novileaks #1. i documenti che il comune non vuol farvi vedere. a seguire l’articolo sullo stesso tema del giornale web nuova società, ed una prima informativa su come lorsignori hanno iniziato a distruggere la val lemme (da notavterzovalico)

I guai del Comune di Novi Ligure sulla faccenda del Terzo Valico continuano. Saltano fuori documenti che non erano stati resi pubblici. Vediamo quali.
Nel primo mistero nebbioso contempliamo la tanto attesa risposta del Governo alla moratoria dei sindaci. Ve la ricordate, la moratoria? Il documento firmato dai sindaci Si Tav della zona per salvare la faccia con i loro concittadini senza compromettere i piani di Cociv.
Dal giorno in cui è stata spedita a Roma, il 9 Marzo 2013, i sindaci firmatari hanno continuato a dire che erano in attesa di una risposta del Governo. Si farà il Terzo Valico? Si fermeranno per qualche mese? Rimanderanno di un anno? Faranno finta di niente? Perché Roma tace?
E invece no, Roma ha risposto eccome, in data 8 Maggio 2013, come si può constatare dal documento allegato. Ma nessuno dei riceventi l’ha detto, perché la risposta non è stata, come dire, esaltante.
Il presidente dell’osservatorio, tal avvocato Brindisi, sostiene che:
“sorprende l’affermazione secondo la quale sussisterebbe una pervicace ostinazione da parte dell’Osservatorio a negare il trasferimento di parte delle proprie attività sul territorio interessato, perchè contraddetta dai fatti”
Cosa vuol dire? L’assessore Moro ci ha forse detto delle bugie? Continua:
“come rappresentato anche in occasione degli incontri dell’osservatorio con gli Enti Locali tenutisi ad Alessandria e a Genova, se è vero che come per gli altri OO.AA. Coordinati dal Ministero dell’Ambiente la sede è istituita presso la Direzione ministeriale competente, anche per l’economicità della gestione amministrativa, è altrettanto vero che si è data la massima disponibilità a svolgere incontri mirati sul territorio con gli Enti Locali, come peraltro già avvenuto, per affrontare le criticità di carattere ambientale che potrebbero emergere. Inoltre, l’osservatorio si è già attivato nel senso richiesto da codesti Comuni, approvando già nella seduta del 30 Gennaio u.s. l’idea di operare attraverso Gruppi di Lavoro dell’osservatorio territoriali su specifiche tematiche da sviluppare”
Cari sindaci e assessori, questo non ce lo avevate detto. A Roma fremono per lasciarvi in mano la patata bollente, e voi a strapparvi le vesti dicendo che quei cattivoni non vogliono farvi partecipare.
E ancora:
“a tale riguardo, con le Regioni e le Provincie interessate, si stanno definendo le modalità operative affinché il lavoro da svolgere, nell’ambito e nei limiti dei compiti assegnati all’osservatorio stesso, sia il più funzionale possibile nell’interesse degli EE.LL. territorialmente interessati, nonché nell’azione di informazione e di interfaccia con il cittadino”
Le “Provincie”, quindi, starebbero lavorando per informare i cittadini. La richiesta di moratoria non viene nemmeno presa in considerazione e l’opera non subirà alcuno stop per verificare le quisquilie come, per esempio, la presenza di amianto nelle montagne. Come dimostrato dall’articolo di ieri sugli avvenimenti della Vallemme, la finta opposizione dei Sindaci non ha impedito ai banditi del Tav di cominciare i lavori senza un progetto esecutivo approvato, nonostante la legge lo richieda espressamente: i lavori sono indiscutibilmente abusivi.
Cosa si inventeranno ora i sostenitori della moratoria che nascondevano questo documento?
Per scaricare e leggere il documento andare al link nella sezione ‘blogroll’ di questo sito

