prendano il treno… e se lo paghino

Il Secolo XIX di giovedì ventisette settembre pubblica, a pagina venti, un prospetto con gli importi dei pedaggi autostradali non pagati dai consiglieri regionali liguri; loro possono: è uno dei mille benefit di cui godono, il cui importo va sommato al già stratosferico appannaggio, che si aggira sui quindicimila Euro mensili.
Leggendo questa tabella, si nota che, in cima alla speciale classifica dei più ‘viaggiatori ad ufo’, si trovano tre sedicenti democratici – il genovese Renzo Guccinelli, l’imperiese Sergio Scibilia, e lo spezzino Alessio Cavarra – che vengono superati soltanto dal forzitaliota imperiese Alessio Saso, noto ai più per essere sospettato di appartenenza alla criminalità organizzata.
Trovo realmente inaccettabile che queste persone, che chiedono continuamente sacrifici alla popolazione, possano impunemente continuare a godere di privilegi vergognosi: imparino a spostarsi in treno – così magari, dovendone usufruire anche loro, saranno costretti a far funzionare il trasporto su rotaia – naturalmente a loro spese, e limitino l’uso delle automobili alle sole ‘missioni’ per conto dell’Ente.
In questo modo si realizzerebbe un notevole risparmio, e si potrebbe così evitare di svendere il patrimonio immobiliare ai privati per non aumentare il carico fiscale; la vicenda dell’area dell’ex Ospedale psichiatrico di Genova Quarto, che rappresenta soltanto l’ultimo dei progetti di depauperizzazione del patrimonio pubblico, si potrebbe così facilmente risolvere a favore di chi giustamente pretende che l’immensa area verde resti a disposizione dei cittadini.
Di seguito riporto un pezzo, scritto da un compagno genovese aderente al Circolo Culturale Proletario, sulla vicenda appena accennata.

“COORDINAMENTO PER QUARTO”: CONTRO LA VENDITA AI PRIVATI
Il sistema del Governo Monti di vendere l’ argenteria (o gli ori) di famiglia per far cassa sembra sia stato adottato anche a livello locale.
Il complesso della collina di Quarto che già ospitava l’ex Ospedale Psichiatrico è infatti nel programma di vendite immobiliari a privati deciso dal Comune di Genova.
Attualmente accoglie ancora circa 80 pazienti e diversi Presidi socio-sanitari. Inoltre è sede di una importante Biblioteca specializzata nel settore psichiatrico, dell’Istituto per le Materie e le Forme Inconsapevoli, del Centro Basaglia. Ospita anche due Centri Diurni per disabili: il Centro per l’Alzheimer e il Centro per disturbi alimentari, oltre alla Scuola Elementare e Media Barrili e tante altre attività.
Dal punto di vista architettonico-urbanistico è una preziosa isola verde da sistemare, con enormi spazi da utilizzare.
I privati la trasformerebbero probabilmente in un complesso di residenze private con l’ennesimo centro commerciale ecc.
“Spazi rivolti all’interesse remunerativo del singoli al posto di quella che potrebbe diventare una cittadella per la salute, la socialità, il lavoro, per l’arte e la cultura, luogo di ricerca e punto di incontro di realtà differenti”.
Quanto sopra è esposto nel programma costitutivo del “Coordinamento per Quarto”, nato grazie all’impulso di Gianfranco Vendemiati, Presidente dell’Istituto per le Materie Inconsapevoli e animatore di programmi riabilitativi.
Avendo lavorato in quella che veniva chiamata la “collina dei matti” per quasi vent’anni, prima come bibliotecario e poi come segretario del Centro Ligure di Documentazione sulla Psichiatria, ho assistito con la Riforma Basaglia, messa in atto in questa sede da Antonio Slavich, alla trasformazione di un luogo di coercizione istituzionale e di sofferenza in luogo di liberazione e di riabilitazione.
Il Comitato sostiene giustamente che questo luogo divenga “…punto di incontro e di condivisione di realtà differenti, che ora più che mai hanno bisogno di lavorare vicine e di avere un posto per crescere!”
Il documento conclude:
“E’ possibile trasferire all’ interno del complesso di Quarto i diversi presidi socio-sanitari, oggi collocati sul territorio del Levante. Pensiamo a Via Baisizza e Via Torricelli, che liberandosi potrebbero essere messe in vendita facilmente sul mercato. In tal modo Quarto potrebbe diventare un modello di gestione efficace delle risorse e nel contempo sarebbero salvaguardate le effettive necessità di bilancio da destinare alla salute di tutti i cittadini”
Il Circolo Culturale Proletario di Genova ha deciso l’adesione alle iniziative di questo Comitato. Ora siamo in attesa di vedere che decisioni prenderà la Giunta democratica del marchese Doria, se perseguirà nella svendita del patrimonio pubblico, come le precedenti giunte, o se invece saprà ascoltare la voce dei cittadini e cambierà idea su una materia così importante e delicata quale la gestione sociale dei beni pubblici.
Sergio Guerrieri

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Contro ogni revisionismo. Per il marxismo-leninismo-maoismo, principalmente maoismo. Per un giornalismo proletario. Viva Marx! Viva Lenin! Viva Mao Tsetung!
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