centro(falsa)sinistra, mentre altrove è alleata con la destra radicale e fascista.
Ora, però, c’è una novità che potrebbe cambiare gli equilibri sia nazionali sia locali – le prossime consultazioni regionali saranno nel 2015 – e potrebbe essere stata la scintilla che ha fatto scattare quello che potrebbe essere una specie di autoaffondamento (mai fidarsi dei democristiani di lungo corso).
Dodici senatori eletti nelle liste di Scelta Civica – tra cui spiccano il ministro della difesa, Mario Mauro, l’eterno Pierfurby Casini, e l’editore televisivo genovese Maurizio Rossi – hanno deciso di operare uno strappo dal resto della formazione montiana, puntando decisamente all’ingresso in una coalizione della destra radicale “senza B. (ma non si capisce se solo senza S.B., o accantonando anche la sua schifosa progenie, n.d.r.)” con l’obiettivo di confluire nel Partito Popolare Europeo.
Il sospetto – avallato anche dalle parole del capogruppo forzitaliota al Consiglio regionale Marco Melgrati, che dichiara che loro non chiederanno le dimissioni del Monteleone – è che i balenotteri bianchi liguri si preparino a lasciare la loro attuale posizione per andare a fare compagnia alla destra radicale e fascista.

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