i delinquenti abituali non si smentiscono

Il giorno precedente il voto, la campagna elettorale è ufficialmente sospesa: per legge non si possono tenere comizi; siccome, però, al divieto non corrisponde nessuna sanzione – basterebbe che, in caso di infrazione, venisse applicata l’esclusione della lista responsabile del reato, per vedere applicata alla lettera questa norma – i politicanti non si trattengono e violano le loro stesse disposizioni.
Così vediamo il presidente del Consiglio dei ministri uscente, accompagnato dal ministro della Difesa – l’ammiraglio Giampaolo Di Paola – recarsi all’aeroporto ad accogliere l’arrivo dei due marinai assassini che l’India ha liberato per consentire loro quattro settimane di vacanza con la scusa dell’esercizio del diritto di voto: se è solo per questo, avrebbero potuto tranquillamente limitarsi a concedere loro di votare presso l’ambasciata italiana a Nuova Delhi.
E comunque: visto che si vota anche lunedì, non si vede perché fosse necessario farli arrivare proprio nel giorno del silenzio elettorale; avrebbero potuto rimpatriare con calma la domenica, in modo da non permettere al Fascista Sobrio di farsi pubblicità gratuita.
Ma il suddetto personaggio non è l’unico delinquente che infrange le norme per farsi bello nel giorno in cui dovrebbe soltanto tacere: ve n’è un altro, la cui straordinaria capacità ad agire contrariamente a tutte le disposizioni di legge è molto ben documentata dalla Magistratura borghese; non voglio parlare della solita tiritera da lui inscenata, mi limito a rilanciare un’indiscrezione che tutta l’Italia sana – quella che combatte il fascismo e la criminalità organizzata – si augura che sia esatta.
La presunta congiuntivite, che ha impedito al criminale incallito di partecipare direttamente alla chiusura a Napoli della campagna elettorale del suo partito, non sarebbe affatto tale: si tratterebbe di una malattia degenerativa giunta ad uno stadio avanzato; la speranza è che lo sia veramente.

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