processo michelin, ammesse le parti civili (da alessandria news)

Al processo contro cinque dirigenti Michelin tra gli anni Settanta e Novanta il giudice ammette tra le parti civili anche Cgil e Inal. Gli avvocati chiamano in causa l’azienda come responsabile civile
ALESSANDRIA – Chi ha potuto, si è presentato puntuale, alle 10, nell’aula del tribunale di Alessandria: “questa è l’ottava udienza, inizio a pensare che ci stiano prendendo in giro”. Lo dice Oreste Senzacore, ex operaio Michelin in pensione, ammesso come parte civile al processo che si sta svolgendo contro cinque dirigenti dell’azienda francese: Gian Carlo Borella, 87 anni, di Torino, Giovanni Alberti, 87, di Torino, Emilio Toso, 78, di Alessandria, Bartolomeo Berello, 70, di Alessandria, e Jean Michel Belleux, 62, nato a Parigi e residente a Torino. L’accusa è di lesioni personali e omicidio colposo. Il processo non è ancora entrato nel vivo del dibattimento. Ieri è stata infatti discussa l’ammissione delle parti civili Cgil e Inail. Gli avvocati della difesa hanno provato a chiederne l’esclusione, avanzando dubbi sulla rappresentanza o difetti di delega. Il giudice ha però respinto le eccezioni ed ammesso Cgil e Inal all’eventuale richiesta di danni. Erano già state ammesse invece come parti civili gli operai che nel corso della loro attività professionale, o subito dopo, hanno contratto malattie gravi. Per dieci di loro, in tribunale, potranno partecipare gli eredi.
Nei corridoi di palazzo di giustizia, attendendo l’inizio dell’udienza, emergono intanto frammenti di storia, di quello che doveva essere il lavoro nello stabilimento, tra gli anni Settanta e Novanta: “un caldo insopportabile e un odore peggio di quello di fogna. Per proteggerci avevamo solo un paio di guanti o una mascherina, a volte neppure quella”. E’ ancora Senzacore che parla, accento marchigiano (“che non voglio perdere”) e i tubi del respiratore attaccati allo zaino che contiene la bombola. “Almeno 5 di noi sono già morti, forse aspettano che moriamo tutti”, dice un altro. C’è infatti il rischio che alcuni reati inciampino nella prescrizione. “Dopo sette anni dell’insorgenza della malattia non c’è più il reato. Come se dopo quel termine si guarisse”, dice tra l’ironico e l’amareggiato uno dei presenti.
La prossima udienza è fissata per il 4 luglio. Il giudice monocratico si pronuncerà sulla richiesta degli avvocati di parte civile di iscrizione come responsabile civile di Michelin.
8/05/2013
Irene Navaro – irene.navaro@alessandrianews.it

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