di Giulia Zanotti – nuova società
Ha già preso il nome di NoviLeaks lo scandalo denunciato dal fronte No Tav-Terzo Valico secondo cui i sindaci dell’alessandrino a favore dell’Alta Velocità avrebbero tenuto nascosto importanti documenti arrivati da Roma sui lavori della linea.
Per capire la vicenda, però, è necessario andare indietro nel tempo fino al 9 marzo 2013, quando trenta sindaci Si Tav inviarono una moratoria al governo in merito agli interventi da fare sul Terzo Valico, chiedendo ulteriori accertamenti ambientali. Una soluzione a cui si era giunti per mediare le proteste degli abitanti dei Comuni interessati senza compromettere i piani del Cociv, il consorzio che occupa della realizzazione della Tortona-Novi Ligure-Genova.
Ma, secondo i primi cittadini, da Roma non sarebbe mai giunta nessuna risposta. E invece non è così. A denunciarlo proprio i No Tav con tanto di documenti (pubblicati sul sito notavterzovalico.info) che attestano che il governo avrebbe scritto in data 8 maggio. Peccato che le loro parole non sono proprio soddisfacenti e così i sindaci che avrebbero preferito tacere sulla missiva.
Infatti, la richiesta di moratoria non viene nemmeno presa in considerazione dal governo. Non solo. Nella lettera del ministero dell’Ambiente si legge chiaramente come: «sorprende l’affermazione secondo la quale sussisterebbe una pervicace ostinazione da parte dell’Osservatorio a negare il trasferimento di parte delle proprie attività sul territorio interessato, perchè contraddetta dai fatti».
Ovvero, non solo l’osservatorio non avrebbe alcun dubbio sulla validità dei lavori da fare, ma avrebbe già dato «la massima disponibilità a svolgere incontri mirati sul territorio con gli Enti Locali, come peraltro già avvenuto, per affrontare le criticità di carattere ambientale che potrebbero emergere. Inoltre, l’osservatorio si è già attivato nel senso richiesto da codesti Comuni, approvando già nella seduta del 30 Gennaio u.s. l’idea di operare attraverso Gruppi di Lavoro dell’osservatorio territoriali su specifiche tematiche da sviluppare». Tanto che si starebbero già definendo le modalità operative per i lavori.
Dunque, altro che dubbi. Altro che stop per verifiche sulla presenza di amianto nelle montagne. Il progetto del terzo valico va avanti mentre da Roma ai comuni si rimbalzano la patata bollente. All’oscuro dei cittadini.

Oggi tra Voltaggio, Carrosio e la strada della Castagnola erano in azione gli uomini di alcune ditte sub-appaltatrici di Cociv che hanno furbescamente cancellato ogni insegna dai loro mezzi. Evidentemente il fatto che questo sito abbia reso pubblico il passato non proprio trasparente delle imprese finora coinvolte nei lavori ha preoccupato i signori di Impregilo. Il tentativo, comunque, è vano, poiché dalle targhe è facile risalire agli intestatari dei veicoli e controllare in quali affari sono coinvolti. Stando alle statistiche è quasi sicuro che anche su questi “onesti lavoratori” salterà fuori qualcosa.
Intanto dal video e dalle foto allegate è possibile vedere cosa è stato fatto da una squadretta di tre persone, il totale degli uomini attivi in questi giorni: alberi secolari tagliati e una bella pozza di cemento su un prato, zona frana Carbonasca, probabilmente residuo del lavaggio di una betoniera. In italiano si chiama smaltimento illecito di rifiuti ed è un reato penale, ma sicuramente nessun magistrato ne avrà scrupolo.
Durante questi pochi giorni di attività li si è lasciati fare per far vedere alla gente di cosa sono capaci, e questo è solo un assaggio. Le immagini non lasciano dubbi. Chissà cosa ne pensa il sindaco di Voltaggio, tanto amato dalle associazioni ambientaliste della zona, che minacciava di far fermare i lavori dal suo unico vigile se fossero partiti senza autorizzazione. Sveglia Repetto, i lavori sono partiti senza autorizzazione e sono fatti in maniera criminale. Dove siete tu e il tuo vigile?
Sei ancora impegnato ad accompagnare casa per casa il Cociv a comprare il silenzio degli espropriati? Oppure sei ancora dal questore a vantarti (sì caro, lo sappiamo) che a Voltaggio non ci sono bandiere No Tav?
Non ci risulta che dove il movimento abbia effettuato presidi (ovvero ovunque tranne che a Voltaggio e Carrosio) siano in corso dei lavori. Solo là dove le istituzioni hanno “dialogato”, “spiegato”, “richiesto”, “lavorato”, solo dove si è applaudita la famigerata “moratoria”, solo dove gli espropriati sono stati lasciati soli davanti alle minacce di prefetto e questore, solo lì il cemento inizia a colare sui prati.
Tre operai, un paio di giorni, ed è subito chiaro com’è abituata a lavorare questa gente. Vanno fermati, verranno fermati.

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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